Nel pomeriggio del 7 gennaio, dopo le notizie secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe suggerito di vietare i dividendi e il riacquisto di azioni proprie da parte delle aziende appaltatrici della difesa statunitensi, le azioni di tali aziende hanno registrato perdite fino al 5%.
Gli scettici sostengono: analogamente a quanto accaduto il 15 ottobre 2025, quando il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, fece osservazioni simili, gli investitori sembrano aver scontato le azioni delle società appaltatrici della difesa statunitensi sulla base dell’ipotesi che il governo degli Stati Uniti possa e voglia limitare il riacquisto di azioni proprie da parte di tali società.
Statistiche chiave: nel complesso, i primi sette appaltatori della difesa statunitensi hanno riacquistato 128 miliardi di dollari in azioni negli ultimi 10 anni, pari a circa il 2,5% della loro capitalizzazione di mercato media e a una percentuale simile a quella della spesa del settore per ricerca, sviluppo, approvvigionamento e manutenzione durante quel periodo.
- Boeing ha interrotto il riacquisto di azioni proprie nel 2019 e ha effettivamente annullato tutti i riacquisti effettuati dalla metà del 2017, quando ha emesso 18 miliardi di dollari in nuove azioni per raccogliere capitali nel 2024.
Conclusione: sebbene i riacquisti di azioni influenzino la nostra valutazione delle politiche di allocazione del capitale delle società, essi non incidono sulle nostre stime del fair value, che riflettono il valore attuale del flusso di cassa libero previsto per l’azienda.
- A nostro avviso, dopo la fase di vendita massiccia, le valutazioni di mercato dei titoli delle società statunitensi che operano nel settore della difesa rimangono in linea con il fair value, con valori compresi tra il 93% del fair value per Boeing e il 110% per RTX.

