Questo fondo obbligazionario globale adotta una strategia prudente

Il Fidelity Global Bond Fund si distingue dai concorrenti per posizioni modeste su emergenti e high yield.

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Metriche chiave di Morningstar per Fidelity Global Bond Fund

  • Morningstar Medalist Rating: Neutral
  • Pilastro Processo: Nella media
  • Pilastro Persone: Sopra la media
  • Pilastro Società di gestione: Sopra la media

Un team di gestione ben dotato di risorse ed esperto attua una strategia piuttosto convenzionale nella gestione di Fidelity Global Bond. Manteniamo i nostri rating “Sopra la media” per il pilastro “Persone” e “Nella media” per il pilastro “Processo”, nonostante la recente uscita di alcuni membri del team.

Il gestore principale Rick Patel, alla guida di questa strategia dal 2016, è entrato in Fidelity nel 2000 e vanta una solida esperienza nella gestione di portafogli investment grade globali e statunitensi. È affiancato dal co-gestore Ario Emami Nejad, entrato a far parte del team nel 2018, che apporta la propria competenza in materia di obbligazioni investment grade europee.

I gestori hanno recentemente perso il supporto di un terzo membro del team: Daniel Ushakov, che dal 2022 si occupava dell’esecuzione quotidiana, ha lasciato la società nel febbraio 2026. Tuttavia, Ushakov non era un decisore chiave per la strategia e, sebbene la sua partenza abbia aumentato il carico di lavoro dei gestori rimanenti, non rappresenta un indebolimento significativo delle capacità del team.

Patel e Nejad hanno assunto direttamente le mansioni di Ushakov, mentre Fidelity punta ad assumere un sostituto entro la fine del 2026. Il team è ulteriormente supportato da un solido gruppo di analisti del credito e trader e sfrutta le risorse della piattaforma globale di Fidelity.

Fidelity Global Bond Fund: Un portafoglio prudente

L’approccio di investimento della strategia è prudente ma non particolarmente distintivo. È orientato all’indice e lineare, ponendo l’accento sulla liquidità e su posizioni di alta qualità. Il team combina la ricerca top-down e bottom-up per guidare la gestione complessiva del rischio e le visioni settoriali, attingendo alle intuizioni dei trader del reddito fisso, dei gestori di portafoglio, degli analisti e del team macro di Fidelity.

Rispetto a molti concorrenti, la strategia è meno audace, con allocazioni modeste al debito dei mercati emergenti e agli emittenti high-yield, nonché orientamenti valutari cauti. Di conseguenza, tende a rimanere indietro rispetto ai concorrenti nei periodi di rialzo del credito, ma dimostra resilienza in contesti di avversione al rischio.

Tuttavia, lo stesso andamento non si estende necessariamente al rischio di tasso d’interesse: la strategia si è dimostrata vulnerabile quanto i suoi tipici concorrenti durante il ciclo di aumento dei tassi d’interesse dal 2021 al 2022. Ciononostante, Patel ha costruito un solido track record ed esegue abilmente la strategia insieme al suo co-gestore, a conferma della nostra convinzione.

Le performance di Fidelity Global Bond Fund

Da quando Rick Patel ha assunto la guida nel 2016, il team ha attuato la strategia con competenza e disciplina, tenendo bene nei periodi di avversione al rischio (inclusa la correzione del 2020 causata dalla pandemia), sebbene in genere resti indietro rispetto ai concorrenti durante i rialzi dei mercati del credito. Una duration più lunga rispetto all’indice ha pesato sui rendimenti sia nel 2022, in un contesto di rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, sia nel 2024, con l’irripidimento della curva dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi.

La strategia ha sovraperformato l’indice nel 2025, grazie soprattutto al posizionamento in termini di durata e curva dei rendimenti (tra cui un sottopeso dei titoli di Stato giapponesi, una sovraponderazione delle obbligazioni statunitensi a breve e medio termine e un sottopeso del debito in euro a più lungo termine). Il sottopeso nel credito ha rappresentato un modesto fattore di penalizzazione.

Nel 2026, da gennaio a giugno, il fondo ha sottoperformato l’indice, poiché il sottopeso nel credito ha inciso negativamente in un contesto di restringimento degli spread. Inoltre, il sovrappeso nella duration statunitense e britannica ha pesato sui rendimenti.

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