Metriche chiave di Morningstar per Stellantis
- : EUR 12.20Fair value estimate
- : ★★★★Morningstar Rating
- : AssenteEconomic Moat
- : Molto altoMorningstar Uncertainty Rating
Stellantis STLAM ha reso noto che le consegne nel primo trimestre del 2026 hanno raggiunto quota 1,36 milioni di unità, superando i livelli del 2024 e registrando un aumento del 12% su base annua grazie ai contributi positivi del Nord America e dell’Europa. Le consegne nei paesi del Golfo, invece, sono diminuite di oltre il 50%.
Perché è importante: le consegne del primo trimestre mostrano segni di miglioramento per Stellantis, sostenute da un rinnovato slancio commerciale derivante dalla reintroduzione di modelli storici negli Stati Uniti e di modelli della piattaforma Smart Car in Europa.
- Le consegne in Nord America sono aumentate del 17% a 379.000 unità, beneficiando della reintroduzione di modelli ad alto volume come la Jeep Cherokee. In Europa, le consegne sono cresciute del 12%, sostenute dal lancio di nuovi modelli e dai veicoli a marchio Leapmotor, i cui volumi sono passati da 22.000 a 27.000 unità.
- Le consegne nei paesi del Golfo sono diminuite di oltre il 50%, con l’azienda che ha sospeso le consegne di Maserati nella regione il mese scorso. Detto questo, i volumi consistenti in Turchia e Algeria hanno contribuito a farle aumentare dell’11% nella regione Medio Oriente e Africa.
Le stime degli analisti: la stima del fair value a EUR 12,20 e l’economic moat pari a Assente rimangono invariati. A seguito della pubblicazione di questi dati, lo scorso 15 aprile, le azioni sono risalite ai livelli pre-guerra in Iran, offrendo ancora un interessante margine di rialzo rispetto alla nostra valutazione.
- La ripresa delle consegne sostiene la strategia del management, riflettendo la risposta positiva del mercato ai modelli di grande volume reintrodotti, che prevediamo continueranno a sostenere le vendite nei prossimi trimestri.
- La regione Medio Oriente e Africa è stata il mercato più redditizio di Stellantis nel 2025. Questo spiega il calo del titolo fino al 18% a seguito dell’inizio della guerra in Iran, con una performance inferiore rispetto a quella dei competitor. Sebbene i paesi del Golfo rappresentino circa il 5% delle vendite regionali, le attuali perturbazioni potrebbero avere un impatto sproporzionato sulla redditività.
In Argentina: il management ha sottolineato un primo trimestre difficile in Argentina, con consegne in calo del 19% a causa della debolezza dei mercati finali e della crescente concorrenza dei nuovi operatori cinesi.

