Punti chiave
- Sanlorenzo accelera in Borsa dopo una trimestrale giudicata forte dagli analisti e la presentazione del nuovo piano industriale al 2028.
- Ferretti sconta risultati trimestrali più deboli e le tensioni sulla governance, mentre il mercato resta prudente sulla guidance 2026.
- The Italian Sea Group continua ad affrontare una fase critica sul fronte patrimoniale e finanziario che spinge al ribasso le quotazioni, con il piano di riequilibrio al centro dell’attenzione del mercato.
Il settore degli yacht quotati a Piazza Affari esce dalle acque sfidanti dei conti del primo trimestre 2026 con rotte delle quotazioni e delle valutazioni degli analisti sempre più divergenti.
Sanlorenzo SL accelera con il vento in poppa dopo la presentazione della trimestrale e del piano industriale orientato alla crescita. Alla chiusura della seduta del 27 maggio a 37,6 euro il titolo mostra un rialzo del 27,6% da inizio anno, per una capitalizzazione salita a 1,34 miliardi di euro.
Ferretti YACHT, con quotazioni a 3,0 euro, è in calo dell’1,4%, per una capitalizzazione attorno al miliardo di euro.
The Italian Sea Group TISG è in brusca discesa, soprattutto dopo la recente notizia relativa a perdite superiori al minimo del capitale legale, situazione che ha costretto il consiglio di amministrazione ad avviare l’iter per la ricostituzione del capitale. Il titolo, sceso a 1,6 euro, registra un ribasso del 60,6% da inizio anno, con una capitalizzazione ridotta a circa 79,9 milioni di euro.
Da ricordare che a Piazza Affari è presente indirettamente nel settore anche Tamburi Investment Partners TIP, azionista di riferimento di Azimut Benetti.
Perché il titolo Sanlorenzo sale in Borsa?
Sanlorenzo ha accelerato a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali e la presentazione del nuovo piano industriale al 2028.
La guidance per il 2026 prevede un utile netto di gruppo compreso tra 108 e 114 milioni di euro, in crescita rispetto ai 107,40 milioni del 2025, mentre i ricavi netti nuovi sono attesi tra 980 milioni e 1,02 miliardi di euro contro i 960,40 milioni dell’esercizio precedente.
Il piano industriale punta invece a una crescita media annua dei ricavi del 6% fino al 2028, con EBITDA margin atteso verso il 19% ed EBIT margin al 14,50%.
La strategia del gruppo si fonda sui trend strutturalmente favorevoli del mercato dello yachting di alta gamma, sostenuti dalla crescita della popolazione ultra-high-net-worth, dal trasferimento generazionale della ricchezza e dalla domanda crescente di lusso esperienziale. Nel segmento di riferimento di Sanlorenzo, compreso tra i 30 e i 75 metri, il mercato è atteso crescere con un CAGR del 5,70% fino al 2028.
Gli analisti hanno accolto positivamente il Capital Markets Day. UBS ha confermato la raccomandazione “buy” con target price a 47 euro, definendo l’evento “un reminder della forza e resilienza del modello di business”.
Anche Banca Akros ha alzato il target price da 45 a 47 euro, confermando il giudizio “buy” e aumentando del 3% le stime di EPS per il periodo 2026-2028.
Quali sono le prospettive future per Sanlorenzo?
Massimo Perotti, presidente e chief executive officer di Sanlorenzo, ha sottolineato come la performance del gruppo evidenzi “la forza e la resilienza del modello di business”, sostenuto da una raccolta ordini in crescita del 25% anno su anno e da un backlog lordo pari a 1,22 miliardi di euro, già venduto per il 90% a clienti finali.
Secondo Perotti, il backlog netto superiore a 1 miliardo di euro assicura una chiara visibilità sui ricavi dei prossimi anni, mentre ulteriori opportunità di crescita potrebbero arrivare dalla stabilizzazione geopolitica, dall’apertura di nuovi mercati e dallo sviluppo delle attività di refit e dei servizi ad alta marginalità.
Sanlorenzo, primo trimestre con raccolta ordini in crescita
Nel primo trimestre 2026 Sanlorenzo ha registrato un utile netto di gruppo pari a 22,30 milioni di euro, in crescita del 5,10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo una marginalità a doppia cifra del 10,10%.
I ricavi netti nuovi sono saliti del 4% a 222,10 milioni di euro, mentre l’EBITDA ha raggiunto 38,50 milioni con margine al 17,30%.
Particolarmente significativo il dato relativo alla raccolta ordini, cresciuta del 25,40% a 223 milioni di euro, segnando il settimo trimestre consecutivo di crescita.
Dopo i conti, Intesa Sanpaolo ha alzato il target price da 46,70 a 48,50 euro, definendo “forti” i risultati trimestrali, mentre Mediobanca Research ha incrementato il prezzo obiettivo da 43 a 46 euro, confermando la raccomandazione “outperform”.
Ferretti cerca nuove rotte dopo un trimestre debole
Scenario più complesso per Ferretti, che ha pubblicato risultati trimestrali giudicati deboli dal mercato, in un contesto già segnato dalle tensioni sulla governance tra i principali azionisti.
Il titolo proviene da settimane di forte volatilità dopo l’assemblea del 14 maggio, che ha sancito la vittoria della lista sostenuta dal socio cinese Weichai contro quella del gruppo ceco KKCG Maritime. Contestualmente Stassi Anastassov ha assunto il ruolo di amministratore delegato, succedendo ad Alberto Galassi.
Nel primo trimestre Ferretti ha registrato ricavi in calo dell’8% a 302,10 milioni di euro e una raccolta ordini in discesa del 33,60% a 179,60 milioni, penalizzata soprattutto dalla debolezza del segmento made-to-measure e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
L’utile netto è sceso a 21 milioni dai 23,90 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre il net backlog si è ridotto a 722,30 milioni rispetto agli 828,60 milioni di fine 2025.
Gli analisti diventano più prudenti su Ferretti
Dopo i risultati, diverse banche d’affari hanno tagliato i target price sul titolo.
Mediobanca Research ha ridotto il giudizio da “outperform” a “neutral” abbassando il prezzo obiettivo da 4,20 a 3,50 euro, citando un order intake più debole e un contesto dei consumi più complesso.
UBS ha ridotto il target da 4,35 a 3,70 euro pur confermando il “buy”, mentre Banca Akros ha abbassato il prezzo obiettivo da 3,80 a 3,50 euro con giudizio “neutral”.
Equita SIM mantiene invece la raccomandazione “hold” con target a 3,90 euro, definendo i risultati “deboli come da attese” e giudicando la guidance 2026 ancora sfidante.
Sul mercato continua inoltre a pesare il tema della possibile attivazione del Golden Power da parte del governo italiano, dopo che il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato che il dossier è all’esame delle autorità competenti, incluso il ministero della Difesa.
The Italian Sea Group, priorità al risanamento
Situazione molto più incerta per The Italian Sea Group, che continua a essere condizionata dalle difficoltà patrimoniali e finanziarie emerse nelle ultime settimane.
Il gruppo ha comunicato che le perdite hanno ridotto il capitale sociale al di sotto del minimo legale previsto dal Codice Civile, obbligando il consiglio di amministrazione ad avviare le procedure previste dall’articolo 2447 e ad attivare le misure protettive previste dal Codice della crisi d’impresa.
Il piano di risanamento punta al mantenimento della continuità aziendale, al riequilibrio patrimoniale e finanziario entro l’esercizio corrente e alla rinegoziazione di alcune commesse con gli armatori per recuperare parte degli extracosti sostenuti. Tra le opzioni allo studio figurano anche la rivalutazione e la possibile vendita di asset immobiliari non strategici.
Sul fronte operativo prosegue inoltre la due diligence forense affidata a KPMG, il cui completamento è atteso tra fine giugno e inizio luglio 2026.
Il mercato guarda ora con attenzione all’assemblea convocata per il 22 luglio, mentre sul fronte dell’immagine il gruppo continua comunque a raccogliere riconoscimenti internazionali, come il premio speciale assegnato al Perini Navi SY Katana ai World Superyacht Awards di Venezia.
