Italgas, il piano al 2032 non scalda il mercato: quali prospettive per il titolo?

Gli analisti apprezzano la solidità del progetto da 13 miliardi, ma restano prudenti sulla capacità di raggiungere risultati concreti.

Collage of images representing the oil and gas industry, featuring icons that symbolize gas production and sustainability

Punti chiave

  • Italgas ha presentato un Piano Strategico 2026-2032 da 13 miliardi di euro di investimenti, confermando la politica dei dividendi e gli obiettivi di crescita.
  • Equita SIM ha ridotto il giudizio a “hold,” ritenendo limitato il potenziale di rialzo alle valutazioni correnti e ancora poco visibili alcuni driver di crescita.
  • BofA mantiene il giudizio “buy,” mentre Intesa Sanpaolo e Intermonte hanno rivisto al rialzo i target price confermando una posizione “neutral.”

Grande attesa ma accoglienza piuttosto fredda da parte del mercato per il nuovo Piano Strategico 2026-2032 presentato da Italgas IG il 23 giugno scorso. Le azioni hanno chiuso la settimana della presentazione a 10,47 euro (chiusura del 26 giugno), con un calo settimanale del 2,06%, portando la capitalizzazione a 10,64 miliardi di euro. Una reazione che riflette anche il giudizio prudente di parte degli analisti: il piano viene considerato solido sotto il profilo industriale, ma le valutazioni del titolo e la limitata visibilità su alcuni driver di crescita hanno impedito un’accoglienza più favorevole.

Un piano da 13 miliardi di investimenti

Con il piano “Lead. Innovate. In a changing world,” Italgas prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro nel periodo 2026-2032, in aumento del 14,6% rispetto al precedente piano industriale.

Sul fronte economico-finanziario, il gruppo guidato dall’amministratore delegato Paolo Gallo stima ricavi pari a circa 3,4 miliardi di euro nel 2029 e 4 miliardi nel 2032. L’Ebitda è atteso a 2,8 miliardi nel 2029 e a 3,3 miliardi a fine piano, con una crescita media annua dell’8,4% tra il 2025 e il 2032. L’Ebit dovrebbe superare 1,8 miliardi nel 2029 per arrivare a circa 2,2 miliardi nel 2032.

Tra gli obiettivi più significativi figura il superamento del miliardo di euro di utile netto adjusted già nel 2029, mentre l’utile per azione adjusted è previsto crescere di oltre il 9% medio annuo.

La quota principale degli investimenti, pari a 8,3 miliardi di euro, sarà destinata allo sviluppo, all’ammodernamento e alla digitalizzazione delle infrastrutture gas italiane. Altri 2,4 miliardi saranno dedicati alle gare Atem e alle future concessioni, un miliardo allo sviluppo della rete greca attraverso Enaon e oltre 500 milioni al settore idrico, grazie anche al consolidamento di Siciliacque e Acqualatina.

Il gruppo ha inoltre confermato la guidance 2026 e la politica dei dividendi. L’Ebitda adjusted è atteso tra 2,1 e 2,15 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted dovrebbe attestarsi tra 740 e 760 milioni. Resta invariata anche la politica di distribuzione della cedola. “Dobbiamo fare una politica dei dividendi seria ma bilanciata, che ci permetta di crescere,” ha osservato Paolo Gallo.

M&A e gare gas rappresentano il principale potenziale di crescita

Uno dei temi più rilevanti emersi durante la presentazione riguarda le opportunità di crescita esterna.

Il piano destina infatti 500 milioni di euro a possibili operazioni di M & A nella distribuzione del gas. “Ci guardiamo attorno non solo in Italia ma anche in Europa: se qualcosa dovesse venir fuori la guarderemo,” ha dichiarato Paolo Gallo. Secondo il manager, le opportunità esistono, ma molto dipenderà dalla disponibilità di potenziali venditori o partner industriali.

Anche il mercato delle gare gas mostra segnali di accelerazione dopo anni di stallo, sostenuto dalla necessità di consolidamento del settore, dall’aumento degli investimenti sulle reti e dall’esigenza di operatori dotati di adeguata capacità finanziaria.

Equita SIM riduce il giudizio a “hold”

La reazione più significativa è arrivata da Equita SIM, che ha abbassato la raccomandazione a “hold” da “buy,” mantenendo invariato il target price a 11,20 euro.

Secondo gli analisti, ai prezzi attuali il potenziale di rialzo appare limitato, mentre gran parte dell’upside prospettato dal nuovo piano dipende da fattori che presentano ancora una visibilità ridotta, in particolare le future operazioni di M & A e la forte accelerazione delle gare gas.

Equita apprezza la conferma di una crescita organica della RAB (Regulated Asset Base) fino a 19,4 miliardi di euro al 2032 e l’aumento delle sinergie di costo attese a 280 milioni di euro. Il piano individua inoltre potenziali ulteriori contributi da M & A per circa 500 milioni e dalle gare gas per 2,4 miliardi di euro, elementi che porterebbero la RAB a 21,7 miliardi e l’Ebitda a 3,3 miliardi nel 2032.

Gli analisti preferiscono tuttavia mantenere un approccio più prudente, incorporando nelle proprie stime un contributo inferiore delle gare gas e nessun apporto da future operazioni di M & A. Rimane inoltre invariata la priorità del management di destinare la flessibilità finanziaria alla crescita piuttosto che a un incremento dei dividendi o a programmi di buyback.

Barclays resta prudente

Anche Barclays mantiene un approccio cauto, confermando il giudizio “equal weight” e il target price a 9,80 euro.

Secondo la banca d’affari, Italgas dovrebbe raggiungere un rendimento medio del capitale regolato (RORE) dell’8,8% fino alla fine del decennio, in linea con la media del settore. Tuttavia, la crescita prevista della Regulatory Asset Base, pari a circa il 4,7% annuo nel periodo 2025-2032, rimane tra le più contenute nel panorama europeo delle utility regolamentate. Barclays evidenzia inoltre che il titolo tratta con un premio di circa il 35% rispetto alla RAB, superiore a quello di altri operatori del settore come Snam ed Enagás.

BofA continua a vedere una equity story attraente

Di segno opposto il giudizio di BofA, che conferma la raccomandazione “buy” e il prezzo obiettivo di 11,70 euro. Gli analisti definiscono ancora “attraente” l’equity story di Italgas. Anche Banca Akros evidenzia come gli obiettivi del nuovo piano al 2029 risultino leggermente migliori rispetto ai precedenti, mentre quelli al 2032 sono superiori di circa il 10% in termini di EBITDA.

Il nuovo piano aumenta inoltre del 15% gli investimenti rispetto al precedente, confermando sia il tasso di crescita dell’utile per azione sia la politica dei dividendi.

Rialzi prudenti dei target price

Dopo la presentazione del piano, Intesa Sanpaolo ha alzato il target price da 10,20 a 10,60 euro, confermando la raccomandazione “neutral.” Gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime di utile per azione per il 2026 e il 2027.

Anche Intermonte ha aumentato il prezzo obiettivo da 10,40 a 10,60 euro, mantenendo il giudizio “neutral.” Secondo gli esperti, il piano conferma una solida crescita regolata, sostenuta dall’espansione della RAB, dai maggiori investimenti nelle gare Atem, dalle opportunità di M & A e dalle sinergie derivanti dall’integrazione di 2i Rete Gas e dai benefici di produttività legati all’intelligenza artificiale. Pur aumentando le stime di utile per azione del 2%-3% nel periodo di piano, Intermonte continua tuttavia ad adottare ipotesi più prudenti rispetto al management sul contributo delle gare gas, delle operazioni di M & A e sull’evoluzione del WACC.

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