I lanci di Exchange-traded fund hanno continuato ad accelerare, ma non tutte le nuove strategie sono degne di nota.
Perché è importante: Le buone strategie di investimento possono compensare gli investitori con un rendimento adeguato ai rischi assunti. Quali tipi di ETF sono in grado di fornire risultati nel lungo periodo e quali invece non sono all’altezza? Dan Sotiroff si unisce a me oggi per spiegare i rischi nascosti negli ETF azionari e a cosa gli investitori dovrebbero prestare attenzione. Dan è analista senior di Morningstar Research Services e redattore della newsletter ETFInvestor di Morningstar .
11 domande sugli ETF azionari
- Può parlare dell’idea che gli ETF dovrebbero essere in grado di compensare gli investitori per il rischio che assumono? Che cos’è un “livello di rendimento appropriato”?
- Quando si esaminano i profili di rischio e di rendimento degli ETF, si parla spesso di “rischio attivo”. Può darci una definizione?
- Quali tipi di fondi presentano il rischio attivo più basso?
- Può fare un esempio di due ETF che sembrano simili ma che assumono livelli di rischio diversi?
- Lei ha scritto che “qualsiasi ETF azionario con meno di 100 partecipazioni è un potenziale pericolo”. Perché?
- Lo stile di gestione del fondo fa la differenza per i fondi concentrati? Un ETF passivo, che segue un indice, incontrerebbe gli stessi problemi di un ETF a gestione attiva?
- Gli ETF tematici sono un esempio popolare di portafogli concentrati con un elevato rischio attivo. Come si sono comportati?
- Gli investitori tendono a sbagliare il timing dei fondi tematici? Sembra che i forti rendimenti tendano ad avere vita breve.
- In Morningstar parliamo spesso delle commissioni come fattore predittivo della performance. Vedete la stessa cosa in questo caso?
- Gli investitori dovrebbero sempre scegliere un fondo che assuma un rischio prevedibile? O ci sono casi in cui un rischio attivo più elevato valga la pena?
- Qual è il suo consiglio per gli investitori che stanno cercando di scegliere un ETF?
Citazione chiave sugli ETF azionari
È dimostrato che gran parte del denaro tende ad affluire subito dopo un’enorme crescita delle prestazioni, e le persone sono solo, in realtà, a caccia di rendimenti, in mancanza di un termine migliore. Il problema è che hanno visto tutto il rialzo.
Ora sta per arrivare il rovescio della medaglia. Quindi hanno sperimentato più i lati negativi che quelli positivi, ed è qui che le cose si mettono male. E questo non vale per tutti. Ci sono sicuramente gli early adopters che hanno creduto in questa storia, sono entrati subito e hanno visto enormi guadagni. Ma questa non è la storia comune che si sente. È più il secondo caso, in cui si tende ad arrivare alla fine della corsa.
Daniel Sotiroff, analista senior, Morningstar Research Services
Breve riassunto: Sotiroff afferma che esistono diversi tipi di rischio quando si tratta di investire in ETF. Il rischio attivo più basso per gli investitori è quello dei fondi di mercato ampi. Quanto più gli investitori si allontanano dal portafoglio di un indice, tanto maggiore è il rischio delle singole società, spiega Sotiroff. Le commissioni sono ancora un fattore predittivo della performance e Sotiroff sostiene che è meglio stare alla larga da nuovi investimenti costosi e attenersi a quelli con potere predittivo.

