Punti chiave
- Gli ETF attivi hanno registrato afflussi netti pari a 22,7 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai 52,5 miliardi di euro del 2024.
- Le strategie azionarie rappresentavano il 71% degli asset degli ETF attivi alla fine del 2025.
- Nuovi provider, tra cui Goldman Sachs, HSBC, Fineco, Nordea e M&G, hanno fatto il loro ingresso nel mercato.
Il mercato europeo degli ETF attivi ha continuato a registrare una forte dinamica nel 2025, avvicinandosi agli 80 miliardi di euro di asset e attirando un crescente interesse sia da parte degli investitori che dei gestori patrimoniali. Sebbene rappresenti ancora una piccola fetta del panorama complessivo degli ETF nella regione, pari solo al 2,9% del totale degli asset degli ETF, il segmento ha quasi triplicato le sue dimensioni negli ultimi due anni, segnalando una significativa adozione strutturale. Tuttavia, rispetto agli Stati Uniti, dove gli ETF attivi rappresentano attualmente circa l’11% del patrimonio totale degli ETF, l’adozione in Europa è ancora modesta.
Il totale degli asset ha raggiunto i 78,4 miliardi di euro alla fine di dicembre 2025, in aumento rispetto ai 52,5 miliardi di euro dell’anno precedente. Come negli anni precedenti, le strategie azionarie rappresentano la quota maggiore: 55,9 miliardi di euro, pari al 71% del totale. Gli ETF obbligazionari attivi rappresentano il 22%, mentre le strategie bilanciate, del mercato monetario e alternative costituiscono la parte restante.
Gli ETF attivi hanno attirato 22,7 miliardi di euro di afflussi netti nel 2025, di cui 14 miliardi in ETF azionari e 6,4 miliardi in quelli a reddito fisso, superando i 18,4 miliardi raccolti nel 2024. Tuttavia, la loro quota sul totale dei flussi degli ETF è scesa al 6,6%, rispetto al 7,8% dell’anno precedente, riflettendo il continuo predominio delle esposizioni passive tradizionali.
Goldman Sachs tra le new entry del mercato degli ETF attivi
Il 2025 ha portato una notevole diversificazione degli emittenti. I leader consolidati – JP Morgan, Fidelity e Pimco – hanno mantenuto la loro posizione dominante, ma nuovi operatori, tra cui Goldman Sachs, Fineco, Nordea, HSBC e M&G, hanno fatto il loro ingresso nel mercato. Molte di queste società hanno storicamente evitato gli ETF a causa della loro associazione con investimenti passivi e a basso costo su indici. Questa mentalità sta cambiando, poiché gli asset manager considerano gli ETF un potente canale distributivo e un modo per ampliare l’accesso alle loro competenze sui fondi attivi.
Tuttavia, la concorrenza non è ancora riuscita a intaccare in modo significativo il dominio del leader di mercato. JP Morgan controlla il 47% degli asset degli ETF attivi europei, in gran parte grazie alla forza della sua gamma Research Enhanced Index. Fidelity segue con una quota del 10,4% e Pimco detiene il 6,7%.
Anche l’attività relativa ai nuovi prodotti ha registrato un’impennata. Dopo anni di emissioni relativamente modeste, con una media di circa 10 lanci all’anno, il mercato ha registrato 50 lanci nel 2024 e un record di 139 nel 2025. Le strategie azionarie hanno continuato a dominare le emissioni, ma l’attività nel settore del reddito fisso ha registrato una forte accelerazione, con 49 lanci nel 2025 rispetto ai soli 12 dell’anno precedente.
La discrezionalità continua a prevalere tra le strategie degli ETF attivi
Il nuovo quadro di classificazione di Morningstar per gli ETF attivi distingue tra strategie discrezionali, in cui i gestori si affidano principalmente al proprio giudizio, e strategie sistematiche, che seguono modelli quantitativi basati su regole.
Gli stili discrezionali continuano a dominare, rappresentando il 76,8% degli asset, pari a 60,2 miliardi di euro. JP Morgan, Fidelity e Pimco, tutti importanti operatori di mercato, si collocano saldamente in questo campo. Tuttavia, le strategie sistematiche stanno guadagnando terreno, in particolare nel settore azionario. Gli ETF azionari sistematici hanno attirato 9,1 miliardi di euro di afflussi nel 2025, in aumento rispetto ai soli 1,1 miliardi di euro del 2024. Al contrario, gli ETF azionari discrezionali hanno attirato 4,8 miliardi di euro, in calo rispetto ai 13,5 miliardi di euro dell’anno precedente.
Nel settore del reddito fisso, l’approccio discrezionale rimane consolidato, raccogliendo 5,9 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai soli 500 milioni di euro degli ETF obbligazionari sistematici. Tuttavia, la gamma di offerte si sta ampliando. Gli ETF attivi sul reddito fisso si stanno espandendo in modo significativo in nuovi segmenti, tra cui CLO (credit loan obligation), titoli garantiti da ipoteca, high yield e debito dei mercati emergenti, ampliando le opportunità per gli investitori che cercano esposizioni obbligazionarie differenziate attraverso gli ETF.
Quali sono le prospettive future per il mercato europeo degli ETF attivi?
Con l’aumento della concorrenza, la diversificazione degli stili e l’evoluzione delle aspettative degli investitori, il mercato europeo degli ETF attivi sta entrando in una nuova fase. La classificazione aggiornata di Morningstar mira a fornire maggiore chiarezza su questo segmento in crescita, aiutando gli investitori a confrontare meglio le strategie e a comprendere se il vantaggio di un fondo deriva da intuizioni discrezionali o da una progettazione sistematica.
Un panorama di prodotti più affollato e diversificato può offrire opportunità significative, ma aumenta anche l’importanza di valutare il processo di investimento di un ETF, il rischio attivo previsto, la coerenza dello stile e il ruolo all’interno di un quadro generale di allocazione degli asset.
Questo articolo è una sintesi del report sugli ETF attivi europei scritto da Monika Calay, Mara Dobrescu, José Garcia Zarate, Natalia Wolfstetter e Claire Zhang.

