Fondi, trimestre positivo nonostante la fuga verso la liquidità durante la guerra in Iran

Nel primo trimestre i flussi verso i fondi aperti e gli ETF sono aumentati rispetto al trimestre precedente, ma a marzo si sono registrati riscatti.

Illustrazione in stile collage con la scritta «Fondi» al centro e un portafoglio e elementi grafici sullo sfondo.

Punti chiave

  • Le strategie «large-cap blend» globali ed europee hanno attirato 58,6 miliardi di euro, poiché gli investitori hanno privilegiato un’esposizione azionaria ampiamente diversificata.
  • Le strategie obbligazionarie hanno attirato 62,7 miliardi di euro nel corso del trimestre, in calo rispetto ai 90,6 miliardi di euro registrati nel quarto trimestre del 2025.
  • Tra i fondi tematici, i fondi tecnologici hanno registrato deflussi, mentre i fondi dedicati alla sicurezza hanno attirato afflussi.

I fondi aperti europei e gli ETF hanno raccolto 184,2 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026, una cifra in crescita rispetto ai 154,3 miliardi di euro registrati nel quarto trimestre del 2025, ma che nasconde un trimestre caratterizzato da andamenti nettamente contrastanti. La maggior parte dei flussi si è registrata a gennaio e febbraio, ma a marzo la tendenza si è invertita con deflussi netti pari a 18,7 miliardi di euro, in un contesto caratterizzato dalla guerra in Iran, poiché gli investitori hanno preferito detenere liquidità piuttosto che investire il proprio capitale.

Al di là del dato complessivo, il trimestre è stato caratterizzato da nette divergenze: tra investimenti passivi e attivi, tra titoli value e growth, e, nell’ambito delle strategie tematiche, tra i titoli vincenti trainati da fattori geopolitici e una categoria che continua il suo lungo declino strutturale.

I fondi azionari passivi hanno registrato afflussi pari a 108 miliardi di euro nel primo trimestre, ma è la composizione di tali flussi a rivelare gli aspetti più interessanti. Le strategie orientate alla crescita hanno registrato deflussi pari a 23,3 miliardi di euro nelle categorie degli azionari globali, statunitensi ed europei, poiché gli investitori sono diventati sempre più preoccupati per quella che percepivano come una spesa eccessiva nelle infrastrutture di IA e per la minaccia competitiva che i progressi nell’IA rappresentano per le aziende di software tradizionali. È stato il primo trimestre in oltre un anno in cui il settore azionario tecnologico ha registrato deflussi netti (-5,3 miliardi di euro): le società del settore hardware hanno tenuto leggermente meglio rispetto a quelle del software, ma non abbastanza da invertire la tendenza generale.

I fondi azionari globali ed europei con stile blend hanno registrato afflussi

A controbilanciare tale andamento sono state le strategie blend incentrate sui titoli a grande capitalizzazione globali ed europei, che complessivamente hanno attirato 58,6 miliardi di euro, poiché gli investitori hanno privilegiato un’esposizione azionaria ampiamente diversificata rispetto a posizioni concentrate sui titoli growth. I titoli azionari dei mercati emergenti hanno raccolto 20,1 miliardi di euro — quasi il doppio rispetto al trimestre precedente — sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense, dal miglioramento delle posizioni di bilancio nelle principali economie emergenti e dall’effetto ritardato dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.

Questo slancio si è bruscamente arrestato a marzo, quando il conflitto in Medio Oriente ha suscitato timori di carenze di petrolio e di interruzioni della catena di approvvigionamento, provocando un forte ridimensionamento dell’esposizione ai mercati emergenti. Il quadro azionario del trimestre è stato, in definitiva, caratterizzato da una rotazione piuttosto che da riscatti generalizzati: gli investitori hanno abbandonato le azioni, ma sono diventati notevolmente più selettivi nella scelta dei titoli da detenere.

Fondi obbligazionarai: la preferenza va alla gestione attiva

Il settore del reddito fisso ha attirato 62,7 miliardi di euro nel corso del trimestre, in calo rispetto ai 90,6 miliardi di euro del quarto trimestre del 2025; gran parte di tale calo è attribuibile all’inversione di tendenza registrata a marzo nel sentiment relativo alle obbligazioni dei mercati emergenti. L’aspetto più significativo del panorama del reddito fisso, tuttavia, è stata l’entità della preferenza per la gestione attiva: 49 miliardi di euro sono stati destinati a fondi obbligazionari attivi contro i 13,6 miliardi di euro degli equivalenti passivi, un vantaggio quasi quadruplo che si è costantemente ampliato dal 2024. In un contesto caratterizzato dagli shock dei prezzi del petrolio, dalle banche centrali che hanno optato per una pausa anziché per tagli e dal rischio di inflazione riemerso come una preoccupazione concreta a seguito del conflitto in Medio Oriente, gli investitori hanno continuato a indirizzare il capitale verso gestori dotati della flessibilità necessaria per orientarsi tra i vari settori e le aree geografiche.

I fondi obbligazionari flessibili globali hanno registrato afflussi pari a 8,8 miliardi di euro nel primo trimestre, prolungando una serie positiva, che ha portato la raccolta a 60 miliardi di euro nell’intero 2025. I fondi obbligazionari dei mercati emergenti hanno registrato un trimestre complessivamente positivo, con le strategie in valuta locale che hanno attirato 6,7 miliardi di euro, sostenute dalla debolezza del dollaro statunitense e dai rendimenti reali elevati nei mercati chiave, sebbene sia la categoria delle valute forti che quella delle valute locali abbiano registrato deflussi a marzo a causa dell’intensificarsi dei rischi geopolitici. Anche i titoli high yield e il credito societario hanno risentito della contrazione della propensione al rischio, con gli investitori restii a mantenere esposizioni agli spread in un contesto caratterizzato da crescenti incertezze sull’inflazione e timori di un rallentamento della crescita.

Fondi tematici europei: rallentano i deflussi

I fondi tematici hanno ormai registrato un calo di 114 miliardi di euro dal picco raggiunto a metà del 2023, e nel primo trimestre si sono aggiunti a tale totale altri 4,1 miliardi di euro: un ritmo leggermente meno marcato rispetto ai 9,1 miliardi di euro persi nel quarto trimestre del 2025, sebbene la tendenza generale rimanga invariata. I fondi a tema tecnologico hanno rappresentato il principale fattore di trascinamento al ribasso, con le strategie legate all’economia digitale e i fondi multi-tecnologici che hanno guidato la maggior parte dei riscatti, mentre i settori dell’IA e dei Big Data sono passati da modesti afflussi nel quarto trimestre del 2025 a deflussi. È la prima volta in oltre un anno che i flussi relativi all’IA diventano negativi, un segnale significativo che l’entusiasmo degli investitori per questo tema si sta erodendo, anche se la tecnologia continua a dominare il dibattito aziendale e politico.

All’interno di un quadro generale di calo si sono registrati alcuni punti positivi. I fondi dedicati alla sicurezza hanno attirato 2,7 miliardi di euro, sostenuti dall’aumento degli impegni di spesa per la difesa in Europa e da un favorevole contesto geopolitico, con l’ETF WisdomTree Europe Defence (WDEF) che da solo ha raccolto 1,1 miliardi di euro. Le strategie “Physical World” sono tornate in territorio positivo per la prima volta dopo diversi trimestri, trainate dai fondi dedicati alla transizione energetica e alle energie alternative, con le strategie legate all’uranio tra le migliori performer, in un contesto in cui le preoccupazioni relative alla sicurezza energetica sono aumentate parallelamente ai prezzi del petrolio.

Questa raccolta non è riuscita a controbilanciare il peso dei rimborsi registrati in altri settori dell’universo tematico, dove la propensione degli investitori a pagare un premio per un tema di investimento strettamente definito è chiaramente diminuita e mostra scarsi segnali di ripresa.

Questo articolo è tratto dall’ultimo report di Morningstar sulla raccolta dei fondi aperti e degli ETF europei nel primo trimestre, scaricabile qui.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.