Fondi ed ETF, il trading frequente abbassa i rendimenti

E altre quattro lezioni tratte dal nostro studio annuale “Mind the Gap”.

Illustrazione a collage con triangoli che puntano verso l'alto e verso il basso, con fotografie di monete e di un edificio cittadino integrate nel disegno, insieme a vari elementi grafici.

Secondo le nostre stime, il dollaro medio investito in fondi comuni e exchange-traded fund statunitensi ha reso il 7,0% all’anno nel decennio conclusosi il 31 dicembre 2024. Questa stima, simile a un calcolo del tasso di rendimento interno, tiene conto degli acquisti e delle vendite di quote di fondi da parte degli investitori durante un periodo di 10 anni.

Il rendimento annuo ponderato in dollari del 7,0% è inferiore di circa 1,2 punti percentuali all’anno rispetto al rendimento totale annuo aggregato di questi fondi (che presuppone un acquisto iniziale in un’unica soluzione) che è stato pari all’8,2% nei 10 anni conclusi il 31 dicembre 2024. Questo “gap” si spiega con la tempistica e l’entità delle transazioni effettuate dagli investitori nel periodo.

Grafico 1: Rendimenti annuali degli investitori e rendimenti totali dei fondi aperti e degli ETF statunitensi (10 anni fino al 31 dicembre 2024)

Questo è uno dei risultati principali del nostro studio annuale “Mind the Gap”. Il rapporto completo è disponibile qui, ma nel caso in cui non abbiate tempo di leggerlo tutto, ecco cinque risultati chiave dello studio e la lezione che ciascuno di essi implica.

Il divario non scompare nel tempo

Il divario di 1,2 punti percentuali all’anno, che equivale a circa il 15% del rendimento totale aggregato dei fondi in questo periodo, è più o meno in linea con i divari che abbiamo stimato per i periodi di 10 anni conclusi al 31 dicembre 2020, 2021, 2022 e 2023. In altre parole, è stato persistente.

Grafico 2: gap di rendimento annuo a 10 anni per gli investitori

Lezione per l’investitore: Si può discutere su quali siano le cause del divario di rendimento degli investitori: alcuni lo attribuiscono al comportamento, ma sembra riflettere una serie di fattori, tra cui il contesto in cui gli investitori utilizzano i fondi. Qualunque sia la causa, sembra essere un costo piuttosto persistente, non diverso dai coefficienti di spesa dei fondi. Tuttavia, così come gli investitori hanno imparato a cercare i fondi più economici, possono anche provare a catturare la maggior parte possibile dei rendimenti dei loro fondi, con le scelte relative alla tempistica e alle modalità di investimento.

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In termini assoluti, gli investitori in fondi azionari settoriali hanno registrato il maggior divario rispetto al rendimento totale dei fondi, poiché il dollaro medio ha guadagnato il 7,0% all’anno rispetto al rendimento totale annuo aggregato dei fondi dell’8,5%.

Gli investitori in fondi bilanciati hanno ottenuto la quota maggiore dei rendimenti totali aggregati dei loro fondi, con un rendimento annuo ponderato in dollari del 6,3% che rappresenta quasi il 97% del rendimento totale annuo aggregato dei fondi pari al 6,5%.

Grafico 3: Divari di rendimento annuo degli investitori per gruppo di categorie (10 anni fino al 31 dicembre 2024)

Lezione per l’investitore: gli investitori hanno avuto più successo nel catturare i rendimenti totali dei fondi all-in-one, come i fondi target-date. Al contrario, hanno avuto difficoltà con i fondi specializzati, come i fondi azionari settoriali, che è più probabile vengano utilizzati in modo autonomo o non strategico. Questo depone a favore di avere un numero minore di fondi ampiamente diversificati che automatizzano le attività di routine come l’asset allocation e il ribilanciamento, eliminando la necessità per gli investitori di agire.

Più gli investitori hanno fatto trading, meno hanno guadagnato

I fondi con flussi di cassa più volatili (che rappresentano l’attività di trading degli investitori) tendono a ottenere rendimenti ponderati inferiori rispetto ai fondi con flussi di cassa più stabili. Il rendimento del dollaro medio investito nei fondi con i flussi di cassa più stabili, ossia con la minore attività di trading, è risultato inferiore al rendimento totale aggregato dei fondi dello 0,8% all’anno, con una riduzione di un punto percentuale rispetto al divario dei fondi con i flussi di cassa più volatili.

Grafico 4: Divari di rendimento annuo degli investitori per quintile di volatilità dei flussi di cassa (10 anni al 31 dicembre 2024)

Lezione per l’investitore: quanto più gli investitori hanno effettuato operazioni in ingresso e in uscita dai fondi, tanto minore è stato il loro guadagno medio in dollari rispetto ai rendimenti totali aggregati dei fondi. Ciò sottolinea l’importanza di contenere le transazioni, il che può essere ottenuto riducendo al minimo le operazioni discrezionali e automatizzando il più possibile altre attività di routine, come il ribilanciamento.

‘Diverso’ non è sinonimo di successo

Quanto più i rendimenti dei fondi si discostano dall’indice di riferimento ("tracking error“), tanto più ampio è il divario tra i rendimenti degli investitori e quelli totali. Il dollaro medio investito nei fondi con il tracking error più basso crea uno svantaggio rispetto al rendimento totale aggregato dei fondi di meno di un punto percentuale all’anno, contro quasi il doppio dei fondi con il tracking error più elevato.

Grafico 5: Divari di rendimento annuo degli investitori per quintile di errore di tracciamento (10 anni al 31 dicembre 2024)

Lezione per l’investitore: anche se i fondi attivi possono avere dei meriti, un potenziale compromesso che gli investitori devono affrontare è quanto riescono a catturare dei rendimenti totali dei fondi. Gli approcci più idiosincratici dei fondi a più alto tracking error possono portare ad acquisti e vendite più frequenti, il che potrebbe spiegare i maggiori divari di rendimento degli investitori. Vale la pena notare che questo schema è più pronunciato tra i fondi azionari e obbligazionari statunitensi.

La volatilità ha messo (di nuovo) a dura prova gli investitori

Lo studio rivela che più i fondi sono volatili, più gli investitori hanno difficoltà a cogliere i rendimenti totali aggregati, come evidenziato dai divari di rendimento degli investitori molto più ampi nel quintile di fondi più volatili.

Grafico 6: Divari di rendimento annuo degli investitori per quintile di deviazione standard (10 anni fino al 31 dicembre 2024)

Lezione per l’investitore: i fondi più volatili sono più inclini a far saltare i nervi agli investitori, portando potenzialmente ad acquisti e vendite che intaccano i rendimenti. Sebbene questo non sia un motivo sufficiente per evitare le strategie più volatili, è comunque un invito alla cautela, in quanto le ampie fluttuazioni dei rendimenti potrebbero indurre gli investitori a rincorrere la performance o a vendere in un momento di forte ribasso.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.