Punti chiave
- Esistono molti fondi europei che si fregiano dell’etichetta “IA”, ma i loro portafogli possono variare notevolmente.
- I fondi IA possono essere suddivisi, in linea di massima, in esposizioni core, dinamiche e periferiche.
- L’ETF First Trust Bloomberg IA ottiene il punteggio più alto secondo i parametri di Morningstar.
Per la maggior parte degli investitori, l’intelligenza artificiale è un tema che si presta meglio a essere investito tramite un fondo. Il rischio legato ai singoli titoli è elevato in un settore in rapida evoluzione, dove la leadership può cambiare nel giro di pochi trimestri, e un paniere diversificato offre agli investitori maggiori possibilità di puntare sui vincitori di domani senza dover valutare ogni singolo titolo.
Sul mercato europeo sono disponibili decine di prodotti che recano l’etichetta “IA”. Nel materiale promozionale sembrano simili, ma i loro portafogli — e la loro effettiva esposizione all’IA vera e propria — variano notevolmente.
I fondi con i punteggi più alti
L’ETF First Trust Bloomberg IA FTAI occupa il primo posto nella classifica dei fondi europei. La sua metodologia di selezione e ponderazione si basa interamente sui ricavi legati all’IA, generando il punteggio di esposizione combinata più elevato tra tutti i fondi della nostra copertura europea. L’iShares AI Infrastructure UCITS ETF AINF si colloca al secondo posto, riflettendo un approccio più recente incentrato specificamente sul segmento pick and shovel (“pale e picconi”, cioè aziende che forniscono infrastrutture necessarie a un settore) della catena del valore — e in forte sintonia con l’opinione degli analisti di Morningstar secondo cui è proprio nel settore delle infrastrutture che sia l’esposizione che l’argomentazione relativa alla valutazione risultano più solide.
La top 10 è suddivisa in modo pressoché equo tra ETF e fondi aperti, con la strategia IA Innovation di BlackRock presente in entrambe le categorie. I fondi con i punteggi più alti sono indicati per puntare sull’esposizione di base ai titoli sottovalutati.
All’altra estremità della classifica, i fondi con i punteggi più bassi non sono necessariamente fondi scadenti: stanno semplicemente adottando un approccio diverso.
Le strategie incentrate sui Big Data o sulla tecnologia quantistica, nonché i fondi “IA adopter” che puntano sui beneficiari a valle, come le aziende sanitarie che utilizzano l’IA, ottengono risultati modesti in termini di esposizione core per loro stessa natura. Anche il fondo Polar Capital IA si colloca in una posizione inferiore, poiché spesso si orienta verso titoli non core che ritiene essere i maggiori beneficiari a valle dell’IA, con partecipazioni che vanno da Delta Air Lines a Walmart. Lo scorso anno questa strategia appariva non convenzionale. Nel febbraio 2026, quando i titoli del settore Software as a Service (SaaS) hanno subito un forte calo, la mossa tempestiva del fondo di uscire dal settore del software per orientarsi verso quello delle infrastrutture ha prodotto una sovraperformance di circa 14 punti percentuali rispetto ai fondi simili all’indice in un solo mese.
Tre modi per investire nell’IA tramite i fondi
Questo contrasto mette in luce la vera scelta che gli investitori devono affrontare. In linea di massima, i fondi dedicati all’IA si dividono in tre categorie.
- I fondi core dedicati all’IA — rappresentati dal First Trust Bloomberg AI — offrono un’esposizione stabile e simile al beta a questo tema. Ottengono i punteggi più alti in base a questo parametro e sono particolarmente indicati per gli investitori che desiderano semplicemente che l’esposizione all’IA nel proprio portafoglio sia all’altezza delle aspettative.
- I fondi dinamici basati sull’IA, come il CPR Invest Artificial Intelligence, mantengono un’esposizione ai titoli di riferimento ma adeguano attivamente la propria strategia man mano che il tema si evolve. Sono adatti agli investitori alla ricerca di rendimenti che siano a proprio agio con il rischio associato alla gestione attiva e disposti ad accettare un tracking error rispetto al tema più ampio dell’IA in cambio della possibilità di ottenere un alfa.
- I fondi dedicati all’IA in modo indiretto, come l’ETF iShares AI Adopters & Applications UCITS AIAA, puntano sui beneficiari di secondo ordine: le aziende che integrano l’IA per aumentare i margini di profitto, oppure i fornitori di energia e di data center che rendono possibile tale integrazione. Per loro stessa natura, presentano un’esposizione minore ai titoli principali, ma offrono una diversificazione rispetto al settore tecnologico delle mega-cap, ormai saturo.
La scelta giusta dipende dagli obiettivi degli investitori. Tuttavia, se il punto di partenza è l’argomentazione relativa alla valutazione – secondo cui il settore dell’IA è sottovalutato rispetto ai flussi di cassa che genererà – allora i fondi in cima alla nostra tabella rappresentano il modo più diretto per esprimere tale opinione.
Come è stato realizzato lo strumento di selezione dei fondi basati sull’IA
Per fare chiarezza, Morningstar ha elaborato un punteggio combinato di esposizione tematica. Questo punteggio integra due fattori: la valutazione bottom-up del team di ricerca azionaria relativa alla quota di fatturato di ciascuna società effettivamente legata all’IA, con una ponderazione del 75%, e un indicatore derivante dalla ricerca sui gestori che misura la frequenza con cui un titolo compare nei portafogli specializzati in IA a livello globale, con una ponderazione del 25%. Sommando questi punteggi a livello di fondo si ottiene un unico indicatore comparabile della reale esposizione all’IA di ciascuna strategia.
Questo articolo è tratto dal rapporto «Opportunità nell’intelligenza artificiale», pubblicato a maggio e redatto da Michael Field e Kenneth Lamont.

