Punti chiave
- Il FTSE MIB ha ritoccato il suo massimo storico di 51.232 punti nella seduta di martedì, superando quello che resisteva da marzo 2000.
- I principali protagonisti del rally sono stati i titoli finanziari coinvolti nella disputa per Banca Monte dei Paschi di Siena.
- Piazza Affari ha sovraperformato i mercati europei da inizio anno, grazie a titoli come Prysmian ed Eni.
Il FTSE MIB ha toccato quota 51.232 punti nella seduta di martedì 9 giugno, un nuovo massimo storico che ha superato quello di 26 anni fa. La nuova spinta al rialzo dell’indice delle blue chip di Piazza Affari è arrivata dagli acquisti sui titoli coinvolti nella corsa a due tra Banco BPM BAMI e Intesa Sanpaolo ISP, per aggiudicarsi il controllo di Banca Monte Paschi di Siena BMPS, che riguarda indirettamente anche Mediobanca MB, Unipol UNI e BPER Banca BPE e che apre una nuova fase del consolidamento del settore bancario italiano.
Tra i titoli finanziari, MPS è la migliore dopo le offerte di Intesa e Banco BPM
Le azioni di Banca MPS sono state le più acquistate a Piazza Affari dopo che Banco BPM e Intesa Sanpaolo hanno lanciato le loro distinte offerte sull’istituto senese. Il titolo MPS è salito martedì 9 giugno a 10,48 euro, aggiornando il suo massimo delle ultime 52 settimane di contrattazioni.
I titoli dei due contendenti al controllo della banca senese hanno registrato variazioni modeste nelle ultime due sedute di Borsa. Intesa Sanpaolo ha chiuso a +0,91% la giornata di martedì dopo il -1,37% realizzato a caldo a seguito dell’annuncio dell’OPAS su MPS. Banco BPM, invece, dopo il +0,83% di lunedì è salita dell’1,54% ritoccando il suo massimo degli ultimi 12 mesi a 13,73 euro nel corso della seduta, poi chiusa a 13,52 (dati al 9 giugno).
Mediobanca, società controllata da MPS, ma che passerebbe ad Intesa nel caso in cui l’offerta di quest’ultima andasse a buon fine, ha chiuso la seduta di martedì in crescita del 2,97% (dopo il +11,98% realizzato lunedì). Il recente rally ha spinto il titolo fino a 25,26 euro, ritoccando i massimi dell’ultimo anno.
Anche Unipol e la sua controllata BPER Banca sono coinvolte nel risiko bancario, con il gruppo assicurativo che ha siglato un accordo vincolante con Intesa, tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro, per l’acquisizione di un’entità bancaria comprendente il marchio MPS, circa 635 filiali e la maggior parte delle strutture operative necessarie all’attività bancaria. Il titolo Unipol ha aggiornato martedì 9 giugno il suo massimo a 52 settimane sopra i 23 euro. BPER ha toccato nel corso della seduta di martedì quota 12,85 euro, ancora distante dal massimo annuale di 13,138 del 6 maggio scorso.
Le migliori azioni di Piazza Affari da inizio anno
Grazie all’ultimo strappo prodotto dai titoli finanziari, Piazza Affari consolida il suo primato tra i listini europei nel 2026. Da inizio anno (al 9 giugno 2025), infatti, il Morningstar Italy Index ha guadagnato il 7,71%, sovraperformando di oltre il 3% la regione.
Se i bancari hanno contribuito allo sprint finale, il settore che ha dato il maggior contributo a Piazza Affari da inizio anno è quello industriale, che ha potuto beneficiare del forte exploit di Prysmian PRY, che ha guadagnato il 73,19% nel periodo considerato, contribuendo per il 2,66% alla performance del Morningstar Italy Index. Le azioni dell’azienda leader nel settore dei cavi hanno beneficiato non solo di risultati finanziari superiori alle attese, ma anche del sentiment positivo del mercato, che si aspetta che la crescita degli investimenti nelle reti elettriche e nelle infrastrutture digitali possa alimentare la crescita futura. Il titolo Prysmian è ora scambiato con un premio del 65% rispetto alla stima del fair value di Morningstar, che è pari a 90 euro e viene valutato con un Morningstar Rating di una stella.
Il secondo maggior contributore al rendimento di Piazza Affari è stata la compagnia energetica Eni ENI (con un contributo pari all’1,93%), che da inizio anno ha guadagnato il 48,88% in scia alla crescita del prezzo del barile prodotta dallo scoppio della guerra in Iran. Le azioni Eni sono al momento scambiate a un rapporto prezzo/fair value di 1,12 e valutate con un Morningstar Rating di 3 stelle.
A completare il podio dei tre titoli maggiormente influenti sulla performance del Morningstar Italy Index nel 2026 è il titolo Enel ENEL, che grazie a un guadagno del 10,40% da inizio anno ha contribuito per l’1,13% al risultato del benchmark. Le azioni dell’utility italiana hanno beneficiato dell’esposizione a temi strutturali come quello della crescita della domanda di elettricità globale, trainata dall’espansione dei data center, e del nuovo piano triennale presentato dall’azienda, giudicato dal mercato più ambizioso del previsto.

