Punti chiave
- Il passaggio ai fondi passivi ha fatto diminuire le commissioni medie nel complesso.
- Gli investitori in fondi europei devono far fronte a un’ampia gamma di commissioni, con variazioni significative tra i vari Paesi, soprattutto per quanto riguarda le commissioni di performance.
- Per quanto riguarda i fondi a gestione attiva, il Regno Unito e la Svizzera presentano le commissioni medie più basse; l’Italia quelle più alte.
Le commissioni medie dei fondi per gli investitori europei sono diminuite costantemente negli ultimi dieci anni, facendo risparmiare agli investitori miliardi di euro ogni anno.
Sebbene la spesa media annua corrente pagata da un investitore sia scesa di 30 punti base in 10 anni, il calo delle commissioni dei fondi può essere ingannevole. Le medie non dicono tutta la storia e non è detto che i costi siano diminuiti di pari passo per l’investitore finale.
I fondi aumentano le commissioni quasi con la stessa frequenza con cui le riducono e uno dei motivi principali per cui la media complessiva scende è che i gestori tendono a liquidare i fondi costosi per lanciarne di più economici. Inoltre, molti investitori stanno spostando le attività dai fondi attivi più costosi verso prodotti indicizzati a basso costo, il che fa scendere il dato di mercato.
Il mercato nel suo complesso può essere più economico, ma ciò non significa che il singolo fondo si adegui alla media. Per trarre vantaggio dal trend di diminuzione dei costi, gli investitori devono controllare regolarmente i loro fondi ed essere pronti a passare a opzioni più convenienti quando appaiono.
Le commissioni dei fondi europei variano in base al domicilio
Anche il luogo in cui un fondo è domiciliato - il suo Paese di origine legale - ha un forte impatto sui costi. Il mercato europeo è tutt’altro che uniforme.
Per quanto riguarda i fondi a gestione attiva, il Regno Unito e la Svizzera presentano alcune delle commissioni medie più basse, in genere inferiori allo 0,9% all’anno. L’Italia, invece, è quasi due volte più cara. Gran parte di questa variazione riflette le differenze nei costi di distribuzione e nelle pratiche di mercato locali.
La lezione è semplice: gli investitori non devono limitarsi ai fondi registrati nel proprio Paese. Esplorare le opportunità nel mercato unico dell’UE può essere impegnativo, poiché non tutti i broker o le piattaforme rendono facilmente accessibili i fondi domiciliati all’estero, ma può consentire l’accesso a opzioni a basso costo e una maggiore diversificazione.
Anche le commissioni di performance dei fondi pesano sui risultati
Le spese correnti sono solo una parte del costo totale che gli investitori devono sostenere.
Commissioni di ingresso o uscita
Molti fondi, soprattutto quelli a gestione attiva, aggiungono “load” o commissioni una tantum applicate all’acquisto o alla vendita dei fondi. Le commissioni dipendono spesso dall’entità dell’investimento e possono essere azzerate o imposte a discrezione dell’intermediario. La loro importanza è maggiore per gli investitori retail, poiché è più probabile che le classi di azioni a loro disposizione includano queste commissioni: chi investe poche migliaia di euro può ritrovarsi a pagare una fee anticipata pari a circa tre anni di spese annuali regolari.
Commissioni di performance
Le commissioni di performance sono un altro potenziale freno per i rendimenti. Circa il 13% dei fondi europei le applica, ma l’incidenza varia notevolmente: sono rare nel Regno Unito, ma piuttosto comuni in Italia. Queste commissioni entrano in vigore quando i rendimenti superano un indice prestabilito e possono ridurre significativamente i guadagni netti.
La conclusione è semplice: non guardare solo l’indicatore di spesa, ma leggere il prospetto informativo e verificare con il proprio consulente o la piattaforma di acquisto online che le spese siano chiare.
Perché conoscere le commissioni dei fondi può proteggere i rendimenti
La tendenza al ribasso delle commissioni medie è incoraggiante e la sana concorrenza, soprattutto da parte dei prodotti passivi e dell’ascesa degli ETF attivi, dovrebbe mantenere alta la pressione. Ma i costi personali di un investitore dipendono dai fondi posseduti.
Le commissioni sono uno dei predittori più affidabili della performance futura. Sebbene molti fattori che influenzano i rendimenti rimangano incerti, le commissioni più elevate riducono costantemente la probabilità di ottenere buoni risultati e, a differenza della maggior parte delle altre variabili, questa è una variabile che gli investitori possono controllare. Per gli investitori retail, la migliore difesa è un approccio attivo al monitoraggio dei costi.
Passi pratici per gli investitori per ridurre i costi dei fondi
- Rivedere regolarmente i fondi in portafoglio: Anche gli investitori di lungo periodo dovrebbero verificare se sono emersi fondi comparabili più economici.
- Valutare tutta la gamma di fondi disponibili: Suggeriamo di non dare per scontato che il mercato nazionale offra le condizioni migliori.
- Esaminare tutte le commissioni: I costi di ingresso e uscita e gli oneri basati sulla performance possono pesare in modo significativo sul costo complessivo. Quindi è meglio non fermarsi solo alle spese correnti.
Le commissioni potrebbero continuare a diminuire nel complesso, ma solo gli investitori attenti e disposti ad agire potranno sfruttare appieno tale trend.
Questo articolo è tratto dal Morningstar European Fund Fee Study 2025 scritto da Eugene Gorbatikov, José Garcia Zarate e Tom Mills.

