Punti chiave
- Da quando il conflitto è scoppiato il 28 febbraio, i titoli del settore energetico hanno finora registrato una performance superiore alla media grazie all’impennata dei prezzi del petrolio.
- Nonostante un crollo iniziale, le obbligazioni potrebbero registrare un rialzo in caso di conflitto prolungato e di recessione economica.
- Gli investitori non dovrebbero trascurare le tendenze di mercato più ampie, come l’IA.
Mentre la guerra in Iran continua a infuriare e l’esito rimane altamente incerto, Mike Coop, chief investment officer di Morningstar per l’area EMEA, analizza quali sono le opzioni a disposizione degli investitori per cercare del rendimento.
All’inizio della guerra, i futures e i titoli del settore energetico hanno registrato performance superiori alla media, poiché l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas si è tradotto in un incremento degli utili. Secondo Coop, tale tendenza sembra destinata a proseguire, a meno che non si verifichino danni diretti agli impianti delle aziende. Egli avverte tuttavia che, al momento, è “un po’ tardi” per investire in questo comparto.
A metà marzo i prezzi del petrolio Brent hanno registrato un’impennata, sfiorando i 120 dollari al barile, a causa delle continue interruzioni alle infrastrutture energetiche del Golfo. Sebbene Coop osservi che ci si potrebbe aspettare che i prezzi del petrolio rimangano al di sopra dei 100 dollari “per qualche tempo”, al momento sembrano destinati a rimanere al di sotto dei massimi di 150 dollari e oltre registrati nelle crisi precedenti.
Pertanto, la diversificazione è fondamentale tra le diverse asset class e valute, afferma, in particolare per chi ha una minore propensione al rischio.
“Per gli altri investitori, in base alla nostra esperienza, spesso si tratta di cogliere delle opportunità”, afferma Coop. “Se la situazione dovesse peggiorare nel breve termine, se ci fosse dunque una forte reazione del mercato, credo che la considereremmo un’opportunità», continua.
Dove investire in caso di shock di mercato
A seconda dell’entità e della durata del conflitto, Coop ha messo in guardia da una possibile svolta, in cui i rischi potrebbero trasformarsi da brevi e transitori a più a lungo termine e sistemici.
“C’è però uno strano punto di svolta in cui lo shock inflazionistico inizia a incidere negativamente sulla crescita”, afferma Coop. “In un contesto del genere, sono gli asset difensivi a poter resistere nel tempo”.
Gli strumenti difensivi comprendono in genere titoli di Stato, azioni nel settore beni di consumo difensivi, utility e salute, nonché beni rifugio come l’oro.
Il conflitto ha scatenato un crollo sui mercati obbligazionari globali a causa dei rinnovati rischi di inflazione, provocando un’impennata dei rendimenti. “Hanno subito una correzione al ribasso poiché gli investitori hanno rivisto le loro aspettative sui tassi d’interesse”, afferma Coop.
Le obbligazioni indicizzate all’inflazione, i cui rendimenti si adeguano all’andamento dell’inflazione, possono costituire un’altra efficace copertura, afferma.
“C’è l’impatto immediato. Ma guardando più in là, se si ritenesse davvero che si tratti di uno shock grave, allora si considererebbero alcuni di quegli asset più difensivi come i principali beni rifugio”, aggiunge Coop.
Perché i titoli legati all’IA continuano a essere importanti
Sebbene la guerra continui a dominare i titoli dei giornali e l’andamento dei mercati, Coop sostiene che gli investitori dovrebbero continuare a concentrarsi sui fondamentali e sui temi economici di più ampio respiro.
“Non bisogna abbassare la guardia quando si tratta dell’impatto dell’IA”, afferma Coop.
L’intelligenza artificiale rimane una tendenza chiave del mercato, attirando livelli di finanziamento senza precedenti, mentre gli investitori continuano a valutare i suoi benefici economici e le sue implicazioni per altri settori.
Gli analisti di Morningstar hanno recentemente rivisto al ribasso il rating di diverse società il cui vantaggio competitivo, a loro avviso, sta subendo un’erosione a causa dell’IA. Tra gli esempi figurano aziende operanti nei settori del software aziendale, dei servizi e della gestione delle retribuzioni, quali Workday WDAY, Adobe ADBE e Salesforce CRM.
“Credo che siano le società più vulnerabili, con bilanci deboli, a essere particolarmente esposte al cambiamento imposto dall’IA. È importante avere la certezza che il prezzo dell’attività rifletta già le cattive notizie e che tali società abbiano la capacità di resistere», afferma Coop.

