Punti chiave
- Il bitcoin ha appena raggiunto il livello più alto da gennaio, in un periodo difficile per gli asset rischiosi.
- I consistenti flussi di investimento stanno sostenendo il rialzo, con gli ETF globali su bitcoin che hanno registrato afflussi netti pari a 690 milioni di dollari solo il 21 settembre.
- Alcuni strategist sostengono che il bitcoin potrebbe fungere da riserva di valore quando la fiducia nel debito sovrano è sotto pressione.
Bitcoin ha registrato un rialzo del 12% negli ultimi cinque giorni, tornando a superare gli 86.000 dollari e raggiungendo il livello più alto da gennaio. Ciò pone la principale criptovaluta a un passo dal recuperare le perdite subite nel 2026 e dal riconquistare la soglia degli 87.000 dollari registrata all’inizio dell’anno.
Eppure, questo recente rialzo si registra nonostante le condizioni difficili per gli asset non redditizi e in un contesto di inflazione in aumento. La Federal Reserve ha appena varato il suo primo aumento dei tassi di interesse in tre anni, il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni si sta avvicinando al 5% e le preoccupazioni relative al debito pubblico e alla sostenibilità fiscale stanno tornando a occupare un posto di primo piano nelle menti degli investitori.
Quest’ultima evoluzione dei prezzi ha riacceso il dibattito su quali siano i veri fattori trainanti del mercato delle criptovalute. Si tratta semplicemente di un altro rimbalzo a breve termine o dell’inizio di un cambiamento più ampio nel modo in cui gli investitori considerano gli asset digitali?
Gli investitori tornano a convergere sugli asset digitali
Secondo James Butterfill, responsabile della ricerca presso CoinShares, l’ultimo andamento sembra “determinato dai flussi piuttosto che da eventi specifici”. Butterfill sottolinea il costante accumulo da parte dei grandi detentori di bitcoin (whales) e gli afflussi pari a 639 milioni di dollari verso i prodotti di investimento in asset digitali registrati solo il 18 settembre. Secondo i dati di Morningstar, il 21 settembre si sono registrati ulteriori flussi in entrata per 690 milioni di dollari.
L’intensità di tale raccolta è particolarmente degna di nota alla luce del contesto macroeconomico. “Le condizioni che normalmente penalizzerebbero gli asset privi di yield”, afferma Butterfill, sono tornate a caratterizzare il mercato. Tuttavia, “il bitcoin ha subito una correzione in vista della decisione della Fed, per poi recuperare le perdite nel giro di due sessioni”.
Tale resilienza suggerisce che gli investitori siano disposti a non tenere conto, almeno in parte, dei tradizionali fattori macroeconomici sfavorevoli. Tuttavia, ciò non costituisce una prova del fatto che il bitcoin si sia disaccoppiato in modo permanente dalle condizioni finanziarie. “Alcune sedute caratterizzate da resilienza non sono sufficienti per stabilire un nuovo regime”, avverte Butterfill.
Il ritorno dei “Bond Vigilantes”
Un’altra spiegazione proviene dal mercato obbligazionario. Blue Macellari, responsabile degli asset digitali presso T. Rowe Price, afferma che il bitcoin è diventato sempre più parte integrante del “debasement trade”, ovvero la ricerca di asset rari o tangibili in grado di mantenere il proprio valore qualora la fiducia nelle valute legali dovesse deteriorarsi. Questa strategia sta beneficiando di un contesto favorevole a causa dell’aumento del debito pubblico, dei rendimenti a lungo termine elevati e delle preoccupazioni relative alla sostenibilità fiscale.
“Il bitcoin viene spesso citato in questo contesto poiché le sue regole di offerta sono predeterminate”, afferma Dovile Silenskyte, direttrice della ricerca sulle attività digitali presso WisdomTree. “La sua emissione segue un calendario prestabilito e il protocollo non può essere modificato né da una banca centrale che intenda sostenere l’attività economica, né da un governo che intenda finanziare un disavanzo”.
Macellari sottolinea la rinnovata attenzione rivolta ai mercati obbligazionari e il ritorno dei “bond vigilantes” — investitori che vendono in massa titoli di Stato in periodi di crisi — ora che le preoccupazioni relative al debito e alla politica fiscale tornano ad essere al centro dell’attenzione.
Ciò conferisce al bitcoin una prospettiva diversa da quella che ha dominato gran parte del ciclo precedente. Per anni, la criptovaluta è stata considerata prevalentemente come un asset ad alto beta, sensibile alla liquidità di mercato, ai tassi di interesse e alle variazioni nella propensione al rischio degli investitori. La prospettiva legata al deprezzamento offre una visione diversa: il bitcoin come potenziale riserva di valore quando la fiducia nelle valute tradizionali e nel debito sovrano è sotto pressione.
Anche CoinShares ha sottolineato il legame tra il bitcoin e le rinnovate preoccupazioni di natura fiscale negli Stati Uniti, sostenendo che un intervento più aggressivo del Tesoro USA sul mercato obbligazionario potrebbe rafforzare la narrativa relativa al deprezzamento della moneta.
Quali saranno i prossimi sviluppi per bitcoin?
“Stiamo entrando in un nuovo mercato rialzista”, afferma Christopher Perkins, responsabile di Franklin Crypto, l’unità di gestione attiva degli asset digitali di Franklin Templeton, sostenendo che gli investitori si stanno concentrando sempre più sui fondamentali del bitcoin, anziché limitarsi a considerare le criptovalute come asset di frontiera ad alto rischio.
Se la sua analisi fosse corretta, ciò segnerebbe un importante cambiamento nel comportamento del mercato. Il Bitcoin rimane sensibile alla liquidità di mercato, ai tassi di interesse e alla propensione al rischio, ma una crescente disponibilità a detenere l’asset nonostante l’aumento dei tassi di interesse e l’incertezza geopolitica potrebbe spostare l’attenzione verso fattori determinanti a più lungo termine, quali l’offerta, l’adozione e la domanda istituzionale.
Si intravedono già i primi segnali di un cambiamento nella composizione della base degli investitori. L’ultimo rialzo si è verificato nonostante il Senato degli Stati Uniti non sia riuscito ad approvare il “Digital Asset Markets Clarity Act”, il che suggerisce che l’incertezza normativa non sia stata sufficiente a frenare la domanda.
La questione ora è se i flussi di capitale potranno rimanere sufficientemente consistenti da sostenere questo andamento. Considerata la scarsa attività prevista nel calendario economico dei prossimi giorni, Butterfill di CoinShares prevede che i flussi continueranno a rappresentare il fattore trainante. Se gli ETF continueranno ad attrarre capitali e i grandi detentori manterranno il loro trend di accumulo, lo slancio osservato di recente potrebbe persistere.
Allo stesso tempo, Blue Macellari di T. Rowe Price prevede che il tema relativo alla politica fiscale e al mercato obbligazionario continui a essere rilevante per tutto l’autunno. “Si tratta di forze significative e di lungo periodo che difficilmente scompariranno dopo un singolo annuncio politico”, afferma, “soprattutto in un ciclo elettorale”.
Secondo Silenskyte di WisdomTree, “bitcoin rimane un asset altamente volatile che non si è dimostrato in modo costante una copertura affidabile a breve termine contro l’inflazione”. Per gli investitori, afferma, il punto fondamentale non è che il bitcoin offra certezza, bensì che garantisca un’esposizione a un sistema monetario regolato da norme chiare piuttosto che dalla discrezionalità politica.

