I fondi obbligazionari a scadenza fissa sono adatti al tuo portafoglio?

Esistono alcuni motivi per cui gli investitori che stanno valutando l’acquisto di un fondo obbligazionario a scadenza fissa dovrebbero agire con cautela ed essere selettivi.

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Punti chiave

  • I fondi obbligazionari a scadenza fissa vengono proposti come uno strumento per garantire rendimento e sono particolarmente popolari nei periodi di aumento dei tassi.
  • L’ultimo aumento dei tassi da parte della BCE dovrebbe dare un nuovo impulso agli afflussi di capitali e al lancio di nuovi fondi.
  • Il rendimento effettivo ottenuto potrebbe non corrispondere a quello pubblicizzato inizialmente e alcune strategie prevedono commissioni eccessive.

Quando i tassi di interesse aumentano, i risparmiatori europei riscoprono immancabilmente il fascino dei fondi obbligazionari a scadenza fissa.

Strutturati in generale come portafogli “buy-and-hold” composti da obbligazioni con scadenza in un unico anno di riferimento, i fondi obbligazionari a scadenza fissa vengono proposti come un modo per “bloccare” il rendimento odierno, proprio come i conti di deposito, ma spesso con uno spread allettante rispetto ai tassi bancari prevalenti. La maggior parte presenta scadenze di circa cinque anni, pertanto un investitore che acquisti oggi un fondo di questo tipo potrebbe aspettarsi di incassare i pagamenti degli interessi fino a un momento qualsiasi del 2031, quando riceverebbe indietro il capitale investito — idealmente, per intero.

Dopo un lungo periodo di stasi durante gli anni in cui in Europa vigevano tassi di interesse pari a zero, i fondi obbligazionari a scadenza fissa hanno registrato una forte ripresa in seguito agli aumenti dei tassi da parte della Banca Centrale Europea nel 2022, passando da 86 miliardi di euro nel 2022 a 237 miliardi di euro alla fine del 2025. Sebbene da allora il mercato si sia in parte stabilizzato, la decisione della BCE di aumentare nuovamente i tassi nel settembre 2026 fornirà probabilmente un nuovo impulso ai flussi di investimento e al lancio di nuovi fondi.

L’aumento dei tassi di interesse ha dato un forte impulso agli afflussi nei fondi obbligazionari a scadenza fissa

Tuttavia, questo mercato può risultare complesso da interpretare e non vi è alcuna garanzia di un esito positivo per gli investitori. Vi sono alcuni motivi per cui gli investitori che intendono acquistare un fondo obbligazionario a scadenza fissa dovrebbero agire con cautela e adottare un approccio selettivo.

L’asset complessivo del fondo obbligazionario a scadenza fissa si è moltiplicato durante il ciclo di rialzo dei tassi

Il divario di rendimento

Il primo motivo è che può esserci una discrepanza tra lo yield iniziale pubblicizzato “sulla carta” e il rendimento effettivo che un determinato fondo obbligazionario a scadenza fissa offre nel corso della sua vita.

Ciò è dovuto al fatto che le singole obbligazioni presenti nel portafoglio di un fondo non giungono tutte a scadenza esattamente nello stesso momento. Infatti, una parte significativa del portafoglio di un fondo giunge spesso a scadenza ben prima della data di scadenza del fondo stesso. Quando ciò accade, i gestori in generale reinvestono tale capitale in strumenti con scadenze più brevi e rendimenti inferiori, oppure in liquidità. Negli ultimi mesi di vita del fondo, il portafoglio è spesso costituito quasi interamente da liquidità.

I yield dei fondi obbligazionari a scadenza fissa diminuiscono nel tempo

Su un campione di 75 fondi quinquennali denominati in euro con scadenza compresa dal 2022 al 2026, il rendimento medio attuale era pari al 3,1% al momento del lancio, ma scendeva al 2,6% nell’ultimo anno. Per alcuni fondi il divario è ancora più ampio. Ecco perché conviene leggere attentamente le clausole scritte in piccolo quando si valuta un fondo obbligazionario a scadenza fissa. I gestori più scrupolosi pubblicizzano il rendimento medio atteso del fondo nel corso della sua durata — e non il rendimento corrente al momento del lancio — ma non tutti i gestori seguono questa prassi.

Costi eccessivi per un portafoglio di tipo “buy-and-hold”

Il secondo motivo riguarda i costi. Data la loro struttura prevalentemente passiva, basata sulla strategia “buy-and-hold” — in cui un gestore, in generale, costituisce un paniere di obbligazioni al momento del lancio e lo mantiene fino alla scadenza — sarebbe ragionevole aspettarsi che le commissioni scendano al di sotto di quelle dei fondi gestiti in modo convenzionale. Tuttavia, un tipico fondo obbligazionario a scadenza fissa gestito attivamente applica una commissione dello 0,81% all’anno, ben al di sopra della mediana dello 0,58% registrata per la categoria delle obbligazioni societarie in euro.

Oltre un quarto dei fondi obbligazionari a scadenza fissa con sede in Europa applica commissioni di gestione annuali superiori all’1%. Ad esempio, il fondo AZ Bond – High Yield Target 2028 Climate Transition della società di gestione italiana Azimut applica commissioni pari al 2,8% all’anno, mentre i fondi AZ Bond – Target 2029 e AZ Bond – Target 2031 hanno un costo annuo rispettivamente del 2,3% e del 2,4%.

I costi non si limitano sempre a questo. Gli investitori italiani, in particolare, pagano spesso in anticipo delle “commissioni di collocamento” che possono superare il 2%, ammortizzate in modo discreto all’interno delle spese correnti, rendendo difficile il confronto dei costi effettivi tra i vari prodotti.

Questa combinazione di commissioni elevate e rendimenti in calo è uno svantaggio in termini di performance. Su oltre 1.300 fondi obbligazionari a scadenza fissa denominati in euro giunti a scadenza entro giugno 2026, solo il 49% ha superato la Categoria Morningstar standard delle obbligazioni societarie in euro nel corso del proprio ciclo di vita. Ciò nonostante il fatto che la maggior parte dei lanci di fondi obbligazionari a scadenza fissa avvenga quando i rendimenti si trovano a livelli relativamente interessanti.

Questo non significa affatto che i fondi obbligazionari a scadenza fissa siano privi di valore. Possono infatti rivelarsi strumenti utili per far fronte a un impegno finanziario futuro ben definito, come ad esempio le rette scolastiche o l’acconto per l’acquisto di una casa. Tuttavia, per gli investitori che intendono semplicemente risparmiare nel lungo termine, senza una data specifica in mente, una struttura a scadenza fissa comporta costi e complessità aggiuntivi senza offrire alcun vantaggio evidente.

Un fondo obbligazionario tradizionale o un ETF — che si tratti di un’opzione passiva a basso costo o di un prodotto gestito attivamente da un gestore con una comprovata esperienza nel settore del credito — offre in generale maggiore flessibilità e, nella maggior parte dei casi, commissioni più eque.

ETF obbligazionari a scadenza fissa: un potenziale punto di svolta?

Su quest’ultimo punto, tuttavia, il mercato sta iniziando a evolversi.

I fondi obbligazionari a scadenza fissa sono rimasti a lungo al riparo dalla minaccia rappresentata dagli ETF passivi a basso costo, ma negli ultimi quattro anni sono comparsi sul mercato alcuni prodotti passivi, tra cui spiccano quelli di iShares. Il costo di un tipico ETF obbligazionario a scadenza fissa è pari a una frazione della commissione media applicata dai fondi attivi.

La gamma di ETF obbligazionari in euro a scadenza fissa di Amundi, ad esempio, con date di scadenza comprese dal 2026 al 2030, applica commissioni pari a soli 9 punti base all’anno. Xtrackers applica 12 punti base per i propri ETF obbligazionari societari in euro con scadenza nel 2035 e nel 2036, mentre iShares applica 12 punti base per la propria gamma di ETF obbligazionari societari in euro con rating investment grade e 20 punti base per una nuova linea di ETF “crossover” che integra titoli a alto rendimento/high yeld e titoli con rating investment grade.

Gli investitori ne hanno preso atto: sebbene questi ETF passivi rappresentino ancora solo il 6% del patrimonio della categoria, hanno attirato la stragrande maggioranza dei flussi netti del 2026 nella categoria dei fondi obbligazionari a scadenza fissa. Se tale tendenza dovesse proseguire, nei prossimi anni potremmo assistere a una trasformazione del settore dei fondi obbligazionari a scadenza fissa in senso significativamente più favorevole agli investitori.

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