Perché Bitcoin sta crollando?

Una combinazione di deflussi dagli ETF, liquidazioni forzate, incertezza normativa e una crescente preferenza degli investitori per i titoli legati all’IA ha causato il recente calo di Bitcoin.

Illustrazione in stile collage dai toni ramati con un Bitcoin al centro, circondato da frecce rivolte verso l'alto e verso il basso.

Punti chiave

  • Da inizio anno il Bitcoin ha registrato un calo di quasi il 30%, poiché i deflussi dagli ETF, le vendite da parte degli investitori istituzionali e l’incertezza normativa pesano sul sentiment degli investitori.
  • Un massiccio evento di liquidazione di derivati ha accelerato la correzione al ribasso, con circa 1,8 miliardi di dollari di posizioni in criptovalute azzerate nel giro di 24 ore.
  • Secondo gli analisti, gli investitori stanno orientandosi verso i titoli legati all’IA e alla tecnologia, lasciando le criptovalute in difficoltà nel competere per attrarre capitali.

Il forte calo del Bitcoin si è trasformato in una delle correzioni più dolorose che il mercato delle criptovalute abbia registrato negli ultimi anni, con il BTC che è sceso brevemente verso la soglia dei 61.000 dollari e ha registrato perdite pari al 13% nel corso della settimana.

La criptovaluta ha perso circa il 29% da inizio anno dopo il crollo di questa settimana, in netto contrasto con i titoli azionari statunitensi, con l’indice Morningstar US Market in crescita dell’11% nello stesso periodo.

Cosa si nasconde dietro il recente crollo del Bitcoin?

Il calo riflette una combinazione di vendite da parte degli investitori istituzionali, persistenti deflussi dagli ETF, incertezza normativa e un più ampio spostamento dell’attenzione degli investitori dalle criptovalute verso l’intelligenza artificiale.

Un fattore scatenante fondamentale è venuto da Strategy MSTR, la società di Michael Saylor e uno dei principali sostenitori aziendali del bitcoin, che ha venduto una parte delle proprie partecipazioni in Bitcoin per la prima volta dopo anni. La mossa ha scosso gli investitori, minando la fiducia in un mercato già alle prese con un calo della domanda.

Il calo ha inoltre innescato un’ondata di liquidazioni forzate nei mercati dei derivati sulle criptovalute, accelerando la volatilità e il trend ribassista, poiché gli investitori che ricorrevano alla leva finanziaria sono stati costretti a chiudere le proprie posizioni. Secondo i dati di CoinGlass, giovedì sono state liquidate posizioni in criptovalute per circa 1,8 miliardi di dollari in circa 24 ore, di cui oltre 1,5 miliardi provenienti da posizioni lunghe e più di 800 milioni legati specificatamente a posizioni lunghe su BTC. Ciò include una delle più ingenti liquidazioni di una posizione lunga su bitcoin registrate finora quest’anno. L’ondata di liquidazioni evidenzia come la leva finanziaria sia diventata un fattore determinante nell’andamento dei prezzi a breve termine.

Tre settimane di deflussi netti per gli ETF su Bitcoin

La pressione di vendita è stata poi amplificata da un esodo prolungato dagli ETF spot su Bitcoin, che stanno per concludere la loro terza settimana consecutiva di deflussi. Ciò sottrae miliardi di dollari al mercato e indebolisce uno dei pilastri più importanti della domanda istituzionale che ha sostenuto l’ascesa della criptovaluta negli ultimi anni. Il solo ETF iShares Bitcoin Trust (IBIT), quotato negli Stati Uniti, ha registrato deflussi netti pari a 1,2 miliardi di dollari tra il 1° e il 4 giugno.

In Europa, gli ETF della categoria “Digital Assets” di Morningstar hanno registrato rimborsi netti per tre settimane consecutive, con il WisdomTree Physical Bitcoin BTCW che ha perso oltre 7,3 milioni di euro nei primi quattro giorni della settimana.

Tuttavia, secondo Dovile Silenskyte, responsabile della ricerca sugli asset digitali di WisdomTree, i deflussi dagli exchange-traded fund non dovrebbero essere automaticamente interpretati come una perdita di fiducia nel Bitcoin. «Gli investitori istituzionali non acquistano BTC perché si aspettano che sovraperformi ogni mese o ogni trimestre, ma piuttosto perché migliora i parametri di rischio/rendimento dei loro portafogli multi-asset su un orizzonte di investimento che tende ad essere di alcuni anni. I flussi degli ETF fluttuano man mano che gli investitori ribilanciano i portafogli, gestiscono il rischio o reagiscono alle condizioni di mercato.»

Perché il Clarity Act statunitense è importante per Bitcoin

L’incertezza normativa sta aggiungendo un ulteriore livello di pressione. Mentre i legislatori continuano a discutere sul futuro della regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti — in particolare sul Clarity Act, che mira a stabilire un quadro giuridico più chiaro per gli asset digitali — gli investitori istituzionali rimangono riluttanti ad aumentare la propria esposizione finché non vi sarà una maggiore visibilità sul futuro. Secondo Matt Hougan, CIO di Bitwise, i mercati sono in grado di assorbire le cattive notizie, ma non riescono a gestire un’incertezza prolungata, una dinamica che attualmente sta pesando sul sentiment dell’intero settore. «Le criptovalute a maggiore capitalizzazione faranno fatica a innescare un rialzo sostenibile finché il quadro non diventerà più chiaro», afferma.

Il Bitcoin è ora una «scommessa controcorrente»

Allo stesso tempo, gli investitori stanno orientando sempre più il proprio capitale verso i titoli legati all’IA e alla tecnologia. Poiché gli investimenti legati all’IA continuano a registrare performance superiori alla media e a dominare il dibattito di mercato, secondo Hougan le criptovalute hanno perso il loro status di investimento ad alta crescita preferito dal mercato. «Chi ha bisogno delle cripto quando il Nasdaq-100 è in rialzo del 43% su base annua?»

Secondo il CIO di Bitwise, il settore delle criptovalute sta attraversando una fase di transizione da un investimento guidato dal momentum a una scommessa contrarian, che richiede agli investitori di concentrarsi maggiormente sui fondamentali piuttosto che sull’entusiasmo del momento. «Le scommesse contrarian possono rivelarsi ottimi investimenti, ma il loro andamento dei rendimenti è solitamente discontinuo. Richiedono pazienza, un orientamento a lungo termine e un’attenzione ai fondamentali», aggiunge. «Questo è uno dei motivi per cui gli investitori si concentrano sempre più sui ricavi. Le criptovalute non stanno scomparendo. Stanno semplicemente cambiando il tipo di investitore e di progetto che premiano».

L'autore o gli autori possiedono posizioni in alcuni titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.