Punti chiave
- Avanzano i grandi progetti italiani, dall’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria alla diga foranea di Genova, mentre dal Canada arriva un nuovo contratto.
- L’OPA su Trevi, alternativa all’OPS lanciata da ICOP, può generare sinergie per 80-90 milioni di euro di EBITDA, soprattutto grazie all’internalizzazione delle attività di ingegneria del sottosuolo.
- La Consob ha chiesto ulteriori informazioni a Webuild sull’OPA, sospendendo il termine dell’istruttoria.
Dopo la fase ribassista tra febbraio e marzo, Webuild WBD prova a costruire in Borsa una base più solida di supporto alle quotazioni, potendo contare sugli ultimi aggiornamenti positivi sull’avanzamento dei principali progetti italiani, l’acquisizione di nuove commesse all’estero e, sul fronte della crescita esterna, l’accelerazione dell’offerta pubblica di acquisto (OPA) su Trevi Finanziaria Industriale TFIN.
Alla chiusura del 21 agosto, a 2,23 euro, il titolo ha guadagnato il 2,39% nell’ultimo mese, facendo leggermente meglio del mercato azionario italiano, per una capitalizzazione di circa 2,20 miliardi di euro. Da inizio anno le quotazioni risultano in calo del 33%. Stando agli aggiornamenti rilasciati a inizio agosto, tra gli azionisti di riferimento, Salini detiene il 39,39% del capitale e il 49,25% dei diritti di voto, mentre CDP Equity possiede rispettivamente il 16,47% e il 21,62%.
Avanzano i grandi cantieri italiani
Webuild ha recentemente comunicato nuovi progressi sull’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e sulla nuova diga foranea di Genova, tra i più grandi cantieri in via di sviluppo in Italia.
Nel primo caso, sul Lotto 1A Battipaglia-Romagnano è terminato lo scavo della galleria Serra Lunga ed è iniziato quello della galleria Sicignano, nell’ambito dei 35 chilometri di nuova linea ferroviaria in costruzione in provincia di Salerno. Complessivamente, Webuild conta nel Mezzogiorno 21 progetti per un valore aggiudicato superiore a 16 miliardi di euro.
A Genova, con la posa il 10 agosto di un nuovo mega cassone, la nuova diga foranea ha invece raggiunto circa 1,5 chilometri di sviluppo.
In scia a questi aggiornamenti Banca Akros ha confermato il giudizio “accumulate” e il target price di 3,30 euro.
Quanto vale il nuovo contratto di Webuild in Canada?
A inizio agosto Webuild ha firmato il contratto per il lotto Pape Tunnel and Underground Stations della Ontario Line di Toronto, che prevede due tunnel gemelli di tre chilometri, due stazioni sotterranee e la connessione con la Linea 2 della metropolitana.
Il contratto vale complessivamente 2,7 miliardi di euro, di cui 1,35 miliardi di competenza di Webuild, che con una quota del 50% guida la joint venture con FCC. Equita SIM sottolinea che l’ordine era già compreso nei nuovi ordini acquisiti a fine primo semestre e conferma il giudizio “buy” con target price di 3,50 euro.
OPA su Trevi, la Consob chiede più informazioni a Webuild
Sul fronte della crescita esterna, Webuild ha depositato presso Consob il documento relativo all’OPA volontaria totalitaria su Trevi Finanziaria Industriale, alternativa all’offerta pubblica di scambio (OPS) annunciata da ICOP ICOP, gruppo italiano attivo nell’ingegneria e nella realizzazione di infrastrutture, fondazioni speciali e opere nel sottosuolo, che capitalizza in Borsa Italiana 934 milioni di euro.
L’offerta di Webuild riguarda circa il 95% del capitale, considerando che Webuild possiede già il 4,998%, e prevede un corrispettivo interamente in contanti di 4,50 euro per azione. Il prezzo incorpora un premio del 29,8% rispetto alla quotazione di Trevi del 26 giugno, precedente all’annuncio dell’offerta ICOP.
Secondo Webuild, la propria proposta attribuisce inoltre a Trevi una valorizzazione superiore del 14,4% rispetto a quella implicita nell’operazione concorrente.
Su questa operazione, la Consob ha chiesto a Webuild delle informazioni supplementari, sospendento i termini dell’istruttoria fino a quando non completerà il quadro informativo e comunque per un periodo non superiore a 15 giorni a partire dal 24 agosto.
Su Webuild, Intermonte ha confermato - dopo il deposito del documento d’offerta - il giudizio “outperform” e il target price di 4,50 euro.
Quali sinergie possono arrivare dall’OPA su Trevi
Il principale razionale industriale dell’operazione è l’internalizzazione delle competenze di Trevi nell’ingegneria del sottosuolo, attività che Webuild oggi affida all’esterno per circa 1,5 miliardi di euro all’anno.
Il gruppo stima 80-90 milioni di euro di sinergie a livello di EBITDA: circa 60 milioni dall’impiego delle competenze di Trevi nei propri progetti e altri 30 milioni da risparmi su procurement e costi centrali.
Le sinergie sono attese già dal 2027. L’esborso massimo, considerando anche l’estinzione del debito di Trevi, è stimato in circa 500 milioni di euro e dovrebbe essere finanziato attraverso un bond non convertibile. Il completamento dell’operazione è previsto nel quarto trimestre.
Le azioni Webuild possono ripartire in Borsa?
In occasione della semestrale, Webuild ha confermato prospettive positive per il 2026 nonostante la cancellazione degli ordini in Arabia Saudita. Il backlog offre visibilità sugli obiettivi, mentre la pipeline commerciale resta sostenuta da opportunità in Nord America, Oceania e Italia.
Il management punta a un book-to-bill (rapporto tra nuovi ordini acquisiti e ricavi realizzati/fatturati) superiore a 1 nel 2026, mentre vede ulteriori opportunità in Medio Oriente, Australia e Nord America. Migliora inoltre l’andamento della controllata statunitense Lane. La guidance sul capex 2026 è stata ridotta a circa 700 milioni di euro dai precedenti 900 milioni.
Dopo la semestrale, Kepler Cheuvreux ha alzato il target price da 3,40 a 3,50 euro, confermando il giudizio “buy”. Gli analisti sottolineano come Webuild abbia assorbito la cancellazione di 3,8 miliardi di euro di ordini NEOM, il grande progetto di sviluppo urbano e infrastrutturale dell’Arabia Saudita, mantenendo indicazioni positive su conto economico e cassa.
Anche l’acquisizione di Trevi viene considerata potenzialmente positiva: includendo le sinergie, secondo Kepler potrebbe aggiungere il 10-15% all’EBITDA del gruppo e una percentuale high single digit all’utile per azione (EPS).
