Banche europee: i timori sul credito sono fondati, ma il mercato è troppo pessimista

Gli istituti di credito della regione hanno fondamentali solidi, ma il peggioramento della crisi potrebbe ripercuotersi sui conti.

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Le banche europee hanno registrato un calo di circa il 10% rispetto al picco, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas e la prospettiva di tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo hanno alimentato i timori di un aumento delle insolvenze sui prestiti.

Perché è importante: le nostre stime relative agli accantonamenti a metà ciclo si attestano a circa il doppio rispetto ai livelli attuali per la banca mediana della regione coperta dai nostri analisti. La sola normalizzazione di questa variabile, senza shock macroeconomici, ridurrebbe gli utili del settore di circa il 7%-10%. Un’escalation in Medio Oriente potrebbe accelerare tale processo.

  • L’esposizione diretta al Medio Oriente è trascurabile per la maggior parte delle banche europee. Il canale di trasmissione è indiretto: i costi energetici più elevati comprimono i margini dei clienti, la crescita più debole aumenta i tassi di insolvenza e le condizioni di avversione al rischio.

Conclusione: riteniamo che il settore sia valutato in linea con il fair value. Il mercato spesso esagera nello scontare le correzioni del rischio di credito. Tuttavia, se il conflitto dovesse intensificarsi, potrebbero emergere interessanti opportunità di ingresso sui titoli del comparto.

  • Le banche con un capitale solido, ricavi diversificati e accantonamenti vicini alla media di metà ciclo offrono il miglior rapporto rischio/rendimento. Intesa Sanpaolo ISP e le banche nordiche superano bene lo screening su questa base.
  • Le banche più a rischio ottengono punteggi elevati su due fronti: i prestiti alle piccole e medie imprese, dove i mutuatari hanno riserve esigue e un accesso limitato al mercato, e i prestiti con leva finanziaria. Deutsche Bank e UniCredit ottengono punteggi elevati in questo senso.

Quadro generale: le banche europee entrano in questo periodo con una redditività e un capitale strutturalmente più elevati rispetto ai precedenti cicli di credito. Il miglioramento della redditività fornisce un cuscinetto significativo prima che l’aumento dei costi del credito diventi più di una semplice questione di utili e la solvibilità diventi un motivo di preoccupazione.

Perché essere ottimisti: tassi a livelli elevati per un periodo lungo sostengono i margini di interesse netti e la volatilità macroeconomica rappresenta anche un fattore strutturalmente positivo per i trading desk.

Nota redazionale: Questa analisi è stata originariamente pubblicata come nota azionaria da Morningstar Equity Research.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.