Inflazione nell’eurozona stabile al 2% a luglio, ma sopra le aspettative

Secondo i dati preliminari di Eurostat, a luglio nell’area dell’euro sia l’inflazione complessiva che quella di fondo sono state superiori alle previsioni degli economisti.

Illustrazione a collage che raffigura l'edificio della Banca centrale europea circondato da bolle che si gonfiano, ognuna delle quali contiene sezioni di una banconota in euro.

Punti chiave

  • L’inflazione di fondo è rimasta stabile al 2,3% su base annua a luglio.
  • L’inflazione dei servizi ha registrato il livello più basso degli ultimi tre anni.
  • Le probabilità di un altro taglio dei tassi di interesse nella riunione della BCE di settembre sono in calo.

I prezzi al consumo nella zona euro sono aumentati del 2,0% su base annua a luglio, secondo la stima flash di Eurostat, in linea con la lettura di giugno e al di sopra delle aspettative.

L’inflazione di fondo, che escude le componenti volatili come i costi energetici e alimentari, è aumentata del 2,3% su base annua nel mese di luglio, superando anch’essa le previsioni.

Secondo le stime di Eurostat, i prodotti alimentari, alcolici e tabacco hanno registrato l’aumento annuale più elevato a luglio, con un +3,3% su base annua, superiore alla lettura di giugno del 3,1%. I prezzi dei servizi sono aumentati del 3,1%, rispetto al 3,3% di giugno, mentre i beni industriali non energetici sono aumentati dello 0,8%, rispetto allo 0,5% di giugno, e l’energia si è attestata a -2,5%, rispetto al -2,6% del mese precedente.

“L’inflazione energetica ha compensato solo in parte l’aumento piuttosto forte dei prezzi alimentari, mentre l’inflazione di fondo è rimasta stabile al 2,3%”, afferma Nicola Nobile, capo economista per l’Italia di Oxford Economics, aggiungendo che l’inflazione dei servizi rimane ancora al di sopra dell’obiettivo della BCE, ma continua la sua tendenza alla moderazione e “al 3,1% ha registrato il dato più basso in circa tre anni”.

Su base mensile, l’inflazione headline HICP è rimasta stabile e l’inflazione core si è attestata a -0,2% a luglio.

Un quadro misto nell’eurozona

L’inflazione complessiva spagnola ha superato le aspettative del consenso attestandosi al 2,7% a luglio, 0,4 punti percentuali in più rispetto alla lettura di giugno, trainata soprattutto dai prezzi dell’elettricità e, in misura minore, dai maggiori aumenti dei prezzi dei carburanti rispetto all’anno scorso. Anche l’inflazione di fondo ha sorpreso al rialzo, attestandosi al 2,3%. L’inflazione complessiva francese e quella italiana sono state più forti del previsto.

“La stima flash dell’inflazione HICP francese a luglio è stata dello 0,94% su base annua, più forte del consenso ma vicina alle nostre aspettative, invariata rispetto al dato di giugno”, afferma Goldman Sachs in una nota del 31 luglio. “La stima dell’inflazione HICP italiana è stata leggermente superiore alle nostre aspettative e al consenso, attestandosi all’1,7% su base annua, 0,1 punti percentuali in meno rispetto al dato di giugno”. L’inflazione core italiana è rimasta sostanzialmente invariata al 2,02% su base annua, come ci aspettavamo".

Per contro, l’inflazione complessiva tedesca è aumentata dell’1,8% a luglio, leggermente al di sotto delle aspettative di consenso dell’1,9%. L’inflazione di fondo è rimasta stabile al 2,7%, lo stesso livello di giugno.

L’economia europea è in crescita?

Secondo Eurostat, nel secondo trimestre l’economia della zona euro è cresciuta dell’1,4% su base annua, dopo il +1,5% del trimestre precedente. Su base trimestrale, il PIL è cresciuto di un misero 0,1%, in calo rispetto allo 0,6% del primo trimestre.

Tra i Paesi dell’eurozona, l’Italia e la Germania hanno registrato una contrazione dello 0,1% su base trimestrale, mentre la Spagna ha registrato l’aumento più elevato, pari allo 0,7%, e la Francia è salita dello 0,3%. Il tasso di crescita annuale è stato positivo per tutti i Paesi.

Non si è trattato di una performance eclatante", afferma Michael Field, chief European markets strategist di Morningstar, “ma la crescita in Europa è stata almeno positiva e stabile da un po’ di tempo. In effetti, l’Europa non ha visto un solo trimestre di crescita negativa in quasi tre anni”.

Field aggiunge che l’accordo commerciale con gli Stati Uniti potrebbe indebolire la crescita del PIL nei prossimi trimestri, ma “il rischio di recessione è molto più basso” rispetto ai timori degli investitori del 2 aprile, quando sono stati annunciati i dazi.

Riccardo Marcelli Fabiani, economista senior di Oxford Economics, ha commentato che le esportazioni “devono affrontare potenti venti contrari a causa dei dazi e dell’euro più forte”, ma “il miglioramento del sentiment dovrebbe limitare il danno agli investimenti”. Inoltre, la spesa per i consumi dovrebbe beneficiare del calo dell’inflazione e della tenuta del mercato del lavoro.

Cosa farà la BCE a settembre?

La prossima riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea si terrà a Francoforte l’11 settembre e i mercati si aspettano un altro taglio quest’anno, ma le possibilità che ciò avvenga a settembre si stanno riducendo. La BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse nella riunione di politica monetaria del 24 luglio.

“La BCE potrebbe trarre conforto dal fatto che a luglio l’inflazione è rimasta in linea con il target per il secondo mese consecutivo e al di sopra delle nostre previsioni. Questo ha ridotto le probabilità di un altro taglio dei tassi nella riunione della BCE di settembre”, afferma Nobile di Oxford Economics.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.