I fondi passivi superano gli attivi nella maggior parte delle categorie

Le probabilità che i gestori attivi superino i passivi rimangono più elevate nel reddito fisso e nelle azioni dei mercati emergenti.

Illustrazione collage di un grafico a torta raffigurante un investitore con un binocolo, una pila di monete e un grafico a baffi.

Punti chiave

  • I fondi gestiti passivamente continuano a sovraperformare nelle categorie azionarie a grande capitalizzazione dei paesi sviluppati, come evidenzia il Barometro Attivi/Passivi.
  • I gestori attivi beneficiano di opportunità significative nei segmenti del reddito fisso, dei mercati emergenti e delle azioni a bassa capitalizzazione.
  • I costi rappresentano un fattore cruciale, con i fondi attivi a basso costo che hanno maggiori probabilità di avere successo rispetto ai concorrenti più costosi.

Il rapporto Active/Passive Barometer 2025 di Morningstar, che analizza in modo comparativo quasi 32.000 fondi attivi e passivi domiciliati in Europa, evidenzia una chiara dualità nel risparmio gestito. Mentre la gestione attiva ha registrato un miglioramento significativo nel reddito fisso e in alcuni segmenti azionari, come i mercati emergenti, le sfide strutturali sono rimaste più rilevanti nelle categorie dei titoli azionari a grande capitalizzazione dei paesi sviluppati, dove la gestione passiva ha prodotto risultati migliori.

Per gli investitori, i risultati del Barometro Attivi/Passivi del 2025 sottolineano l’importanza di considerare i costi, le aspettative e gli orizzonti temporali quando si tratta di scegliere tra strategie attive e passive. In tutte le classi di attività, le commissioni svolgono un ruolo fondamentale nel determinare il successo a lungo termine. I fondi attivi nei quintili con commissioni più basse hanno costantemente registrato tassi di successo a lungo termine più elevati rispetto ai loro omologhi più costosi.

Azioni: fondi a gestione attiva in difficoltà nelle categorie large cap dei mercati sviluppati

Il 2025 è stato un anno caratterizzato da due fasi distinte: l’incertezza e la debolezza inaspettate della prima metà, causate dalla politica commerciale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono state seguite da una ripresa generale nella seconda metà dell’anno.

Un elemento costante è stata tuttavia l’idea che un’eccessiva esposizione agli asset statunitensi non fosse auspicabile, soprattutto considerando l’indebolimento del dollaro USA, che ha registrato un calo del 9,4% nel corso dell’anno.

Nel complesso, nel 2025 la raccolta dei fondi europei ha registrato un ribilanciamento: un allontanamento dai titoli azionari statunitensi a favore di quelli europei e dei mercati emergenti. È emersa inoltre una preferenza degli investitori per le strategie passive.

Il tasso di successo su un anno dei gestori azionari attivi nelle 39 categorie analizzate è stato del 31,2% nel 2025, in aumento rispetto al 29,2% del 2024, ma ancora compreso nell’intervallo del 25%-35% che persiste dal 2022. Si tratta di valori bassi rispetto agli standard storici, ma questo è stato un periodo di elevata concentrazione nei mercati azionari, in cui i gestori attivi hanno faticato ad andare controcorrente. Su orizzonti temporali più lunghi, il tasso di successo cala drasticamente, raggiungendo appena l’11,4% su 10 anni.

I titoli azionari large cap dei mercati sviluppati rimangono l’area più complessa per gli stock picker, nonostante un leggero aumento dei tassi di successo a breve termine nel 2025 in alcune categorie. Ad esempio, i gestori attivi nella categoria delle azioni statunitensi a grande capitalizzazione mista hanno raggiunto un tasso di successo su un anno del 36,8% nel 2025, in aumento rispetto al 30,2% del 2024. Tuttavia, su un periodo di 10 anni, tale tasso scende al 5,1%, risultando uno dei più bassi tra tutte le categorie azionarie.

I fondi attivi nella categoria delle azioni large cap dell’eurozona hanno dovuto confrontarsi con il forte slancio generato dai flussi che ha trainato i mercati azionari non denominati in dollari statunitensi nel 2025. Questo vento favorevole ha avvantaggiato i fondi passivi. Il tasso di successo su un anno è stato del 17,3% nel 2025, in leggero aumento rispetto al 15,0% del 2024. Su un periodo di 10 anni, è stato solo del 3,8%.

Nel 2025 i titoli azionari britannici hanno registrato una performance positiva, con l’indice Morningstar UK All Cap in rialzo del 24,8%. Ciononostante, il tasso di successo a un anno dei gestori attivi nella categoria delle azioni britanniche a grande capitalizzazione si è attestato al 28,0% nel 2025, in calo rispetto al 34,3% del 2024. Il tasso di successo per il periodo di 10 anni è stato del 10,2%.

Il punto di forza dei fondi attivi nel settore azionario è stato rappresentato dai mercati emergenti, dove le inefficienze strutturali e la dispersione tra i vari paesi hanno creato opportunità per i gestori più abili. La categoria dei mercati emergenti globali ha registrato un tasso di successo su un anno del 49,6%, in aumento rispetto al 32,8% del 2024, mentre il dato decennale, pur rimanendo modesto al 19,6%, è risultato superiore a quello delle categorie azionarie dei mercati sviluppati.

Il tasso di successo delle gestioni attive è stato più alto anche nelle categorie a media e piccola capitalizzazione, mentre gli i fondi passivi tendono ad avere distorsioni settoriali o di concentrazione.

Reddito fisso: un contesto più favorevole per i gestori attivi

A differenza delle azioni, il reddito fisso ha offerto un terreno fertile per i gestori attivi. Il tasso di successo su un anno nelle 29 categorie obbligazionarie analizzate è stato del 55,8%, in aumento rispetto al 54,5% del 2024 e compreso nell’intervallo del 50-60% osservato negli ultimi anni. La combinazione di tassi di interesse in calo, yield elevati sui titoli a lungo termine e dispersione settoriale ha offerto opportunità di valore aggiunto in termini di duration, curva e posizionamento nel segmento del credito.

Le categorie dei titoli di Stato hanno registrato tassi di successo annuali elevati (43,6% nella categoria euro e 45,2% nella categoria GBP), ma la loro performance a lungo termine è rimasta modesta, riflettendo la difficoltà di sovraperformare i tracker passivi a basso costo nei mercati dei titoli di Stato altamente liquidi. I tassi di successo a 10 anni sono stati del 16,3% in EUR e del 9,8% in GBP.

Le categorie specializzate sulle obbligazioni societarie hanno mostrato un potenziale più elevato in termini di valore attivo. I tassi di successo a un anno sono stati del 50,8% in EUR e del 52,7% in GBP. I tassi su 10 anni, pari al 44,3% in EUR e al 36,2% in GBP, sono stati tra i risultati a lungo termine più elevati nel settore del reddito fisso.

Lo sviluppo più sorprendente ha riguardato i fondi high yield. Storicamente roccaforte dei gestori attivi, la categoria dei fondi obbligazionari high yield in euro ha registrato un calo del tasso di successo su base annua al 25,5%, il livello più basso degli ultimi dieci anni. Diversi fattori hanno contribuito a questo risultato. Un numero crescente di società nei segmenti più in difficoltà ha trovato finanziamenti nei mercati privati, piuttosto che in quelli pubblici. Per i gestori attivi, ciò significa un universo più ristretto nella ricerca di yield. Anche l’indicizzazione delle obbligazioni ad alto rendimento è diventata più rappresentativa della classe di attività e ora rappresenta probabilmente un ostacolo da superare per i gestori attivi.

Il debito dei mercati emergenti si è distinto come l’area più forte per la gestione attiva, alimentata dagli effetti valutari e dalla dispersione tra i vari paesi. I tassi di successo su un anno hanno raggiunto il 60% nel debito dei mercati emergenti in valuta forte e il 73,7% nelle categorie dei mercati emergenti in valuta locale.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.