Metriche chiave di Morningstar per il BGF Systematic Global Equity High Income Fund
- Morningstar Medalist Rating: Silver
- Pilastro Processo: Sopra la media
- Pilastro Persone: Sopra la media
- Pilastro Società di gestione: Sopra la media
Nonostante la sua struttura complessa, questa strategia di covered call è riuscita a generare un reddito elevato mantenendo al contempo l’esposizione al mercato. Il Systematic Global Equity High Income Fund di BlackRock beneficia inoltre di un team quantitativo di alta qualità e dotato di risorse adeguate. La strategia ottiene una valutazione superiore alla media per il team di gestione e il processo d’investimento.
La strategia è gestita dal rinomato gruppo di BlackRock specializzato in investimenti azionari attivi sistematici. Robert Fisher è il gestore principale dal febbraio 2014 ed è responsabile della creazione e del mantenimento del modello di investimento della strategia, oltre che della supervisione dell’overlay sistematico orientato al reddito e del processo di copertura del delta. Si tratta tuttavia di un approccio realmente basato sul lavoro di squadra, poiché il gestore è supportato dalle vaste capacità di ricerca quantitativa del gruppo, dall’infrastruttura tecnologica e da risorse di dati approfondite che pochi concorrenti sono in grado di eguagliare. Il team, composto da oltre 120 membri, è rimasto relativamente stabile, pur crescendo costantemente nel corso degli anni.
La strategia punta a un rendimento annuo del 7% e a un beta di circa 0,8 rispetto alle azioni globali, utilizzando una combinazione di azioni, opzioni e futures. Il comparto azionario impiega un modello alfa che combina da 40 a 50 segnali individuali relativi ai fondamentali aziendali, al sentiment di mercato e ai temi macroeconomici per selezionare e dimensionare i titoli. Incorpora un modello di rotazione dei dividendi, lanciato nel 2019, per consentire la rotazione dei titoli in vista dei loro periodi di distribuzione. Ciò consente alla componente azionaria di generare un dividend yield di circa il 3% senza dover mantenere costantemente posizioni in società ad alto rendimento, offrendo la flessibilità necessaria per investire in titoli con un alfa più elevato. La componente azionaria comprende da 250 a 400 titoli e viene ribilanciata settimanalmente, con un turnover del portafoglio compreso tra il 100% e il 200% negli ultimi cinque anni.
L’esposizione azionaria è limitata al 4% rispetto all’indice MSCI ACWI Minimum Volatility, mentre le deviazioni per paese e settore sono limitate al 10%. Il team applica inoltre vincoli di beta e volatilità rispetto all’indice MSCI ACWI, con la componente azionaria che mantiene tipicamente un beta di circa 0,8. Ciò ha determinato un orientamento difensivo della componente azionaria.
La componente “covered call” mira a generare uno yield aggiuntivo di circa il 4% vendendo opzioni call europee con scadenza a un mese su S&P 500, FTSE 100, Nikkei ed Euro Stoxx 50. Il team punta su opzioni call che sono out of the money o OTM (un contratto in cui l’esercizio immediato del diritto non è conveniente, il valore intrinseco è zero e il prezzo si basa solo sul valore temporale e sulla volatilità) di circa l’1%-2% e utilizza strategie di scaglionamento (staggering) e laddering per ridurre il rischio di tempistica. Le opzioni rappresentano in genere circa il 40% del valore patrimoniale netto del fondo, con un’esposizione nozionale a ciascun indice allocata in proporzione alle esposizioni dei paesi sottostanti del portafoglio.
La vendita di opzioni call compensa parte dei guadagni derivanti dalla componente azionaria una volta che gli indici sottostanti raggiungono il prezzo di esercizio, limitando così il potenziale di rialzo. Per mitigare questo effetto, il team acquista futures su indici per effettuare una copertura delta dell’esposizione alle opzioni, il che contribuisce ad attenuare il limite al rialzo e consente alla strategia di partecipare maggiormente ai mercati in crescita.
Sebbene le opzioni call coperte possano comunque incidere negativamente sulla performance in mercati fortemente rialzisti, come nel 2017 e nel 2019, la copertura delta ha generalmente funzionato come previsto. Nel contempo, la natura difensiva della componente azionaria ha contribuito al profilo di rischio più contenuto del portafoglio, sostenendo i solidi rendimenti corretti per il rischio della strategia rispetto ai fondi della stessa categoria.
Le performance del BGF Systematic Global Equity High Income Fund
La strategia ha generato solidi rendimenti corretti per il rischio nel lungo termine. Nei 10 anni fino ad aprile 2026, la classe di azioni D2 (clean) del veicolo domiciliato in Lussemburgo ha registrato un rendimento annuo del 9,4%, leggermente inferiore al guadagno del 10,2% dell’indice di categoria Morningstar Global High Dividend Yield, ma posizionandosi al 33° percentile tra i fondi comparabili.
L’attenzione della componente azionaria verso un beta più basso ha contribuito a un profilo di rischio più contenuto, con una deviazione standard costantemente ben al di sotto sia di quella dell’indice di categoria sia della media dei fondi comparabili su periodi di uno, tre, cinque e dieci anni. Un beta più basso e la vendita di opzioni call coperte hanno reso la strategia meno vulnerabile alle flessioni. Sebbene le opzioni call coperte possano comunque pesare sulla performance in mercati fortemente rialzisti, come nel 2017 e nel 2019, l’uso dei futures per la copertura del delta ha contribuito a mitigare il conseguente effetto negativo sul beta e a preservare una certa partecipazione al rialzo al di sopra del prezzo di esercizio.
La strategia può talvolta mostrare un orientamento verso la crescita rispetto ai fondi simili, il che può tradursi in periodi di sottoperformance relativa quando i titoli value registrano performance significativamente superiori, come è avvenuto nel 2022. La strategia ha inoltre registrato difficoltà nel 2025, quando il rialzo del mercato è stato trainato da titoli a beta più elevato, creando un ostacolo per il suo approccio basato su un beta più basso. Rispetto all’indice di categoria, la selezione dei titoli nel settore delle tecnologie dell’informazione è stata il principale fattore alla base della sottoperformance, con ServiceNow e Microsoft tra i principali fattori negativi.

