Punti chiave
- Il deal legato a 635 sportelli di Banca MPS può cambiare la dimensione di Unipol, rafforzando fortemente la componente bancaria e portando il gruppo a detenere oltre il 30% della futura BPER.
- Il titolo Unipol arriva a questa fase forte di un rialzo del 49,7% a Piazza Affari da inizio anno.
- Gli analisti hanno rivisto al rialzo le valutazioni sul titolo e sulle prospettive di dividendo.
Attraverso il ruolo assunto nell’operazione che accompagna l’Offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) di Intesa Sanpaolo ISP su Banca Monte dei Paschi di Siena BMPS, Unipol UNI si candida a diventare sempre più protagonista del sistema finanziario italiano. Il piano prevede infatti che il gruppo bolognese rilevi un importante perimetro delle attività bancarie di MPS, circa 635 sportelli, destinato successivamente a confluire in BPER Banca BPE, rafforzando così una strategia che punta a creare un grande gruppo finanziario con una componente bancaria e una assicurativa maggiormente bilanciate. Gli analisti vedono un potenziale significativo di crescita degli utili e dei dividendi, mentre il gruppo punta ad avere una partecipazione superiore al 30% nella futura BPER.
Questa prospettiva sta attirando l’attenzione del mercato anche per le potenzialità di creazione di valore in termini di crescita degli utili per azione e dei dividendi. Il titolo Unipol arriva a questa fase forte di un rialzo del 49,7% da inizio anno alla chiusura a 29,23 euro del 17 agosto, per una capitalizzazione che sfiora i 21 miliardi di euro.
L’accordo con Intesa Sanpaolo
Unipol ha siglato un accordo con Intesa Sanpaolo collegato all’OPAS di quest’ultima su MPS che prevede l’acquisto di alcuni asset del business bancario e del brand Monte dei Paschi a favore della partecipata BPER.
Il perimetro comprende circa 635 filiali di MPS, destinate successivamente a confluire in BPER, di cui Unipol detiene direttamente quasi il 20%, oltre a un’ulteriore partecipazione attraverso derivati, creando la nuova struttura di quello candidato a essere così il terzo polo bancario italiano. L’accordo stabilisce inoltre un tetto di 3,5 miliardi di euro al prezzo che Unipol dovrà pagare per il perimetro oggetto dello scorporo, indipendentemente da eventuali modifiche alle condizioni dell’offerta di Intesa Sanpaolo.
L’ambizione strategica va però oltre l’acquisizione degli sportelli. L’amministratore delegato di Unipol, Matteo Laterza, ha indicato l’obiettivo di creare un grande conglomerato finanziario nel quale la componente assicurativa e quella bancaria possano fornire un contributo analogo alla redditività del gruppo.
Unipol punta a superare il 30% della nuova BPER
Se l’operazione MPS andrà a buon fine e il perimetro acquisito sarà trasferito a BPER, Unipol dovrebbe arrivare a detenere circa il 30% della banca. Ma il progetto non è destinato a fermarsi qui.
Laterza ha dichiarato che l’ambizione del gruppo è raggiungere una partecipazione superiore al 30% nella futura entità bancaria e, compatibilmente con la capacità di generare capitale, incrementarla ulteriormente nel tempo.
Secondo Equita SIM, l’operazione può offrire un significativo spazio di creazione di valore. I suoi analisti, che hanno confermato il giudizio “buy” su Unipol con target price a 29 euro, stimano preliminarmente un accrescimento dell’EPS (utile per azione) superiore al 15% con le sinergie a regime, un beneficio che gli analisti ritengono non ancora completamente incorporato nelle valutazioni di mercato.
Dove può arrivare il titolo Unipol?
Anche Barclays ha rivisto al rialzo le proprie valutazioni su Unipol proprio alla luce delle prospettive aperte dall’operazione MPS-BPER, confermando il giudizio “overweight” e portando il target price da 27,50 a 32 euro. Secondo gli analisti, il deal amplia in maniera sostanziale la rete di bancassurance di Unipol e dovrebbe sostenere sia la crescita dell’EPS sia quella dei dividendi.
Barclays stima che il contributo dell’operazione possa determinare un incremento degli utili di circa il 13% nel 2028. Una valutazione che, soprattutto, non incorpora ancora tutte le sinergie di costi e di ricavi previste dalla combinazione. Unipol le stima complessivamente in circa 200 milioni di euro al netto delle imposte.
In caso di piena realizzazione delle sinergie, Barclays calcola un ulteriore potenziale incremento dell’EPS al 2030 del 4-5% derivante dai costi e del 2-3% dai ricavi. Gli analisti hanno inoltre aumentato le stime sul dividendo per azione di circa il 3% nel 2026 e del 12% nel 2028.
La partita MPS-BPER rappresenta quindi per Unipol molto più di un’operazione di espansione bancaria. Il suo completamento potrebbe modificare strutturalmente il profilo del gruppo, facendo crescere il peso della componente bancaria accanto a quella assicurativa. Il punto decisivo per il mercato sarà verificare quanto delle sinergie e della crescita degli utili prospettate dal management riuscirà effettivamente a trasformarsi in valore per gli azionisti.
Unipol è pronta per il progetto MPS?
La trasformazione di Unipol poggia su fondamentali assicurativi solidi. Berenberg sottolinea come i risultati del primo semestre mostrino un gruppo finanziariamente preparato ad affrontare il progetto MPS. Gli analisti hanno alzato il target price a 33,50 euro, confermando il giudizio “buy”.
Per i suoi analisti, è particolarmente significativo il risultato del business assicurativo. Escludendo il contributo bancario e la plusvalenza non realizzata legata a SpaceX SPCX, Berenberg calcola un risultato assicurativo di 952 milioni di euro e stima un utile netto assicurativo di circa 686 milioni. Annualizzato, il dato corrisponderebbe a circa 1,3 miliardi.
Anche la posizione patrimoniale offre margini di manovra: il Solvency ratio del gruppo si attesta al 259% e quello assicurativo al 290%, livelli che secondo Berenberg lasciano spazio sufficiente per assorbire l’operazione.
SpaceX spinge i risultati, ma non è un investimento strategico
A rafforzare i risultati del primo semestre è stato anche l’investimento in SpaceX. Infatti il gruppo Unipol aveva fatto alcuni anni fa un investimento indiretto di circa 100 milioni di euro partecipando a un club deal internazionale legato ad Elon Musk. Si era trattato di un’operazione originariamente legata all’acquisizione di X/Twitter, poi confluita nella galassia di SpaceX.
Come evidenziato dalla semestrale, la gestione finanziaria di Unipol ha beneficiato di una plusvalenza da valutazione pari a 211 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale.
Il management ha però chiarito che la partecipazione non è considerata strategica e che non dovrebbe essere mantenuta nel portafoglio nel lungo periodo.
In particolare, Equita SIM evidenzia inoltre la forte volatilità dell’investimento: dopo la chiusura del semestre, la plusvalenza teorica si sarebbe già ridotta sensibilmente rispetto ai 211 milioni contabilizzati.
La semestrale ha comunque mostrato una dinamica positiva anche oltre questo contributo. Nel secondo trimestre l’utile ante imposte di Unipol ha raggiunto 821 milioni di euro, circa il 16% sopra il consensus, mentre il Solvency ratio è salito al 259%.
Aumento di capitale per finanziare la nuova fase di crescita
Per finanziare l’operazione su MPS, l’assemblea degli azionisti di Unipol ha approvato il 30 luglio un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. L’operazione ha ottenuto il 94% dei voti favorevoli e dovrebbe essere completata entro la fine del 2026. Per la parte restante delle risorse necessarie, il gruppo prevede di utilizzare il capitale in eccesso generato internamente.
Barclays incorpora nelle proprie stime appena rilasciate sia l’aumento di capitale sia una partecipazione di Unipol nella futura BPER intorno al 30%, per un target price di Unipol indicato a 32 euro. In uno scenario più favorevole, caratterizzato anche da un miglioramento della redditività assicurativa, gli analisti indicano una valutazione potenziale di 42,60 euro; nello scenario negativo, caratterizzato invece da una guerra dei prezzi nel mercato assicurativo auto italiano e dal deterioramento del combined ratio, il valore è indicato a 18,80 euro.
