Come ampiamente previsto, durante la riunione del 28 gennaio la Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse nell’intervallo obiettivo del 3,50%-3,75%. Complessivamente, dalla fine di settembre 2024 la banca centrale ha ridotto i tassi di 1,75 punti percentuali (1,00 punto nell’autunno 2024 e 0,75 punti nell’autunno 2025). In precedenza, il tasso sui federal funds era stato piuttosto elevato, oscillando tra il 5,25% e il 5,50% dal luglio 2023 al settembre 2024. Sebbene il tasso sia diminuito, rimane comunque significativamente superiore alla media pre-pandemia (2017-19) dell’1,7%.
Non si prevede che la Fed abbia terminato il suo ciclo di tagli. Questa pausa consentirà alla banca centrale di osservare l’impatto dei recenti tagli sull’economia. Secondo le aspettative del mercato dei futures, la Fed procederà a un ulteriore taglio di 0,5 punti quest’anno, per poi mantenere i tassi invariati nel 2027.
Le previsioni indicano un’economia USA forte
Le aspettative di crescita economica a breve termine sono migliorate nell’ultimo mese. I dati sulle vendite al dettaglio di settembre e ottobre sono stati positivi, mentre si prevede che l’intelligenza artificiale stimolerà un massiccio aumento della spesa in conto capitale nel 2026, come già avvenuto nel 2025. Nella sua dichiarazione ufficiale, la Fed ha rivisto al rialzo la sua valutazione del ritmo di espansione, definendolo “solido” anziché “moderato”. Il presidente Jerome Powell ha osservato che “le prospettive per l’attività economica sono migliorate”.
Tuttavia, nonostante il quadro positivo della crescita economica, i dati sul mercato del lavoro hanno continuato a mostrare una forte debolezza. L’occupazione nel settore non agricolo è diminuita a un ritmo annualizzato dello 0,4% nei tre mesi terminati a dicembre (tenendo conto dell’effetto previsto della revisione dell’indice). Il tasso di disoccupazione è stato in media del 4,5% negli ultimi tre mesi, in aumento rispetto al 4,1% del primo trimestre del 2025.
Powell ha osservato che, secondo l’opinione comune, quando i dati sul mercato del lavoro e sul PIL sono in contrasto, spesso sono quelli sul lavoro a rivelarsi corretti, come confermato dai dati successivi e dalle revisioni. Tuttavia, è possibile che un boom della produttività, insieme alla diminuzione dell’offerta di manodopera dovuta alla riduzione dell’immigrazione, stia creando un contesto in cui la crescita dell’occupazione è debole, nonostante l’economia cresca a un ritmo sostenuto.
Finché il rischio di recessione rimarrà basso e non si accumulerà ulteriore stagnazione nel mercato del lavoro (ovvero aumento della disoccupazione), la Fed non avrà fretta di procedere a ulteriori tagli dei tassi. Tuttavia, entro la fine dell’anno, prevediamo che la Fed procederà ad altre due riduzioni dei tassi di interesse.

