Punti chiave
- I fondi obbligazionari indicizzati all’inflazione hanno registrato il secondo trimestre consecutivo di afflussi, poiché gli investitori hanno cercato una copertura contro l’aumento dei prezzi.
- L’offerta pubblica iniziale (IPO) di SpaceX e gli ottimi risultati delle trimestrali societarie hanno rilanciato la domanda di fondi statunitensi nel settore tecnologico e dell’IA.
- Anche i fondi tematici, infrastrutturali e real asset hanno registrato una ripresa, poiché gli investitori erano alla ricerca di ulteriori coperture contro l’inflazione.
I flussi di capitale per le asset class nel secondo trimestre del 2026 hanno evidenziato come gli strumenti a reddito fisso abbiano attirato l’interesse degli investitori, spaventati dall’incertezza politica e dal conflitto in Medio Oriente, nonché dalle possibili ripercussioni su inflazione globale a fronte dei picchi raggiunti dal prezzo del petrolio.
I fondi aperti e gli Exchange-traded fund, esclusi i comparti del mercato monetario, hanno registrato una raccolta netta di 188 miliardi euro nel secondo trimestre del 2026, in calo rispetto ai 203 miliardi euro del primo trimestre, poiché l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha influito negativamente sulla propensione al rischio degli investitori.
Nel secondo trimestre i fondi obbligazionari hanno soppiantato quelli azionari come asset class principale, raccogliendo 84,1 miliardi euro rispetto ai 75,7 miliardi euro del primo trimestre, mentre gli afflussi verso i fondi azionari sono scesi a 72,4 miliardi euro. Analizzando più approfonditamente i mercati del reddito fisso, gli investitori, preoccupati dall’aumento dei prezzi a livello globale, si sono orientati verso i fondi obbligazionari indicizzati all’inflazione, consentendo a questa categoria di registrare due trimestri consecutivi di raccolta netta positiva dopo tre anni di riscatti.
I fondi obbligazionari globali dei mercati emergenti, che offrono yield superiori a quelli di molti fondi governativi dei paesi sviluppati, sono diventati più attraenti per gli investitori che intendono trarre vantaggio da cedole più elevate. Ciò è valso in particolare per i paesi esportatori di energia che hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi del petrolio e che, dal punto di vista geografico, erano inoltre al riparo dalle strozzature della catena di approvvigionamento nello stretto di Hormuz, come ad esempio la Nigeria.
I fondi obbligazionari asiatici hanno rappresentato l’eccezione: il deprezzamento delle valute in diversi mercati di riferimento ha indotto gli investitori a convogliare il proprio capitale altrove. Le turbolenze politiche nel Regno Unito hanno continuato a pesare anche sui fondi obbligazionari corporate in sterline, prolungando un periodo di deflussi durato quasi tre anni, con un ammontare cumulato pari a 24 miliardi euro.
Flussi relativi alle categorie di obbligazioni indicizzate all’inflazione
Il trend dell’IA spinge gli investitori azionari a tornare negli Stati Uniti
L’analisi dei flussi regionali ha evidenziato che gli investitori azionari sono tornati in gran parte negli Stati Uniti, dopo aver diversificato i propri portafogli allontanandosi dalla più grande economia mondiale nel primo trimestre, temendo una bolla legata all’IA e una sopravvalutazione dei titoli large cap. Tuttavia, i solidi risultati delle trimestrali societarie e l’IPO di SpaceX SPX sono riusciti ad attirarli nuovamente verso i mercati statunitensi e globali, dove gli Stati Uniti continuano a rappresentare una quota consistente degli indici.
Le categorie Azionari Internazionali Large Cap Blend e Azionari USA Large Cap Blend hanno raccolto complessivamente 88,2 miliardi euro, più del doppio rispetto al totale del primo trimestre. D’altro canto, il segmento Azionari Europa Large Cap Growth ha subito perdite a causa dell’aumento dei costi dei fattori di produzione per le società locali, delle aspettative di un’inflazione energetica più elevata e del conseguente aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Banca Centrale Europea nel mese di giugno.
I fondi tematici registrano un saldo positivo e il settore tech segna il miglior trimestre di sempre
Per quanto riguarda i fondi settoriali, gli investitori azionari sono attratti dai fondi incentrati sul settore tecnologico, ma mostrano anche interesse per i fondi infrastrutturali come estensione di tale strategia, poiché la realizzazione di grandi data center e delle relative infrastrutture energetiche offre opportunità di investimento.
Nel complesso, l’impatto sui fondi tematici è stato caratterizzato da un afflusso netto positivo nel trimestre, dopo diversi trimestri in cui tali fondi hanno faticato a guadagnare slancio a causa della minore attenzione riservata dai responsabili politici statunitensi ai criteri ESG e alla sostenibilità.
I fondi a tema spaziale hanno registrato afflussi per il settimo trimestre consecutivo, più che raddoppiando fino a raggiungere 1,3 miliardi euro, poiché la quotazione in Borsa di SpaceX dello scorso giugno ha stimolato l’interesse degli investitori e attirato diversi nuovi operatori tra cui Global X, VanEck e WisdomTree.
Flussi dei fondi tematici a portafoglio aperto e degli ETF per tema generale
Gli asset reali segnalano una ripresa
Anche gli asset reali hanno riscosso successo, poiché gli investitori hanno cercato beni reali tangibili come copertura naturale contro l’inflazione. Nel secondo trimestre, i flussi in entrata nei fondi di asset reali sono ammontati a 3,7 miliardi euro, invertendo quasi completamente i deflussi complessivi pari a 4,1 miliardi euro registrati nei due trimestri precedenti.
Gli investitori hanno puntato in particolare sul petrolio e sul gas, poiché l’offerta ha subito pressioni, determinando un aumento dei prezzi e, di conseguenza, dell’interesse degli investitori. Le difficoltà legate allo stoccaggio di tali risorse non hanno contribuito a smorzare tale interesse.
I fondi azionari attivi perdono ulteriore terreno a favore delle opzioni passive
Gli investitori che hanno indirizzato capitali verso strategie azionarie lo hanno fatto principalmente attraverso strumenti passivi, confermando la tendenza a lungo termine che vede la preferenza per gli strumenti passivi — sia ETF che fondi indicizzati — per gli investimenti azionari, mentre la gestione attiva viene privilegiata per il reddito fisso. Di conseguenza, i gestori di fondi con una solida offerta di prodotti passivi hanno beneficiato di un altro trimestre caratterizzato da flussi sostanziosi.
BlackRock ha conquistato il primo posto nella classifica dei flussi delle società di gestione patrimoniale nel secondo trimestre con 36,4 miliardi euro, principalmente grazie alla propria gamma iShares. Diversi fondi di tale gamma hanno prontamente incluso il titolo di grande successo di SpaceX già pochi giorni dopo l’IPO del 12 giugno, attirando investitori desiderosi di partecipare al successo del titolo. La piattaforma ha cercato di sfruttare ulteriormente l’entusiasmo con il lancio dell’ETF iShares Space Technologies UCITS. Ad eccezione di Pimco e Natixis, tutti i gestori patrimoniali presenti nella top ten dei gestori con i maggiori afflussi di questo trimestre disponevano di una solida offerta di fondi passivi.

