Punti chiave
- I rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona hanno raggiunto i massimi degli ultimi anni, sulla scia delle aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della BCE.
- L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato in euro comporta un incremento delle cedole corrisposte agli investitori, rendendo le obbligazioni più interessanti per chi vuole ottenere un reddito regolare.
- I rendimenti dei titoli di stato non hanno registrato tutti lo stesso andamento: gli OAT francesi e i Bund tedeschi si sono dimostrati più sensibili rispetto ai titoli dei paesi periferici, quali quelli italiani e spagnoli.
Sebbene i timori relativi all’aumento dell’inflazione, all’incremento dei disavanzi pubblici e agli aumenti dei tassi da parte delle banche centrali abbiano determinato un calo dei prezzi delle obbligazioni, i rendimenti più elevati che ne derivano stanno offrendo agli investitori cedole interessanti in gran parte dell’Europa, affermano analisti e gestori di fondi.
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, il riferimento per l’eurozona, è superiore al 3,5%, il livello più alto dal 2009. I rendimenti dei titoli di stato francesi sono saliti al 4,5%, il livello più alto dal 2008, mentre il rendimento dei BTP italiani è salito al 4,4%, il massimo degli ultimi due anni.
I rendimenti più elevati rendono il ricorso al credito più oneroso per i governi, le imprese e i privati. Tuttavia, comportano anche maggiori proventi derivanti dai pagamenti delle cedole per gli investitori, che possono contribuire a compensare eventuali perdite qualora i prezzi delle obbligazioni continuassero a diminuire.
“Rendimenti più elevati offrono agli investitori un punto di ingresso più interessante, con un maggiore potenziale di reddito e un cuscinetto più ampio contro la futura volatilità dei mercati”, afferma Suparna Sampath, fixed income investment product specialist di Vanguard Europe.
Tuttavia, all’interno dell’eurozona, i rendimenti dei titoli di Stato non hanno registrato tutti lo stesso andamento: gli OAT francesi e i Bund tedeschi si sono dimostrati più sensibili rispetto ai titoli periferici italiani e spagnoli, a causa delle diverse traiettorie delle rispettive finanze pubbliche.
Perché stanno aumentando i rendimenti dei titoli di stato dell’eurozona?
Una serie di fattori sta determinando un aumento dei rendimenti obbligazionari, tra cui gli elevati prezzi del petrolio causati dalla guerra in Iran, che mantengono l’inflazione ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea. I timori relativi all’inflazione hanno indotto la BCE ad aumentare i tassi di interesse di un quarto di punto questo mese. I mercati obbligazionari scontano un ulteriore rialzo di un quarto di punto entro la fine dell’anno, probabilmente a dicembre, e altri due aumenti entro la metà del 2027.
Le aspettative di una politica monetaria più restrittiva hanno influito maggiormente sui titoli di Stato a breve termine. Il rendimento del bund tedesco a 2 anni è salito al 3,2%, il livello più alto dal 2023, dopo che la BCE ha confermato la propria politica restrittiva nella riunione del 10 settembre. I titoli a breve termine sono solitamente più sensibili alla politica monetaria rispetto a quelli a lungo termine.
Tuttavia, i rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona rimangono elevati anche per le scadenze a lungo termine. Nel corso dell’estate, l’ondata di vendite a livello globale sui titoli di Stato a 30 anni ha fatto schizzare i loro yield a livelli che non si registravano più dai tempi della crisi dell’euro del 2011.
In che modo gli investitori possono beneficiare di rendimenti più elevati?
Il calo dei prezzi delle obbligazioni potrebbe aver destato preoccupazione tra gli investitori che hanno visto diminuire il valore dei titoli presenti nei propri portafogli. Dall’inizio dell’anno, l’indice Morningstar Eurozone Treasury Bond, che misura la performance dei titoli di Stato in euro con rating investment grade e scadenze superiori a un anno, ha registrato un calo del 3,9%.
“Assistere al graduale aumento dei rendimenti può essere un processo difficile, ma rendimenti più elevati potrebbero, in ultima analisi, andare a vantaggio degli investitori grazie a un maggiore potenziale di generazione di reddito”, affermano Marc Seidner, CIO delle strategie non tradizionali, e Pramol Dhawan, responsabile della gestione dei portafogli dei mercati emergenti di Pimco.
“I rendimenti odierni appaiono insolitamente elevati solo se confrontati con i tassi artificialmente contenuti del periodo successivo alla crisi finanziaria globale”, aggiungono.
A seguito della crisi del debito sovrano europeo, la BCE ha mantenuto i tassi di interesse a livelli estremamente bassi e ha adottato misure monetarie straordinarie a sostegno dell’economia. Da agosto 2012 ad agosto 2022, il tasso di riferimento della BCE è rimasto compreso tra lo 0% e il -0,5%.
Il contesto attuale è completamente diverso da quello del 2022, quando i rendimenti erano inizialmente troppo bassi per compensare il calo dei prezzi dei titoli di Stato, in un contesto caratterizzato dal rapido aumento dei tassi di interesse da parte della BCE. “Oggi, rendimenti iniziali interessanti al netto dell’inflazione potrebbero fornire un reddito sufficiente a compensare il calo dei prezzi legato alle recenti oscillazioni del mercato e la performance complessiva del mercato obbligazionario rimane solida”, affermano Seidner e Dhawan.
I gestori di Pimco ritengono che gli attuali livelli di yield siano “sempre più allettanti rispetto agli standard storici, offrendo un punto di ingresso interessante per gli investitori di lungo periodo”.
L’aumento dei tassi di interesse rende più attraenti gli investimenti obbligazionari. Tuttavia, Nicolò Bragazza, associate portfolio manager di Morningstar Wealth, avverte che “la ricerca di un reddito più elevato deve sempre essere bilanciata dalla maggiore volatilità che, in genere, accompagna i rendimenti più elevati”.
Dove cercare le migliori cedole tra i titoli di Stato dell’eurozona?
Parallelamente all’aumento dei rendimenti, all’interno dell’eurozona si sta delineando un divario crescente tra i titoli di Stato dell’Europa continentale e quelli dell’Europa meridionale, determinato in gran parte dalle differenze nelle finanze pubbliche. I rendimenti in Francia e Germania hanno registrato un aumento più marcato rispetto a quelli in Italia e Spagna. Il rendimento del Bund a 10 anni è aumentato del 29,8% nell’ultimo anno, mentre il rendimento del BTP italiano con la stessa scadenza è cresciuto del 27,6%, secondo i dati di FactSet. Il rendimento dell’OAT francese a 10 anni è aumentato del 28,6% nello stesso periodo.
Secondo le previsioni della Commissione europea, il disavanzo pubblico della Germania è destinato ad aumentare al 3,7% del PIL nel 2026 e al 4,1% nel 2027. Per quanto riguarda la Francia, invece, si prevede che il disavanzo salga gradualmente al 5,7% del PIL. In Italia e in Spagna, i disavanzi di bilancio dovrebbero attestarsi tra il 2% e il 3% nel 2027.
Lo spread tra i rendimenti dei bund e degli OAT, che misura il rendimento aggiuntivo richiesto dagli investitori per detenere i titoli di debito francesi anziché quelli tedeschi, ritenuti più sicuri, si è ampliato di circa il 40% dall’inizio dell’anno, attestandosi a 0,98 punti percentuali, un livello superiore a quello dei paesi dell’Europa meridionale — un tempo considerati i più rischiosi — tra cui l’Italia, con 0,88 punti percentuali, e la Grecia, con 0,75 punti percentuali.
“I titoli di Stato dei paesi periferici offrono un rendimento aggiuntivo rispetto ai bund, anche se la dispersione delle valutazioni e la presenza di rischi idiosincratici rendono fondamentale un approccio selettivo”, afferma Sampath di Vanguard, la quale invita gli investitori a considerare il rischio, oltre al rendimento. “Gli spread francesi si sono ampliati recentemente a causa delle tensioni politiche, rendendo la Francia uno dei mercati in grado di offrire rendimenti relativamente più elevati. Gli investitori si interrogano, tuttavia, sul fatto che tale maggiore rendimento sia sufficiente a compensare i rischi politici”.
“Al contrario, la Grecia, che in termini assoluti offre oggi un rendimento inferiore rispetto alla Francia, si trova lungo un percorso di miglioramento e vi è la convinzione che gli attuali livelli degli spread stiano incorporando rischi superiori a quelli effettivi”, secondo Sampath.
Karin Kunrath, responsabile degli investimenti presso Raiffeisen Capital Management, si mostra ottimista riguardo ai titoli di Stato tedeschi e francesi. “Sui titoli di Stato francesi abbiamo dovuto accettare un ampliamento degli spread, ma dal nostro punto di vista un ulteriore significativo ampliamento appare improbabile, nonostante le difficoltà del bilancio statale francese”.

