Metriche chiave di Morningstar per UniCredit
- : EUR 79Fair value Estimate
- : ★★★★Morningstar Rating
- : AssenteEconomic Moat
- : AltoMorningstar Uncertainty Rating
UniCredit UCG ha registrato un utile netto di 10,4 miliardi di euro nel 2025, un record per il terzo anno consecutivo, e ha lanciato un piano quinquennale che punta a un utile netto di 15 miliardi di euro e un return on tangible equity del 25% entro il 2030. Per queste ragioni abbiamo rivisto al rialzo le nostre previsioni.
Perché è importante: la redditività di UniCredit si è dimostrata più resiliente di quanto ci aspettassimo. Il margine di interesse, che pensavamo potesse diminuire drasticamente con il calo dei tassi, è sceso solo del 4% nel 2025 e il management afferma che ha toccato il suo minimo.
- Prevediamo che UniCredit continuerà ad avere successo nella crescita dei ricavi a basso impiego di capitale. I proventi da commissioni e assicurazioni rappresentano ora il 44% dei ricavi e stanno crescendo a un tasso vicino al 10%, poiché UniCredit ottiene una quota maggiore delle catene del valore dei suoi servizi di assicurazione sulla vita e di asset management.
Le stime degli analisti: abbiamo deciso di alzare la stima del fair value da EUR 57 a EUR 79 per azione e confermiamo il nostro moat rating di Assente. Attualmente, le azioni sono scambiate con un modesto sconto rispetto alla nostra valutazione.
- Stimiamo un return on tangible equity a metà ciclo di circa il 20%, ben al di sopra della nostra stima del costo del capitale del 10,5%. Non attribuiamo a UniCredit un economic moat a causa del rischio di intervento del governo italiano e dei risultati limitati di UniCredit in termini di rendimenti superiori al costo del capitale.
- Le nostre previsioni sono leggermente al di sotto delle guidance del management sull’utile netto da interessi (NII - Net Interest Income) perché ipotizziamo una certa compressione residua dei margini dovuta al roll-off del portafoglio di copertura e alla rivalutazione dei depositi. Il nostro margine di interessi netto (NIM - Net Interest Margin) a metà ciclo è dell’1,75%, riflettendo un contesto di tassi normalizzato.
Statistiche chiave: prevediamo ora che l’utile netto crescerà da 10,4 miliardi di euro nel 2025 a 11,6 miliardi di euro entro il 2028. I ricavi sono visti in crescita del 3% all’anno, poiché i proventi da commissioni supereranno la modesta crescita del NII. I costi diminuiranno in termini assoluti, spingendo il rapporto di efficienza dal 47% al 35%.

