Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente intenso per i mercati delle materie prime. Metalli preziosi, metalli industriali, commodity energetiche, si trovano stretti tra rischi geopolitici da un lato e timori per un rallentamento della crescita globale dall’altro.
Oggi con l’aiuto di Roberta Caselli, Commodities Investment Strategist di Global X, cercheremo di capire quali siano i principali driver del mercato e quali opportunità possano emergere per gli investitori.
Roberta, le commodity hanno vissuto mesi di forte volatilità. In linea generale, cosa dobbiamo aspettarci per la seconda parte dell’anno? E quali sono i parametri da tenere più in considerazione?
Roberta Caselli: Sì, al momento i mercati si muovono in un equilibrio complesso in cui l’inflazione trainata dal settore energetico e l’evoluzione delle aspettative sulle politiche monetarie alimentano la volatilità. Quindi, in questo contesto, le commodity potrebbero continuare a registrare volatilità nella seconda metà dell’anno, con mercati influenzati sia da fattori ciclici sia da fattori strutturali. Sul fronte ciclico, i principali elementi da monitorare restano la crescita globale, le aspettative sui tassi di interesse, mentre sul fronte strutturale la resilienza, le catene di approvvigionamento e l’elettrificazione appaiono sempre più importanti. In particolare, la divergenza tra l’andamento dei prezzi nel breve periodo e i fondamentali di lungo termine potrebbe creare opportunità selettive per le commodity, che potrebbero beneficiare delle preoccupazioni legate alla sicurezza energetica e al rischio geopolitico associato ai combustibili fossili. Inoltre, anche l’evoluzione dei temi come l’intelligenza artificiale, la modernizzazione della difesa e la crescita delle infrastrutture rendono la gestione e la disponibilità delle risorse chiave sempre più importante in questo momento. Quindi, le commodity sono al centro di una trasformazione più ampia: supportare i sistemi energetici più puliti, contribuendo al tempo stesso a rispondere a esigenze di sicurezza e alla domanda industriale di lungo periodo. Quindi, questa prospettiva costruttiva dovrebbe riflettersi nel tempo, nel valore degli asset legati alle commodity.
La rinascita del nucleare spinge l’uranio
Baselli: Molto interessante. Hai parlato di opportunità selettive. Infatti, con il tuo aiuto, vorremmo individuare le tre commodity su cui investire nel secondo semestre del 2026, quelle che ritenete più interessanti, e chiaramente capire anche il perché. Partiamo con la prima.
Caselli: Sì, come prima commodity segnalerei l’uranio, perché appunto gli shock geopolitici dall’invasione russa dell’Ucraina alle rinnovate tensioni nello Stretto di Hormuz hanno evidenziato quanto i mercati energetici globali restino vulnerabili alle interruzioni dell’offerta e ai colli di bottiglia strategici. In questo contesto, quindi, l’energia nucleare appare sempre più rilevante come parte di un mix energetico più diversificato, affidabile e a basse emissioni di carbonio. Anche il sostegno politico sembra migliorare. Ora in Europa l’Italia sembra avvicinarsi a una ripresa dell’energia nucleare, mentre la Svizzera proprio in questi giorni sta discutendo se revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari. Quindi, nel complesso, gli sforzi politici dell’Unione Europea per accelerare lo sviluppo del nucleare si traducono nell’obiettivo di raggiungere 150 KW di capacità nucleare entro il 2050. Anche negli Stati Uniti i progressi nei piccoli reattori modulari suggeriscono che queste tecnologie nucleari si stiano muovendo dalla fase concettuale verso le prime dimostrazioni. E anche, allo stesso tempo, l’investimento da 40 miliardi di dollari tra gli Stati Uniti e il Giappone, sempre nei piccoli reattori modulari, aggiunge ulteriore slancio. Quindi, questi fattori della domanda insieme alle interruzioni dell’offerta dovuti agli sviluppi in Medio Oriente potrebbero rafforzare il mercato dell’uranio nei prossimi mesi.
Argento, molto più di un metallo prezioso
Baselli: Bene. Qual è invece la seconda?
Caselli: Sì, la seconda commodity potrebbe sembrare controintuitiva nel contesto macroeconomico, ma il quadro fondamentale appare favorevole all’argento per quest’anno e oltre. Il punto chiave è la diversificazione della domanda. Quindi l’argento non è soltanto un metallo prezioso, esposto ai tassi di interesse e al sentimento macroeconomico, ma è anche un input industriale legato al solare, all’elettrizicazione, alla tecnologia e alle infrastrutture. Quindi il solare rimane un pilastro importante della domanda, anche se i rischi di sostituzione e i miglioramenti di efficienza potrebbero ridurre nel tempo l’utilizzo di argento per pannello. Ma negli ultimi mesi abbiamo visto che le recenti tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran sembrano aver accelerato la domanda di sistemi energetici più puliti e resilienti, come abbiamo visto, e quindi le esportazioni record di pannelli solari dalla Cina hanno coinciso con importazioni record di argento, suggerendo quindi che i volumi elevati di produzione e spedizione possono ancora tradursi in una domanda significativa di argento.
E al di là del solare, la domanda di argento è sempre più diversificata tra le applicazioni industriali avanzate, che rientrano in un segmento pari a circa il 58% della domanda quest’anno, mentre la domanda di investimento fisico dovrebbe aumentare del 20% sempre quest’anno. Quindi, nel complesso si prevede anche che il mercato rimanga in deficit per il 6º anno consecutivo, con un ampliamento del deficit rispetto all’anno scorso. E per quanto riguarda le scorte di argento, dopo un periodo in cui le “above-ground stocks” hanno contribuito ad assorbire l’attenzione del mercato, ora le dinamiche degli inventari sembrano rispondere in modo più visibile ai deficit persistenti. Quindi il calo delle scorte a Shanghai e sul Comex suggerisce che la tensione strutturale potrebbe iniziare a riflettersi nel mercato fisico.
Litio fondamentale per un maggiore stoccaggio di energia
Baselli: Perfetto, dopo uranio e argento, qual è infine la terza commodity da avere in portafoglio per la seconda parte dell’anno?
Caselli: Sì, infine evidenzierei il litio. Allora la storia del litio appare sempre più ampia rispetto ai soli veicoli elettrici. I temi chiave sono di nuovo la sicurezza energetica e i sistemi di accumulo a batteria. Questi ultimi stanno diventando una fonte di domanda di litio in crescita, poiché le reti elettriche richiedono una maggiore flessibilità per integrare l’energia rinnovabile. E abbiamo visto che le installazioni europee di questi sistemi sono più che raddoppiate su base annua nel primo trimestre nel 2026, il che indica un ruolo crescente nel sistema energetico. Allo stesso tempo, le scorte più basse potrebbero rafforzare il contesto di mercato dopo un periodo difficile per per i prezzi. Dal punto di vista dell’offerta, l’offerta di litio è aumentata in modo significativo dal 2020. Tuttavia, potrebbe essere ancora necessaria una nuova e consistente offerta mineraria.
Baselli: Grazie ancora a Roberta Caselli. Per Morningstar, sono Valerio Baselli, alla prossima.
