Investire nell’azionario Europa per avere una posizione contrarian sull’IA?

Le blue chip europee, rimaste indietro durante il rally dei titoli tecnologici, potrebbero tornare ad essere di interesse per gli investitori.

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Punti chiave

  • In un contesto caratterizzato dalla profonda trasformazione indotta dall’IA nei settori del software e della tecnologia, gli investitori stanno riscoprende interesse per le aziende “HALO” (Heavy Assets, Low Obsolescence).
  • Le aziende europee dei settori industriali ad alta intensità di capitale vengono da un periodo in cui sono state trascurate a favore di quelle con modelli di business a bassa intensità di capitale.
  • Il capitale sta nuovamente affluendo verso settori considerati strutturalmente al riparo dai rapidi progressi tecnologici.

I settori dell’economia tradizionale europea, spesso oggetto di critiche, potrebbero rivelarsi i vincitori di un mercato avverso all’IA, poiché gli investitori cercano di rendere i propri portafogli a prova di futuro di fronte ai timori legati alla rivoluzione tecnologica.

La caccia ai titoli HALO — termine gergale di Wall Street che indica le società caratterizzate da «asset consistenti a bassa obsolescenza» — è ora in pieno svolgimento, sulla scia dei timori relativi alle valutazioni nel settore tecnologico e dell’imminente rivoluzione legata all’intelligenza artificiale. E, secondo gli analisti, l’Europa potrebbe rappresentare la scommessa vincente.

«Non è ciò che l’Europa ha, ma ciò che l’Europa non ha», afferma Josh Brown, CEO di Ritholtz Wealth Management, che il mese scorso ha coniato per primo il termine HALO.

«Quello che un tempo era un punto di forza del mercato azionario statunitense – asset a basso impiego di capitale, con un’intensità di capitale ridotta e margini elevati – sembra improvvisamente, nell’era dell’IA, giocare a suo sfavore», afferma Brown, aggiungendo che l’Europa appare «più simile al modello HALO rispetto agli Stati Uniti».

Europa: la patria dei titoli HALO?

Le società HALO sono quelle che combinano beni produttivi tangibili, considerati meno esposti al rischio di sostituzione da parte dell’IA, con applicazioni concrete e durature. Tra gli esempi figurano gli operatori delle reti energetiche, le infrastrutture di trasporto, le condutture, i macchinari critici e le utility: si tratta di attività tradizionali e stabili che costituiscono una quota relativamente ampia del mercato azionario europeo.

Le industrie ad alta intensità di capitale, onnipresenti nella regione, sono state trascurate per gran parte del recente periodo caratterizzato da modelli di business a bassa intensità di capitale. Ora, però, il capitale sta tornando a confluire in settori percepiti come strutturalmente immuni ai rapidi progressi tecnologici, mentre i titoli tech sono finiti sotto pressione.

Il mese scorso, prima della guerra in Iran, Goldman Sachs ha riferito che il proprio paniere, composto da oltre 130 società europee ad alta intensità di capitale – operanti nei settori industriale, delle materie prime e persino del lusso – aveva sovraperformato del 35% rispetto alle controparti a bassa intensità di capitale dall’inizio del 2025, poiché «l’intensità patrimoniale diventa un fattore chiave per le valutazioni e i rendimenti». Tali settori sono stati tra quelli che hanno registrato i risultati migliori nell’ultima stagione delle trimestrali in Europa.

In periodi di incertezza è tipico assistere a un trasferimento di capitali dai titoli di crescita ad alto rischio verso i titoli difensivi tradizionali. Tuttavia, con l’aumentare dei timori riguardo alla potenziale capacità dell’IA di sostituire interi settori, gli investitori sono alla ricerca di opzioni meno sopravvalutate.

«L’Europa sta diventando un rifugio inaspettato dalle preoccupazioni relative alla sostituzione del lavoro da parte dell’IA», afferma Siddhi Purohit, portfolio manager di RBC BlueBay Asset Management.

Gran parte dell’attrattiva delle aziende HALO europee è legata alla sua ponderazione nell’indice. Il mercato europeo è composto per circa il 38% da società operanti nel settore degli asset reali e per il 47% da società orientate ai servizi, rispetto rispettivamente al 18% e al 67% degli Stati Uniti, secondo Purohit di RBC, il quale ha definito tale differenza di peso «fondamentale».

«Le aziende europee operanti nei settori delle infrastrutture, delle utility e delle risorse naturali operano in ambiti in cui l’IA offre incrementi di efficienza, ma non è in grado di rivoluzionare radicalmente il modello di business. Non è possibile eliminare tramite l’automazione la necessità di elettricità, reti di trasporto o minerali», afferma Purohit.

Come osserva Purohit, tali settori sono inoltre tipicamente soggetti a una forte regolamentazione in Europa, e molti di essi godono del sostegno del governo e di flussi di entrate garantiti. Ciò si aggiunge alle barriere all’ingresso di cui beneficiano i titoli HALO – quali i tempi, i costi e la complessità – rendendo difficile, se non impossibile, la loro riproduzione da parte dei modelli linguistici di grandi dimensioni.

«È improbabile che l’IA possa sostituire un generatore di energia o una rete elettrica, né ridurre la durata di vita di un’infrastruttura», afferma Mark Preskett, senior portfolio manager di Morningstar.

Aumenta la spesa per infrastrutture in Europa

Gli investitori alla ricerca di un rifugio dalla rivoluzione dell’IA rappresentano uno dei due principali motori del rialzo dei titoli HALO europei. Il secondo è costituito da un’ondata di spesa pubblica volta a rafforzare la resilienza delle infrastrutture a seguito dell’attacco della Russia all’Ucraina, in particolare il «bazooka fiscale» tedesco del 2025, che prevedeva un fondo per le infrastrutture da 500 miliardi di euro.

«Quello a cui stiamo assistendo ora, dopo un periodo molto lungo in cui i governi non hanno praticamente effettuato investimenti, è un’accelerazione», afferma Joel Copp-Barton, senior client portfolio manager di Invesco.

Tuttavia, «rimediare agli errori di quel periodo non è cosa che avvenga dall’oggi al domani», secondo Copp-Barton. «Si assisterà a ingenti investimenti. Sono tornati i tassi di interesse reali, c’è l’inflazione, e a trarne il maggior beneficio saranno gli asset più consistenti».

I titoli che potrebbero sovraperoformare

La guerra in Iran ha inferto un duro colpo al settore HALO, con molte aziende ad alta intensità di capitale che hanno risentito dell’aumento dei prezzi del petrolio. Ciononostante, le società europee ad alta intensità di capitale registrano ancora un andamento positivo da inizio anno: i titoli energetici sono in rialzo del 41%, quelli delle utility del 13% e quelli del settore minerario del 4%. I titoli tecnologici, invece, registrano un calo di circa il 2%.

La società energetica norvegese Equinor EQNR è il titolo con la migliore performance dell’indice Morningstar Europe da inizio anno, con un rialzo dell’88%, mentre la compagnia di petroliere Frontline FRO ha registrato un aumento del 49%.

Infatti, nonostante il recente crollo dei mercati, Goldman sostiene che la rotazione verso i titoli ad alta intensità di capitale abbia ancora margini di crescita, dato che gli investitori continuano a essere «notevolmente sottopesati» su tali titoli value ad alta intensità di capitale.

Tra i titoli che, secondo Goldman, hanno registrato una performance superiore alla media nel paniere ad alta intensità di capitale alla fine di febbraio figuravano società dei settori automobilistico, minerario, edile e dei beni di consumo, tra cui nomi noti quali BMW BMW, Rio Tinto RIO, Holcim HOLNi, Kering KER, Eni ENI, Campari CPR, Nestlé NESN e Rheinmetall RHM. Tra i titoli sotto pressione nel paniere a bassa intensità di capitale figurano nomi nei settori del software, dei viaggi e dei servizi, quali SAP SAP, TUI TUI1 e Adyen ADYEN.

Brown di Ritholtz, dal canto suo, suggerisce agli investitori di prestare particolare attenzione alla ristretta categoria di titoli in grado di trarre vantaggio da entrambi i lati del trend legato all’IA. Si tratta di titoli che «non sono minacciati dall’IA, ma che, anzi, stanno traendo beneficio dal suo sviluppo», afferma.

Le aziende produttrici di semiconduttori, i cui prodotti sono tangibili ma comunque essenziali per lo sviluppo dell’IA, ne sono un esempio lampante, afferma, definendo l’azienda olandese produttrice di apparecchiature per la fabbricazione di chip ASML «estremamente HALO». Anche Goldman ha segnalato, tra le sue scelte, il produttore di chip STMicroelectronics STM e le società di telecomunicazioni Orange ORA, Vodafone VOD e Telefonica TEF.

Secondo Brown, altri esempi includono le aziende che effettuano lavori di movimento terra, costruiscono centri dati per l’IA o posano le condutture per collegare tali centri alla rete elettrica.

«Si tratta esclusivamente di HALO e stanno registrando un’impennata nella crescita grazie alla domanda generata dai lavori di ampliamento», afferma. «È proprio questo il punto di forza.»

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.