Punti chiave
- L’indice Morningstar Spain è il più costoso, mentre quello danese è il più conveniente.
- I mercati azionari europei più sopravvalutati hanno registrato performance superiori alla media, mentre quelli più sottovalutati hanno incontrato difficoltà.
- Il settore immobiliare e quello delle telecomunicazioni sono rimasti i più sottovalutati, mentre quelli finanziario e delle utility sono scambiati a premi modesti.
I mercati azionari europei hanno registrato risultati contrastanti nel mese di novembre, con l’indice Morningstar Europe in rialzo di meno dell’1% in euro nel corso del mese. Da inizio anno a fine novembre, l’indice ha guadagnato quasi il 17%, avvicinandosi al rendimento annuale ottenuto nel 2021, quando era salito del 25,58%.
Come è avvenuto per gran parte del 2025, la performance complessiva dell’indice ha mascherato le notevoli differenze a livello nazionale.
Al 30 novembre, i titoli azionari europei erano scambiati a un rapporto prezzo/fair value pari a 0,96, il che implica che il mercato è sottovalutato di circa il 4%. Sebbene il divario di valutazione dal fair value si sia ridotto rispetto all’inizio dell’anno, la dispersione tra paesi e settori rimane elevata.
I mercati europei più costosi hanno sovraperformato a novembre
Il mese di novembre è stato caratterizzato dalla forte performance di alcuni dei mercati azionari europei più sopravvalutati. Il Belgio, con un rapporto prezzo/fair value pari a 1,11, è stato il mercato europeo con la migliore performance nel mese, registrando un guadagno del 3,6%. Anche la Spagna, il mercato più sopravvalutato in assoluto con un rapporto pari a 1,12, è salita del 2,7%.
La Spagna è rimasta il mercato azionario più sopravvalutato d’Europa, riflettendo in gran parte il predominio di alcuni titoli di grande peso che vengono scambiati con evidenti premi rispetto al fair value. Titoli finanziari come Banco Santander SAN e BBVA BBVA, insieme a Iberdrola IBE nel settore delle utility e Inditex ITX nel settore dei beni di consumo ciclici, vengono tutti scambiati ben al di sopra delle stime del fair value di Morningstar, spingendo la valutazione complessiva del mercato in territorio decisamente sopravvalutato.
L’elevata valutazione di mercato del Belgio è in gran parte determinata dalla struttura concentrata dell’indice, con una manciata di grandi titoli che vengono scambiati a premi significativi rispetto al fair value. Mentre Anheuser-Busch InBev ABI, la partecipazione più importante, viene valutata a sconto, i titoli pesanti del settore salute come argenx ARGX, UCB UCB e KBC KBC hanno tutti prezzi ben al di sopra delle stime del fair value di Morningstar.
I mercati europei più sottovalutati hanno sottoperformato a novembre
Al contrario, diversi mercati che registrano sconti significativi rispetto al fair value hanno sottoperformato nel mese di novembre. I Paesi Bassi, con un valore pari a 0,89, sono scesi del 2,2%, mentre la Finlandia ha perso l’1,4%, nonostante entrambi i mercati siano scontati del 10% rispetto al fair value. Anche la Germania, con un prezzo/fair value di 0,91, ha chiuso il mese in leggero calo.
I mercati che sono scambiati in linea con il fair value hanno registrato risultati migliori. L’Italia ha registrato un guadagno dell’1,4%, mentre il Regno Unito è salito dello 0,8%. La Francia ha chiuso il mese sostanzialmente invariata, nonostante sia valutata leggermente al di sotto del fair value.
I settori europei più sopravvalutati e sottovalutati
A livello settoriale, le valutazioni sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto alla fine di ottobre. Il settore immobiliare è rimasto il più sottovalutato, con un rapporto prezzo/fair value pari a 0,74. Anche quello delle telecomunicazione mostra uno sconto significativo, con un rapporto pari a 0,86.
Tra i settori più difensivi, quello finanza ha mantenuto una leggera sopravvalutazione a 1,05, mentre le utility sono scambiate a 1,04.
Quali sono i titoli che hanno registrato una variazione del fair value?
Le stime del fair value delle principali società europee sono rimaste sostanzialmente stabili nel mese di novembre, con gli analisti di Morningstar che hanno apportato solo poche revisioni tra i primi 20 componenti dell’indice Morningstar Europe.
Per la maggior parte dei titoli large cap, le stime del fair value sono rimaste invariate rispetto al mese precedente. Titoli chiave come ASML ASML, AstraZeneca AZN, Roche ROG, Nestlé NESN o SAP SAP non hanno registrato variazioni nel loro fair value.
Vi sono state solo due eccezioni degne di nota. Allianz ALV ha registrato un aumento della stima del fair value da EUR 353 a EUR 361, riflettendo una maggiore visibilità degli utili.
Henry Heathfield, analista azionario di Morningstar, afferma: “Per il terzo trimestre del 2025, Allianz ha registrato un altro buon risultato finanziario e ha rivisto al rialzo le sue previsioni per l’intero anno. Sebbene l’utile operativo del terzo trimestre, pari a 4,3 miliardi di euro, sia leggermente superiore rispetto al consensus, esso rappresenta comunque un aumento percentuale a doppia cifra rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. Di conseguenza, Allianz ha aumentato le sue guidance a oltre 17 miliardi di euro per l’intero anno.”
Al contrario, Novo Nordisk NOVO B ha subito una significativa revisione al ribasso, con una stima del fair value ridotta da DKK 458 a DKK 423.
Nel motivare questa revisione al ribasso, l’analista di Morningstar Karen Andersen afferma: “Stiamo riducendo la nostra stima del fair value dopo aver considerato l’accordo sui prezzi raggiunto il 6 novembre con l’amministrazione Trump per i farmaci contro l’obesità a partire dal 2026, i dati positivi relativi al potenziale agonista dell’amilina eloralintide di Lilly e i tempi di sviluppo potenzialmente più brevi per il semaglutide orale rispetto all’orforglipron di Lilly nel mercato statunitense dei farmaci orali contro l’obesità nel 2026”.
L’azienda presenta attualmente un rapporto prezzo/fair value pari a 0,71, il che spiega perché il mercato danese sia il più conveniente in Europa.

