Obbligazioni, perché c’è valore in Europa

Solidi fondamentali economici e rendimenti attraenti rendono il reddito fisso europeo più interessante rispetto a quello di altri mercati sviluppati, secondo Robert Tipp di PGIM.

Illustrazione collage raffigurante una colonna e la valuta euro

Punti chiave

  • Il taglio dei tassi da parte della BCE e l’aumento dei rendimenti dei titoli a lunga scadenza hanno reso le valutazioni interessanti in Europa.
  • Con il dollaro che si è indebolito nei confronti dell’euro, è preferibile mantenere un’esposizione valutaria contenuta.
  • Le obbligazioni risultano convenienti rispetto alle azioni, suggerendo rendimenti aggiustati per il rischio competitivi nei prossimi anni.

Dopo un 2025 positivo, i mercati obbligazionari globali hanno iniziato il nuovo anno tra l’acuirsi delle tensioni geopolitiche e un quadro macroeconomico favorevole, ma non privo di rischi, a partire da quello di una Federal Reserve meno indipendente a causa delle pressioni sul presidente Jerome Powell da parte dell’amministrazione statunitense.

Per trovare valore, gli investitori devono guardare all’Europa, secondo Robert Tipp, chief investment strategist fixed income di PGIM e co-gestore del fondo PGIM Absolute Return Bond, che ha un Morningstar Medalist Rating pari a Silver e quattro stelle (nella classe I).

Gli ingredienti vincenti del Vecchio continente sono i “solidi fondamentali macroeconomici” e i “rendimenti altamente attraenti”, un mix che è “forse la migliore combinazione tra i suoi pari”, dice il fund manager, che ha una lunga esperienza sul mercato obbligazionario, iniziata prima ancora di entrare in PGIM nel 1991.

Con i mercati azionari sui massimi, il reddito fisso si trova nella “zona di acquisto strategico”, ma, per Tipp, serve una gestione attiva per cogliere le opportunità in un contesto geopolitico che crea confusione. Gli abbiamo chiesto quale sia la sua strategia sul mercato delle obbligazioni globali e se sia il momento di aumentare l’esposizione ai bond.

Perché il reddito fisso europeo è attraente

Sara Silano: Robert Tipp, partiamo dall’Europa. PGIM ritiene ci sia del valore, perché?

Robert Tipp: L’Europa offre un ampio e variegato ventaglio di opportunità per aggiungere valore attraverso una gestione attiva, sostenuta da solidi fondamentali macroeconomici e rendimenti altamente attraenti: forse la migliore combinazione tra i suoi pari. Per gli investitori istituzionali, la proposta di relative value del debito dell’eurozona è interessante.

I tagli dei tassi da parte della BCE hanno portato il tasso di riferimento al 2%, mentre i rendimenti dei titoli di debito a più lunga scadenza sono aumentati fino al 2025, determinando valutazioni interessanti e curve dei rendimenti significativamente più ripide rispetto a quelle osservate negli Stati Uniti. Inoltre, esistono interessanti opportunità di spread nei titoli sovrani periferici, così come nel settore delle obbligazioni societarie. Gli spread sono ridotti, ma comunque interessanti rispetto ad altri mercati sviluppati.

Meglio le obbligazioni di alta qualità

Silano: Guardando alla vostra strategia absolute return sulle obbligazioni globali, qual è il posizionamento lungo la curva dei rendimenti, dal punto di vista geografico e in termini di qualità del credito?

Tipp: Il PGIM Absolute Return Bond Fund cerca di sfruttare le migliori idee della società investendo in titoli a reddito fisso e valute globali, mantenendo al contempo un profilo di duration simile a quello della liquidità.

In un contesto caratterizzato da spread creditizi ridotti e rischi macroeconomici elevati, il fondo si è orientato verso crediti di qualità superiore, con il 23% in titoli societari investment grade, il 19% in titoli cartolarizzati di alta qualità e il 14% in titoli di Stato statunitensi. L’high yield rappresenta il 9%, principalmente BB e B, con un’esposizione minima (1,5%) a CCC e rating inferiori. La maggior parte del fondo è investita negli Stati Uniti (54%), seguiti dal 20% in Europa.

Il posizionamento della duration nell’attuale mercato è stato tattico, ma nel complesso vicino alla neutralità, utilizzando derivati per coprire la duration dei titoli con scadenze più lunghe. Abbiamo orientato il portafoglio verso l’irripidimento della curva dei rendimenti e abbiamo mantenuto un profilo di rischio basso nelle valute, con una modesta posizione lunga sulle valute ad alto carry [ossia con tassi di interesse elevati] e una posizione corta sulle valute asiatiche a basso carry, nonché un leggero sottopeso sul dollaro USA.

Euro/dollaro, limitare l’esposizione al rischio di cambio

Silano: Con il dollaro che si è indebolito nei confronti dell’euro nell’ultimo anno, è meglio per un investitore europeo coprire il rischio di cambio?

Tipp: Dato il basso information ratio associato al rischio valutario, la nostra tendenza è quella di mantenere l’esposizione valutaria a un livello contenuto. Per gli investitori ciò suggerirebbe di mantenere l’esposizione nella propria valuta nazionale, trasferendo l’esposizione in un’altra valuta - come il dollaro statunitense - solo nel caso in cui abbiano una visione chiara dell’andamento della valuta.

In definitiva, la scelta dipende dalla propensione al rischio dell’investitore, dalle considerazioni sui costi e, soprattutto, dalle sue prospettive di mercato.

Le obbligazioni sono convenienti rispetto alle azioni

Silano: Per concludere, date le valutazioni del mercato azionario, ha senso ridurre l’esposizione alle azioni e aumentare quella alle obbligazioni?

Tipp: Dopo il sell-off delle obbligazioni nel 2022, queste ultime sono risalite a livelli storicamente interessanti. Sebbene non abbiamo un’opinione sulle azioni, secondo alcuni parametri di valutazione le obbligazioni risultano convenienti rispetto alle azioni, suggerendo rendimenti aggiustati per il rischio competitivi nei prossimi anni. Inoltre, dal punto di vista della diversificazione, in questa fase del ciclo in cui le banche centrali sono probabilmente in fase di stallo, o forse hanno una tendenza all’allentamento, le obbligazioni potrebbero fornire un contrappeso ai portafogli in caso di forte ribasso dei titoli azionari.

In breve, mentre al momento gli investitori potrebbero essere o meno adeguatamente ricompensati per l’assunzione di rischio nelle azioni, il reddito fisso sembra essere nella zona di acquisto strategico. Gli spread sono ridotti, ma i fondamentali sono solidi e i rendimenti complessivi elevati, il che suggerisce che, nonostante la volatilità trimestrale, i rendimenti dovrebbero essere interessanti nei prossimi anni. Inoltre, l’attuale contesto geopolitico dovrebbe continuare a creare confusione e opportunità di valore aggiunto attraverso una gestione attiva.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.