I fondi pensione rialzano la testa

Previdenza complementare: le linee azionarie e bilanciate chiudono il terzo trimestre in positivo e battono il TFR.

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Punti chiave:

  • I fondi pensione azionari hanno guadagnato in media tra il 2,9% e il 3,5% nei primi nove mesi dell’anno.
  • Nel lungo periodo tutte le linee azionarie e bilanciate battono il TFR.
  • Tra gennaio e settembre, gli strumenti di previdenza complementare hanno raccolto 11,7 miliardi di euro, in aumento del 10% rispetto al 2024.

Dopo un inizio d’anno piuttosto complicato, gli strumenti di previdenza complementare prendono una boccata d’ossigeno. Secondo gli ultimi dati della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), al netto dei costi di gestione e della fiscalità, tra gennaio e settembre del 2025 i rendimenti delle forme di previdenza complementare sono stati nel complesso positivi, pur risentendo della volatilità che ha caratterizzato i mercati finanziari.

I rendimenti dei fondi pensione

Nel corso dei primi tre trimestri dell’anno, per i comparti azionari si riscontrano rendimenti medi del 5,5% nei fondi negoziali e del 7,1% in quelli aperti; nei PIP di ramo III il rendimento è stato del 4,6%. Dei risultati leggermente superiori a quelli dei mercati azionari globali (il Morningstar Global Markets Index è salito del 4,6% nello stesso periodo), ma che hanno decisamente sottoperformato l’andamento della Borsa di Milano, con l’indice Morningstar Italy salito del 30,5% nello stesso periodo.

Nelle linee bilanciate i risultati sono in media pari al 3,7% nei fondi negoziali e al 4% nei fondi aperti; nei PIP sono, invece, pari all’1,7%. Rendimenti medi dell’ordine dell’1-2% si rilevano per i comparti obbligazionari e garantiti.

Valutando i rendimenti su orizzonti temporali più lunghi e coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, nel periodo che ai dieci anni dall’inizio del 2015 alla fine del 2024 aggiunge anche i nove mesi del 2025, si conferma la superiorità delle linee a maggiore contenuto azionario i cui rendimenti netti medi annui composti si collocano tra il 4,7 e il 5% per tutte le tipologie di forme pensionistiche; per le linee bilanciate, i rendimenti medi sono compresi tra l’1,8 e il 2,9%. La maggior parte delle linee garantite e obbligazionarie mostra invece rendimenti medi positivi ma inferiori all’1%; le gestioni separate di ramo I dei PIP, che contabilizzano le attività al costo storico e non al valore di mercato, ottengono un rendimento medio dell’1,6%. Nello stesso periodo, la rivalutazione del TFR è risultata pari al 2,4%.

Osservando la distribuzione dei risultati dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, tutti i comparti azionari mostrano rendimenti più elevati rispetto ai comparti obbligazionari e a quelli garantiti oltreché al TFR; situazione analoga si registra per la netta prevalenza dei comparti bilanciati di fondi negoziali e fondi aperti. Per ciascuna tipologia di linea di investimento, i fondi negoziali mostrano nel complesso una dispersione dei rendimenti dei singoli comparti inferiore a quella che registrano fondi aperti e PIP.

Le adesioni aumentano del 3,1%

A fine settembre, le forme pensionistiche complementari totalizzano un numero di posizioni pari a 11,5 milioni, crescendo del 3,1% rispetto a dicembre del 2024. A tali posizioni, comprensive anche quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti di 10,3 milioni. Nei fondi negoziali le posizioni sono aumentate di 191.300 unità (+4,5% rispetto al dicembre 2024), per un totale complessivo di 4,436 milioni. Alla crescita hanno contribuito in misura maggiore il fondo del pubblico impiego (+32.700 posizioni) e quello rivolto al settore edile (+33.200 posizioni), quest’ultimo destinatario di adesioni contrattuali di lavoratori attraverso il versamento di un contributo, ancorché di importo modesto, a carico del solo datore di lavoro; significativi incrementi si sono registrati nel fondo destinato ai lavoratori del commercio e in quello rivolto all’industria metalmeccanica (rispettivamente, +23.500 e +21.700 posizioni).

Nelle forme pensionistiche di mercato, si contano 111.000 posizioni in più nei fondi aperti (+5,3%) e 41.200 in più nei PIP (+1,1%); alla fine di settembre, il totale delle posizioni in essere in tali forme è pari, rispettivamente, a 2,194 milioni e 3,906 milioni.

Salgono i contributi e asset dei fondi pensione

Secondo i dati Covip, nei primi nove mesi del 2025 sono stati raccolti contributi per 11,7 miliardi di euro, in crescita del 10% sul corrispondente periodo del 2024. L’incremento risulta maggiore per i fondi negoziali (10,7%) e per i fondi aperti (13,2%). Il totale delle risorse destinate alle prestazioni è di 255,4 miliardi di euro, il 4,9% in più rispetto ai 243,4 miliardi di fine 2024. L’incremento è stato determinato per circa tre quinti dal saldo positivo della gestione previdenziale e per la parte rimanente dal risultato della gestione degli investimenti sospinto dall’andamento positivo dei mercati finanziari. L’attivo netto è di 79,8 miliardi di euro nei fondi negoziali; si attesta a 40,8 miliardi nei fondi aperti e a 57 miliardi nei PIP.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.