Piazza Affari entra nella quarta settimana di settembre, chiudendo un’ottava volatile e nel complesso negativa, nonostante il recupero tentato tra mercoledì e giovedì. Intanto, la banca centrale americana ha aumentato i tassi di 25 punti base (per la prima volta dal 2023) e ha segnalato un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Cosa guardare questa settimana a Piazza Affari
- Dopo i rialzi dei tassi da parte della Fed e della BCE, l’andamento dei BTP e bund sarà un termometro importante per capire come il mercato sta prezzando il nuovo scenario monetario.
- Dal 21 al 25 settembre verrà riaperta l’OPAS di Poste Italiane PST su Telecom Italia TIT. Il mercato guarda alla quota finale che Poste riuscirà a raggiungere.
- La contrarietàdi Crédit Agricole all’offerta di Banca MPS su Banco BPM aggiungono un nuovo elemento di incertezza al sempre più complesso risiko bancario italiano.
- Mercoledì 23 settembre usciranno gli S&P Global Flash Eurozone PMI, dati che aiuteranno a capire quanto l’economia dell’eurozona stia resistendo allo shock energetico.
Piazza Affari si prepara a una settimana in cui gli investitori dovranno fare i conti con due forze diverse. Da una parte, il quadro macro e monetario è diventato più complesso, con le banche centrali alle prese con un’inflazione più persistente e con l’aumento dei prezzi dell’energia. Dall’altra, sul mercato italiano continuano a evolvere alcuni dei principali dossier societari dell’anno.
Milano ha chiuso la seduta di venerdì in ribasso dopo un’ottava in cui l’indice Morningstar Italy ha perso l’1,70%. Una cinquantina di azioni del paniere hanno registrato rialzi, mentre una trentina sono scese. Tra i titoli che hanno sofferto di più ci sono alcune aziende del lusso come Salvatore Ferragamo SFER e Moncler MONC, che hanno seguito l’andamento negativo del settore in Europa. Tra quelli che sono saliti di più troviamo ACEA Spa ACE, Generali G e Terna TRN.
Banche centrali «falchi», il mercato guarda ai rendimenti di BTP e Bund
Dopo le recenti decisioni da parte di BCE e Fed, il mercato obbligazionario torna al centro dell’attenzione. La questione non riguarda soltanto il livello dei tassi ufficiali, ma soprattutto quanto a lungo i rendimenti resteranno elevati e i prezzi dei bond continueranno a scendere. Le due variabili, infatti, si muovono in direzioni opposte. Per gli investitori italiani, l’osservato speciale è il BTP decennale,il cui yield è salito dello 0,6% nell’ultima settimana a 4,38%, con un differenziale (spread) rispetto al Bund tedesco, riferimento per l’eurozona, che si è allargato a 88 punti.
Perché è importante per gli investitori: Per anni, gli investitori hanno avuto poche ragioni per entusiasmarsi per i titoli di Stato dei mercati sviluppati, ma oggi la situazione è cambiata in modo sostanziale. «I rendimenti dei titoli di Stato a livello globale sono appena sotto il 4%, il livello più elevato dal 2007 e superiore ai picchi raggiunti durante il sell-off del 2022-23. (...) Crediamo che il debito sovrano offra nuovamente un reddito significativo, un potenziale di guadagno in conto capitale e un ruolo credibile nel contribuire alla diversificazione dei portafogli», afferma Martin Harvey, fixed income portfolio manager di Wellington Management.
Poste-TIM, riparte l’offerta
Un importante appuntamento della settimana è con Poste Italiane e Telecom Italia. Dopo la conclusione della prima fase dell’offerta, terminata l’11 settembre, i termini dell’OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio) riaprono dal 21 al 25 settembre.
Poste ha già raggiunto il 66,6% del capitale di TIM, dopo aver aumentato la componente cash dell’offerta a 1,97 euro per azione e aver confermato il concambio di 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM portata in adesione. La società ha inoltre rinunciato alla precedente condizione che prevedeva il raggiungimento del 66,67% del capitale.
L’amministratore delegato di Poste Matteo Del Fante ha dichiarato di aspettarsi, dopo la riapertura dei termini, una partecipazione di controllo ancora più ampia in TIM.
Perché è importante per gli investitori: La settimana servirà soprattutto a capire quale sarà l’assetto azionario definitivo di TIM. Per Poste, invece, l’operazione rappresenta un passaggio strategico rilevante, poiché modifica il profilo industriale del gruppo e aumenta il peso delle telecomunicazioni nel portafoglio. Il comportamento dei due titoli durante la riapertura dell’offerta sarà quindi da osservare anche in relazione alla distanza tra il valore dell’offerta e le quotazioni di mercato.
Risiko bancario, il «no» di Crédit Agricole pesa su MPS
Il risiko bancario italiano torna sotto i riflettori, ma questa volta il protagonista è Crédit Agricole ACA. Il gruppo francese, primo azionista di Banco BPM BAMI con una quota del 29,3%, avrebbe manifestato la propria contrarietà all’offerta pubblica di scambio lanciata da MPS BMPS sulla banca milanese. Secondo quanto riportato da La Stampa, Crédit Agricole ritiene l’operazione poco attrattiva e non sufficientemente in grado di creare valore per gli azionisti.
Perché è importante per gli investitori: La posizione di Crédit Agricole aggiunge un nuovo elemento alla complessa partita su Banco BPM e aumenta l’incertezza sull’esito dell’offerta di MPS. Per il mercato sarà quindi importante seguire non solo l’evoluzione dell’OPS, ma anche le mosse del gruppo francese. Come ha scritto per Morningstar Fabrizio Guidoni, «il mancato successo dell’operazione di integrazione con il Banco BPM ridimensionerebbe inoltre la logica complessiva della strategia dell’istituto senese: la sola acquisizione di Banca Generali avrebbe dimensioni inferiori e, secondo le valutazioni riportate da Equita SIM, offrirebbe margini di creazione di valore più limitati».
PMI europei, quanto resiste l’economia?
Mercoledì 23 settembre arriveranno le prime indicazioni sull’attività economica dell’eurozona con i PMI (Purchasing Managers Index) flash di settembre pubblicati da S&P. Si tratta di un indicatore economico che analizza i dati ottenuti da rapporti e sondaggi mensili diretti ai responsabili degli acquisti di aziende del settore manifatturiero e dei servizi. Le attese indicano un PMI composito a 51,7, ancora sopra la soglia di 50 che separa, in linea generale, espansione e contrazione dell’attività.
Il dato arriva in un momento delicato. Le nuove proiezioni della BCE vedono una crescita dell’area euro dello 0,9% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027, ma l’inflazione è attesa al 3% quest’anno, anche a causa dello shock energetico.
Perché è importante per gli investitori: I dati PMI flash saranno utili per capire se l’aumento dei costi energetici sta producendo soltanto un effetto sui prezzi o se comincia a pesare anche sulla domanda e sull’attività economica. È una distinzione importante per la politica monetaria: inflazione elevata con crescita resistente e inflazione elevata accompagnata da un rallentamento dell’economia sono due scenari molto diversi per i mercati azionari e obbligazionari.

