Il grafico che sfata tre miti sul mercato azionario USA

L’attuale fase dei mercati non è in contraddizione con quello che ci insegna la storia.

Illustrazione di investitori che discutono di una serie eterogenea di dati

I miei colleghi di Morningstar hanno recentemente pubblicato il report trimestrale Market Observer. Si tratta di un’analisi approfondita dei fattori che hanno influenzato l’andamento del mercato statunitense e dato forma alle principali tendenze macroeconomiche. Inoltre, è arricchito da numerosi grafici come questo:

Flessioni, riprese ed espansioni del mercato statunitense

grafico ad area

A cosa si riferisce? Si tratta dell’andamento del mercato azionario USA nell’ultimo secolo, con le fasi di espansione in blu, quelle di recessione in rosso e quelle di ripresa in azzurro.

Le fasi di espansione sono definite come il periodo successivo alla data in cui il mercato ha riguadagnato il massimo precedente; le fasi di flessione, ovvero bear market, come il periodo in cui si è registrato un calo di almeno il 20% rispetto al massimo precedente; mentre quelle di ripresa si identificano nei periodi compresi tra il minimo precedente e la data in cui il mercato ha riguadagnato il massimo precedente. Per ogni periodo, il grafico indica la durata in mesi, il rendimento cumulato (solo per le fasi di espansione e flessione) e il rendimento annuale (solo per le fasi di espansione).

Il grafico non solo è visivamente accattivante, ma contribuisce anche a sfatare alcuni miti e idee errate sulla performance recente e di lungo termine del mercato azionario. Di seguito è riportato un breve elenco di ciò che mi ha colpito.

Mito 1: questa ripresa è stata insolitamente forte

Considerando anche quella in corso, dal 1926 si contano 11 fasi di espansione del mercato azionario americano.

In media, le fasi di espansione sono durate 69 mesi (con una mediana di 56 mesi), la più lunga conta oltre dodici anni, dal novembre del 1949 al dicembre del 1961, la più breve 12 mesi, dal novembre del 2006 all’ottobre del 2007. Il mercato ha registrato un rendimento cumulato medio nelle fasi di espansione del 224%, con un rendimento annualizzato del 20,8%.

Considerando questi numeri, l’attuale fase di espansione non appare particolarmente lunga o forte. A dicembre 2025 era al suo venticinquesimo mese, ovvero meno della metà della durata media. Inoltre, il rendimento annualizzato del 21,4% registrato nel periodo di 25 mesi è in linea con i dati storici.

Rendimenti del mercato azionario statunitense durante le fasi di espansione

Anche se dovessimo misurare questa fase di mercato rialzista dall’ultimo minimo registrato nel settembre del 2022 ci accorgeremmo che la crescita non è stata particolarmente forte. Il mercato è salito di circa il 93% rispetto a quel minimo, con un rendimento annualizzato del 22,5%. Si tratta di un valore solo leggermente superiore al rendimento annualizzato medio dei periodi precedenti.

Mito 2: Questo mercato rialzista sta perdendo slancio

Sono trascorsi più di tre anni dall’ultimo minimo raggiunto dal mercato USA nel settembre 2022. Sebbene possa sembrare un periodo prolungato di crescita, in realtà non lo è.

Dal 1926, il mercato ha impiegato in media 37 mesi per recuperare le perdite subite a seguito del precedente bear market. La ripresa più rapida è stata di quattro mesi, in occasione del rimbalzo post-Covid del 2020, mentre la più lunga è durata oltre 12 anni, nel difficile periodo post-depressione terminato nel 1945.

Come accennato in precedenza, in media la fase di espansione è durata 69 mesi. Se si considera questo dato insieme alla durata media di tre anni delle fasi di ripresa, si evince che sono trascorsi in media circa nove anni tra il minimo raggiunto dal mercato e il picco successivo.

Mercato azionario statunitense: durata delle fasi di ripresa e di espansione

In base a questo parametro, l’attuale mercato rialzista è tutt’altro che in fase di declino.

Mito 3: È sufficiente un solo mercato ribassista

Un mercato ribassista può rapidamente annullare i guadagni azionari. Ad esempio, le azioni USA avevano registrato un rendimento annuo corretto per l’inflazione del 4,5% nei 10 anni terminati il 31 ottobre 2007. Ma meno di un anno dopo gli investitori si sono ritrovati a fare i conti con la perdita dei guadagni accumulati nei 10 anni precedenti a causa dei danni causati dalla crisi finanziaria globale.

Mercato azionario statunitense: rendimenti reali annuali su 10 anni

Sebbene ciò possa alimentare timori di un potenziale disastro in agguato dietro l’angolo, il grafico sottolinea come il successo a lungo termine del mercato azionario statunitense non sia mai stato caratterizzato da un progresso ininterrotto, ma piuttosto da una capacità di resilienza di fronte alle difficoltà.

Si consideri che nel corso dell’ultimo secolo, il mercato ha registrato complessivamente una fase ribassista per 142 mesi. Se si guardano i numeri, circa il 40% della storia del mercato è stato caratterizzato da un calo o da un recupero rispetto ai precedenti massimi.

Non vi è nulla di sbagliato, dunque, nel prepararsi ad affrontare periodiche avversità. È per questo che diversifichiamo il nostro portafoglio investendo in obbligazioni, soprattutto coloro che sono in pensione o stanno per andarci. Tuttavia, l’argomentazione secondo cui l’investimento in azioni possa evaporare dopo una sola flessione significativa non è sostenibile alla luce della storia dei mercati.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.