Punti chiave
- Equita SIM e Banca Akros si attendono da Credem un secondo trimestre di forte crescita dei ricavi, con margini solidi e qualità del credito ancora elevata.
- Fitch conferma il rating BBB+ con outlook stabile, evidenziando la prudenza nella gestione del capitale e del rischio.
- In un settore attraversato dal risiko bancario, la capacità di Credem di continuare a crescere come banca indipendente resta uno dei principali temi di investimento.
Credito Emiliano (Credem) CE approverà i risultati del secondo trimestre il prossimo 4 agosto, mentre la presentazione dei risultati del primo semestre 2026 di tutto il Gruppo Credem, guidata dal direttore generale Stefano Morellini, si terrà mercoledì 5 agosto alle ore 10:00.
Da anni l’istituto viene considerato tra le banche meglio gestite del panorama italiano, grazie a una posizione patrimoniale molto solida, a uno dei livelli di crediti deteriorati più contenuti del sistema e a una gestione improntata alla prudenza. Controllata dalla famiglia Maramotti, Credem ha costruito la propria crescita evitando grandi acquisizioni e potendo tranquillamente restare ai margini del risiko bancario che negli ultimi mesi ha profondamente ridisegnato il settore.
Proprio la nuova stagione di consolidamento pone però una domanda sempre più attuale: è ancora sostenibile un modello stand alone in un sistema che tende a concentrarsi? Per il momento il mercato continua a premiare la qualità dei fondamentali. Alla chiusura del 28 luglio il titolo quota 18,85 euro, con un rialzo del 28,27% da inizio anno e una capitalizzazione di 6,34 miliardi di euro.
Atteso un altro trimestre di forte crescita
Gli analisti si attendono un secondo trimestre ancora positivo, con ricavi in crescita, costi sotto controllo e qualità del credito confermata.
Equita SIM, nel confermare il giudizio “buy” alzando il target price a 21 euro, ha detto di prevedere un altro solido set di risultati, con ricavi in crescita del 9% su base annua e un utile operativo in aumento del 15%.
Sul fronte del margine di interesse, Equita SIM stima 255 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto al secondo trimestre dello scorso anno e del 4% rispetto al trimestre precedente, sostenuti sia dalla crescita dei volumi sia dall’effetto positivo dell’andamento dei tassi. Alla luce dell’attuale scenario sui tassi di interesse, gli analisti ritengono inoltre che la guidance 2026 sul margine di interesse, oggi sostanzialmente stabile, possa essere rivista al rialzo.
Anche le commissioni dovrebbero continuare a rappresentare uno dei principali motori della crescita. Equita SIM stima un incremento del 14% su base annua, trainato soprattutto dalle attività di asset management, favorite da una raccolta netta gestita superiore a 500 milioni di euro e dall’effetto positivo del recupero dei mercati finanziari sulle masse amministrate. Le commissioni assicurative sono attese in aumento del 16%, mentre quelle bancarie tradizionali dovrebbero crescere del 2%.
Sul fronte della redditività, Equita SIM prevede un EBITDA operativo sostenuto da costi in aumento del 5% su base annua, ma in lieve calo rispetto al trimestre precedente per effetto della stagionalità del costo del personale. Il cost/income ratio è stimato intorno al 53%.
Gli analisti continuano inoltre a vedere una qualità del credito particolarmente elevata, con un costo del rischio atteso intorno ai 15 punti base e un CET1 ratio in lieve crescita rispetto al 16,20% registrato dalla holding nel primo trimestre. L’utile netto del secondo trimestre è stimato in circa 142 milioni di euro.
Anche Banca Akros mantiene una visione costruttiva, pur confermando il giudizio “neutral”. Il broker ha alzato il target price da 15 a 18,40 euro dopo aver rivisto al rialzo del 7% le stime di utile tra il 2026 e il 2028, grazie a prospettive migliori sul fronte dei ricavi.
Per il secondo trimestre Akros prevede un utile netto di 136 milioni di euro, ricavi complessivi pari a 503 milioni (+9% su base annua), margine di interesse di 255 milioni (+6%) e commissioni in crescita del 14% a 200 milioni di euro. I costi operativi sono stimati a 274 milioni (+7%), mentre il CET1 ratio a livello di gruppo dovrebbe attestarsi al 17,5%.
Fitch conferma la solidità del modello
La capacità di Credem di continuare a crescere senza ricorrere a operazioni straordinarie trova conferma anche nelle valutazioni delle agenzie di rating.
Fitch ha infatti confermato il Long-Term Issuer Default Rating a BBB+ con outlook stabile e il Viability Rating a bbb+, evidenziando la prudente politica di credito, la gestione conservativa del capitale, la qualità dell’attivo superiore alla media del sistema e una struttura della raccolta stabile e ben diversificata.
Il risiko bancario cambia il settore, ma Credem può guardare al futuro con fiducia
Il contesto nel quale Credem presenterà i risultati è profondamente diverso rispetto a quello di pochi anni fa. Il consolidamento bancario è tornato al centro dell’attenzione degli investitori e numerosi istituti sono coinvolti in operazioni di aggregazione.
Barclays, nell’aggiornare le valutazioni sul settore bancario italiano, ha rivisto al rialzo i target price delle principali banche italiane protagoniste dell’attuale fase di M&A, mantenendo però su Credem il giudizio “underweight” e alzando il prezzo obiettivo a 16,90 euro da 15,40 euro.
La valutazione di Equita SIM in un’ottica di medio-lungo periodo appare sempre solida. Gli esperti hanno rivisto al rialzo del 6% in media le stime di utile per il periodo 2026-2028. Per il solo 2026 gli analisti stimano ora un utile netto di 537 milioni di euro rispetto ai precedenti 500 milioni, incorporando un margine di interesse più elevato, maggiori commissioni assicurative, un costo del rischio leggermente inferiore e minori accantonamenti. Gli analisti evidenziano inoltre un ulteriore potenziale di rialzo del target price appena elevato a 21 euro in virtù di potenziali future modifiche regolamentari, citando la possibilità che il CET1 fosse calcolato a livello di gruppo bancario anziché della holding, con un beneficio stimato superiore a 120 punti base.
