Saipem, il sì del Brasile rafforza il percorso verso la fusione con Subsea 7

L’antitrust brasiliano ha approvato senza condizioni l’operazione che porterà alla nascita di Saipem7. Ora l’attenzione si sposta sull’esame della Commissione Europea.

Collage di immagini sull'industria del petrolio

Punti chiave

  • Il Cade, l’autorità antitrust brasiliana, ha approvato senza rimedi la fusione tra Saipem e Subsea 7, superando uno snodo regolatorio considerato particolarmente rilevante.
  • Equita SIM valuta positivamente la decisione, perché riduce il rischio di esecuzione dell’operazione e preserva le sinergie attese.
  • Restano aperti i passaggi europei, con la Commissione Ue chiamata a esprimersi sull’antitrust e sulla procedura Foreign Subsidies Regulation.

Saipem SPM accelera nel percorso di fusione con Subsea 7 SUBC dopo il via libera senza condizioni arrivato dal Cade, l’autorità antitrust del Brasile. La decisione rappresenta un passaggio importante verso la nascita di Saipem7, il nuovo gruppo italo-norvegese che dovrebbe raggiungere circa 21 miliardi di euro di ricavi, oltre 2 miliardi di Ebitda e un portafoglio ordini intorno ai 43 miliardi.

Lo snodo brasiliano era considerato uno dei passaggi più delicati dell’intero iter autorizzativo, anche alla luce delle opposizioni espresse nei mesi scorsi da ABEP, Petrobras, TechnipFMC e altri operatori sul tema della disponibilità di navi specializzate per progetti SURF in acque profonde. Il completamento della fusione resta previsto entro novembre 2026.

Il titolo Saipem si avvicina a questa fase con un forte sostegno del mercato, risultando uno dei migliori di Piazza Affari a ridosso del giro di boa del primo semestre 2026. Alla chiusura del 25 giugno a 4,40 euro, le azioni mostrano un rialzo dell’88,2% da inizio anno, con una capitalizzazione posizionata a 8,17 miliardi di euro.

Dal Brasile notizia positiva per Saipem

Equita SIM considera il via libera brasiliano una notizia positiva per Saipem. Gli analisti ricordano che il mercato attribuiva proprio al Brasile il maggiore rischio regolatorio dell’operazione e che l’assenza di rimedi evita potenziali impatti sul profilo industriale e sulle sinergie attese, pari a circa 300 milioni di euro.

La decisione era tuttavia almeno parzialmente attesa. Nelle ultime settimane la stampa brasiliana aveva riportato indiscrezioni secondo cui il Cade fosse orientato verso un’approvazione dell’operazione, mentre il Superintendent General dell’autorità aveva indicato che una decisione sarebbe potuta arrivare già entro giugno. Il via libera ufficiale rappresenta quindi soprattutto la conferma di uno scenario che stava progressivamente diventando il caso base degli investitori.

Equita SIM segnala inoltre che resta la possibilità di ricorso da parte dei soggetti intervenuti nel procedimento. Tuttavia, l’approvazione dell’autorità brasiliana riduce il rischio di esecuzione della fusione, la cui decisione finale è attesa entro il 10 novembre.

Saipem, la cessione in Arabia Saudita semplifica il portafoglio

Nel frattempo Saipem ha annunciato anche la cessione ad ADES delle attività di shallow water drilling in Arabia Saudita per un corrispettivo di 285 milioni di dollari, su base cash-free debt-free. Il perimetro comprende tre jack-up di proprietà, Perro Negro 7, 8 e 10, e due unità in leasing. Nel 2025 il business aveva generato ricavi per circa 170 milioni di dollari, mentre il closing è atteso entro il terzo trimestre 2026.

Sempre secondo Equita SIM, l’operazione è coerente con la strategia annunciata dal management di focalizzare il portafoglio sul drilling offshore deepwater e harsh-environment (perforazione offshore in acque profonde e in ambienti estremi), segmenti caratterizzati da barriere all’ingresso più elevate, migliore profilo di crescita e rendimenti superiori. Dal punto di vista finanziario, il multiplo implicito viene giudicato ragionevole: circa 1,7 volte i ricavi 2025, ovvero un intervallo tra 4,7 e 6,7 volte Ev/Ebitda. La media dei peer nel settore drilling si colloca in un intervallo tra 5,5 e 7 volte Ev/Ebitda 2026 atteso.

L’operazione contribuisce a semplificare ulteriormente il portafoglio in vista della fusione con Subsea 7. Equita SIM calcola un effetto diluitivo sull’Ebitda del 2%-3% e valuta l’annuncio come moderatamente positivo.

Ora il passaggio cruciale è in Europa: occhi sul 22 luglio

Dopo il via libera in Brasile, l’attenzione si sposta sul fronte europeo. Saipem e Subsea 7 hanno notificato il 16 giugno il progetto di fusione alla Commissione Ue ai sensi del regolamento ordinario sulle concentrazioni. Bruxelles dovrà valutare se la futura Saipem7 possa ridurre in modo significativo la concorrenza nei mercati dei servizi energetici, in particolare nel segmento SURF, acronimo di Subsea Umbilicals, Risers and Flowlines, relativo alle infrastrutture sottomarine per l’offshore in acque profonde.

Un primo pronunciamento è atteso il 22 luglio. Si tratta del secondo fascicolo aperto dalle due società presso la Commissione Europea in meno di un mese. Il 26 maggio era stata infatti depositata una notifica distinta nell’ambito della Foreign Subsidies Regulation, con scadenza della Fase 1 fissata al 29 giugno.

Questa procedura serve a verificare se Saipem o Subsea 7 abbiano ricevuto negli ultimi tre anni sussidi da Stati extra-Ue in grado di alterare la concorrenza nel mercato unico, come prestiti a condizioni agevolate, capitale proveniente da fondi sovrani o sostegno da aziende pubbliche estere.

Perché il nuovo contratto in Arabia Saudita è importante per Saipem

Il miglioramento del profilo dell’operazione con Subsea 7 arriva in una fase già positiva anche sul fronte commerciale. A inizio giugno Saipem si è aggiudicata, tramite la joint venture saudita SNSH partecipata con NSH, un contratto EPC per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita. La quota di competenza Saipem è pari a circa 900 milioni di euro e la durata prevista del progetto è di circa 42 mesi.

In scia alla notizia Intermonte ha confermato sul titolo il rating «outperform» e il target price a 5,0 euro, giudicandola positiva sia per il valore del contratto sia per la sua valenza strategica. Si tratta infatti del primo progetto EPC assegnato nell’ambito del National EPC Champion Program, iniziativa con cui l’Arabia Saudita punta a sviluppare una filiera locale per i grandi progetti energetici. Secondo gli analisti, l’aggiudicazione conferma il forte posizionamento di Saipem nell’area e potrebbe favorire ulteriori opportunità nei prossimi anni.

Anche Banca Akros ha confermato il rating «buy» e il target price a 4,4 euro. Secondo gli analisti, il contratto è di grande entità e conferma la solida posizione competitiva della società nel settore. Banca Akros stima che il portafoglio ordini da inizio anno, includendo questo contratto, ammonti a circa 3,6 miliardi di euro, rispetto ai 29,6 miliardi di euro registrati a fine marzo.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.