Qual è l’impatto della guerra in Iran su banche e asset manager?

Qualsiasi potenziale pressione sul credito potrebbe derivare da fattori macroeconomici indiretti.

Il panorama bancario di Francoforte con la torre della Banca Centrale Europea in primo piano.
Hans Georg Roth per Getty

Punti chiave

  • Nel breve termine non prevediamo variazioni del rating sul credito per i titoli bancari a livello globale.
  • Gli effetti indiretti sulle banche potrebbero manifestarsi attraverso fattori macroeconomici che influenzano la qualità del credito e la crescita, nonché attraverso gli interventi sui tassi di interesse da parte delle banche centrali.
  • Gli asset manager globali non presentano esposizioni dirette, ma le società di dimensioni più ridotte possono essere maggiormente esposte.

Considerando che l’Iran è stato oggetto di severe sanzioni che hanno compromesso la sua economia, le banche globali non hanno alcuna esposizione diretta significativa nei confronti di questo paese. Le esposizioni degli istituti di credito aumentano se si considera l’intero Medio Oriente, ma rimangono comunque modeste o irrilevanti considerati i loro bilanci e la loro redditività.

Di conseguenza, non prevediamo pressioni a breve termine sui rating creditizi delle banche globali coperte dall’analisi di Morningstar, nonostante alcune banche globali abbiano business modesti nei principali centri urbani della regione. Se il conflitto dovesse intensificarsi o protrarsi per un periodo più lungo del previsto, prevediamo che l’aumento degli accantonamenti per perdite su crediti e una crescita economica globale più lenta del previsto finiranno per indebolire i fondamentali del credito, riflettendo l’aumento dell’incertezza.

Gli asset manager più piccoli sono più vulnerabili

È improbabile che le attuali turbolenze di mercato abbiano un impatto significativo sui profili di credito sottostanti, sebbene i gestori più piccoli con un patrimonio gestito più limitato siano più vulnerabili a tali shock. Il Medio Oriente rappresenta effettivamente una piattaforma di crescita per alcuni gestori, ma le esposizioni sono modeste e pertanto è improbabile che eventuali perturbazioni nella regione abbiano un impatto significativo. La maggior parte degli asset manager coperti dalla nostra analisi con credit rating più elevato rientra nella fascia investment grade e dimostra un certo livello di resilienza a tali eventi geopolitici.

Crescita economica a rischio in caso di conflitto prolungato

Continuiamo a nutrire una forte preoccupazione per le potenziali conseguenze indirette, tra cui il persistere di prezzi elevati del petrolio, shock negativi sugli utili in settori chiave come quello dei trasporti marittimi e qualsiasi altro evento potenziale, come un attacco terroristico in un Paese occidentale, che potrebbe minare la fiducia degli investitori e dei consumatori. Inoltre, l’Iran potrebbe intensificare i propri attacchi informatici contro entità occidentali, comprese le banche.

L’economia globale sta già affrontando una notevole incertezza legata all’introduzione e alla revoca dei dazi doganali, che potrebbe ritardare le decisioni di investimento. Un conflitto prolungato o esteso in Medio Oriente non farebbe che aggravare la situazione e potrebbe influire negativamente sulla crescita economica globale.

Uno shock petrolifero prolungato potrebbe aggravare l’inflazione, ritardando potenzialmente ulteriori tagli dei tassi da parte delle principali banche centrali. Sebbene i tassi di interesse elevati sostengano generalmente il margine netto da interessi, un’inflazione più elevata graverebbe ulteriormente sui consumatori che da anni devono affrontare le sfide del costo della vita. Ciò potrebbe influire negativamente sulla qualità del credito e sulla crescita dei prestiti.

L’impatto sul business dei mercati dei capitali

L’aumento della volatilità dovrebbe continuare a sostenere i ricavi da negoziazione delle banche attive nei mercati dei capitali. Tuttavia, prevediamo che le operazioni di fusione e acquisizione e le sottoscrizioni di debito e azioni subiranno alcuni ritardi fino a quando le tensioni geopolitiche non si saranno attenuate.

Questo articolo è tratto da un report di Morningstar DBRS intitolato “Middle East Conflict: Direct and Indirect Impact Manageable for Global Banks and Asset Managers”.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.