Questo ETF dà un’esposizione all’S&P 500 a bassissimo costo

L’Amundi Core S&P 500 Swap ETF ha una fee tra le più economiche della categoria Azionari USA large-cap blend e beneficia dell’efficienza fiscale della replica sintetica.

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Metriche chiave di Morningstar per Amundi Core S&P 500 Swap ETF SP5C

  • Morningstar Medalist Rating: Gold
  • Pilastro Processo: Elevato
  • Pilastro Persone: Sopra la media
  • Pilastro Società di gestione: Nella media

L’Exchange-traded fund Amundi S&P 500 Swap offre un’esposizione passiva a bassissimo costo ai titoli azionari statunitensi a grande capitalizzazione, un settore in cui i gestori attivi hanno faticato a dimostrare il proprio valore. Il metodo di replica sintetica di questo Exchange-traded fund gli consente inoltre di beneficiare di un vantaggio in termini di performance fiscale rispetto sia all’indice S&P 500 che ai fondi omologhi con replica fisica. Per questi motivi, il fondo rappresenta una solida proposta di investimento per chi cerca un’esposizione ai titoli azionari statunitensi.

L’indice di riferimento del fondo offre un’esposizione alle società a capitalizzazione da gigante a media, comprendendo 500 titoli che coprono circa l’80% della capitalizzazione di mercato, corretta per il flottante, del mercato azionario statunitense.

Includendo solo titoli che hanno registrato utili positivi nell’ultimo anno, l’S&P 500 ha mostrato una leggera propensione verso titoli di qualità rispetto ad altri indici ampiamente rappresentativi come l’MSCI USA. I componenti sono determinati da un comitato dell’indice, il che conferisce all’indice un grado di flessibilità maggiore rispetto ai suoi omologhi che seguono regole più meccaniche.

Ciò ha portato anche ad alcuni esiti controversi, tra cui il ritardo nell’inclusione di grandi operatori del settore tecnologico come Tesla.

I mercati azionari statunitensi sono ampiamente considerati tra i più liquidi ed efficienti al mondo, in grado di assorbire rapidamente le informazioni di mercato e di limitare fortemente la capacità dei gestori attivi di creare valore aggiunto. Una ricerca di Morningstar ha dimostrato che, nel tempo, le decisioni attive nette hanno tendenzialmente influito negativamente sui rendimenti.

Un’opzione a bassissimo costo per esporsi a Wall Street

Questo fondo, dal prezzo competitivo [dello 0,05% annuo contro una mediana dello 0,7% della categoria, Ndr], è tra i tracker dell’S&P 500 più convenienti disponibili.

Quando si tratta di investire in azioni statunitensi, la sede del fondo e il metodo di replica sono fondamentali perché determinano l’ammontare della ritenuta alla fonte che un investitore deve pagare.

Ad esempio, questo fondo è replicato sinteticamente e pertanto è soggetto a una ritenuta alla fonte dello 0%, inferiore a quella a carico sia dei fondi omologhi con replica fisica sia dell’indice S&P 500. Per questo motivo, il fondo presenta un vantaggio di performance duraturo rispetto a molti fondi omologhi e supera regolarmente l’indice al netto delle commissioni. Un approccio sintetico alla replica comporta inoltre un certo rischio di controparte, che deve essere valutato alla luce dei chiari benefici in termini di performance offerti da tale struttura.

I rendimenti a lungo termine corretti per il rischio di questo fondo si sono classificati nel quartile superiore del proprio gruppo di riferimento, che comprende sia opzioni attive che passive.

Il fondo è gestito da Amundi, il cui team di gestione del portafoglio, di lunga esperienza e dotato di risorse adeguate, ottiene un rating sul pilastro Persone «Sopra la media».

In sintesi, questo fondo offre un’esposizione al mercato rappresentativa e a costi estremamente contenuti in un contesto in cui gli approcci passivi hanno registrato performance così positive da diventare l’opzione predefinita.

La performance di Amundi Core S&P 500 Swap ETF

Confrontando le classi di azioni del fondo con la media dei fondi della categoria Azionari USA large-cap blend, il fondo ha sovraperformato nei periodi di tre, cinque e dieci anni, sia in termini assoluti che corretti per il rischio.

Secondo il Barometro europeo di Morningstar sui fondi attivi e passivi, nel periodo di 10 anni fino al 31 dicembre 2025, solo circa il 5% dei gestori attivi in questa categoria è riuscito sia a sopravvivere sia a sovraperformare i propri omologhi passivi. Ciò illustra chiaramente le sfide che i gestori attivi devono affrontare in questo mercato altamente efficiente e rafforza le ragioni a favore di un’esposizione passiva rappresentativa e a basso costo.

I titoli azionari statunitensi hanno registrato una solida performance a lungo termine, superando nettamente i mercati sviluppati (esclusi gli Stati Uniti) e quelli emergenti nei periodi di tre, cinque e dieci anni, sia in termini assoluti che corretti per il rischio. I titoli growth hanno svolto un ruolo di primo piano in questo successo, beneficiando di un prolungato periodo di bassi tassi di interesse e dei rapidi progressi nell’intelligenza artificiale.

Sette titoli tecnologici a mega-capitalizzazione, comunemente denominati i «Magnifici Sette» (Alphabet, Amazon.com, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla), sono stati i principali beneficiari di questa tendenza. Il loro crescente predominio ha accentuato le preoccupazioni relative alla concentrazione del mercato. Ad esempio, il peso delle prime 10 posizioni nell’indice S&P 500 è aumentato dal 18% al 38% nell’ultimo decennio.

Questa crescente concentrazione può destare preoccupazione tra gli investitori che adottano strategie ponderate per la capitalizzazione di mercato e che prevedono un ritorno a livelli di concentrazione più bassi. Gli indici ponderati per la capitalizzazione possono essere vulnerabili alle bolle speculative, poiché allocano meccanicamente più capitale ai titoli i cui prezzi sono aumentati, sottopesando al contempo quelli che hanno registrato un andamento inferiore. Durante il boom delle dot-com alla fine degli anni ’90, ad esempio, gli indici di riferimento azionari statunitensi sono diventati fortemente esposti ai titoli dei settori tecnologico, dei media e delle telecomunicazioni, molti dei quali sono successivamente crollati.

Detto questo, la profondità, la liquidità e l’efficienza del mercato azionario statunitense, il più grande e il più liquido a livello globale, hanno storicamente offerto vantaggi informativi limitati ai gestori attivi, contribuendo a spiegare la persistente difficoltà di sovraperformare gli indici di riferimento passivi.

Il vantaggio fiscale della replica sintetica sull’S&P 500

Al di là dell’efficienza di mercato, l’approccio di replica passiva degli ETF offre un ulteriore vantaggio strutturale. Gli investitori beneficiano inoltre dell’efficienza fiscale del modello di replica sintetica utilizzato per replicare indici azionari statunitensi qualificati come l’S&P 500. Gli ETF sintetici sono esenti dalle ritenute fiscali sui dividendi che si applicano agli ETF fisici (in genere dal 15% al 30%, a seconda del domicilio), offrendo un vantaggio di rendimento duraturo. Gli investitori dovrebbero tuttavia valutare il potenziale di rendimenti più elevati a fronte dell’esposizione al rischio di controparte degli swap.

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