L’inflazione nell’eurozona scende al 2% a dicembre, in linea con l’obiettivo della BCE

L'inflazione preliminare di dicembre è risultata inferiore a quella di novembre e in linea con le aspettative, mentre l'inflazione core è scesa al 2,3%.

Collage illustration of three upward-pointing triangles, featuring the European Central Bank building, stacked coins, and a whisker graph.

Punti chiave

  • Secondo le stime di Eurostat, l’inflazione nell’area dell’euro è scesa al 2,0% su base annua a dicembre, in calo rispetto al 2,1% di novembre e in linea con le previsioni degli economisti.
  • L’inflazione core è scesa più del previsto, passando dal 2,4% di novembre al 2,3% su base annua, grazie al rallentamento dell’inflazione dei servizi e dei beni.
  • Le probabilità di un taglio dei tassi da parte della BCE a febbraio rimangono scarse.

Secondo le stime preliminari di Eurostat, i prezzi al consumo nell’eurozona sono aumentati del 2,0% su base annua a dicembre, in calo rispetto al dato di novembre pari al 2,1%. Ciò è in linea con le stime di consenso e con l’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale europea. Il calo dei prezzi dell’energia ha contribuito alla moderazione.

L’inflazione core, che riflette i prezzi al netto delle componenti volatili quali i costi dell’energia e dei generi alimentari, si è attestata al 2,3% a dicembre, un dato inferiore alle previsioni degli economisti e in calo rispetto al 2,4% registrato nei tre mesi precedenti.

Dopo la pubblicazione dei dati, l’euro ha registrato variazioni minime rispetto al dollaro statunitense e i mercati azionari sono rimasti sostanzialmente neutri.

“L’inflazione nell’area euro è tornata al 2%, perfettamente in linea con l’obiettivo della BCE. Questa decisione dovrebbe soddisfare i mercati azionari, poiché fornisce alla BCE un ulteriore motivo per ridurre ulteriormente i tassi di interesse nel 2026”, afferma Michael Field, chief strategist dei mercati europei presso Morningstar. “Detto questo, l’inflazione ha oscillato intorno al 2% per gran parte dello scorso anno, quindi la mossa odierna è minore, ma comunque positiva”.

L’inflazione dei servizi rimane il fattore chiave

Secondo le stime di Eurostat, l’inflazione dei servizi ha continuato a rappresentare il contributo più significativo, attestandosi intorno al 3,4% a dicembre, leggermente al di sotto del 3,5% di novembre, ma rimanendo comunque il fattore determinante dell’inflazione core.

I prezzi dell’energia hanno registrato un ulteriore calo dell’1,9% rispetto all’anno precedente, contro una flessione dello 0,5% registrata a novembre. I prezzi dei prodotti alimentari, degli alcolici e del tabacco sono aumentati del 2,6%, il tasso più elevato da settembre, mentre i prezzi dei beni industriali non energetici sono aumentati dello 0,4%, in leggero calo rispetto a novembre.

Su base mensile, l’inflazione complessiva ha registrato un aumento dello 0,2%.

La BCE ridurrà i tassi a febbraio?

Con l’inflazione che si attesta vicino al livello obiettivo a medio termine della BCE, ulteriori tagli dei tassi di interesse a febbraio appaiono improbabili.

“I banchieri centrali si trovano in una situazione delicata, cercando di stimolare l’economia senza innescare l’inflazione”, afferma Field di Morningstar. “Tuttavia, con un’inflazione bassa e stabile, dovrebbero essere in grado di allentare le misure restrittive e orientarsi verso ulteriori stimoli”.

Un quadro eterogeneo nell’eurozona

I tassi di inflazione hanno registrato notevoli differenze all’interno dell’Unione, con tassi annuali compresi tra lo 0,1% di Cipro e il 4,1% di Estonia e Slovacchia.

L’inflazione tedesca si è attestata al 2,0%, in netto calo rispetto al 2,6% del mese precedente e al livello più basso dal luglio 2025. L’inflazione francese è scesa allo 0,7% su base annua a dicembre, mentre Italia e Spagna hanno registrato tassi annuali rispettivamente dell’1,2% e del 3,0%, rispetto all’1,1% e al 3,2% di novembre. L’inflazione olandese si è attestata al 2,5% su base annua, in calo rispetto al 2,6% di novembre.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.