UniCredit, tre partite aperte tra Commerzbank, risiko italiano e Generali. Quali prospettive ora?

La banca guidata da Andrea Orcel affronta contemporaneamente tre dossier strategici.

Logo di Unicredit sulla facciata della sua sede
Emanuele Cremaschi per Getty

Punti chiave

  • UniCredit è impegnata nell’OPS su Commerzbank, ma può ancora essere protagonista anche nel risiko bancario italiano e nella partita su Generali.
  • Michael Field, chief European market strategist di Morningstar, ritiene che il mercato continui a credere nelle possibilità di successo dell’operazione Commerzbank.
  • Equita SIM vede nella possibile partecipazione in Generali una potenziale leva per future collaborazioni industriali.

UniCredit UCG gioca contemporaneamente tre partite nel risiko finanziario europeo e italiano e lo fa forte di una capitalizzazione superiore a 120 miliardi di euro. Alla chiusura della seduta del 18 giugno, il titolo quotava 80,61 euro, con un rialzo del 28,0% negli ultimi tre mesi e del 48,7% nell’ultimo anno. Sul tavolo ci sono tre fronti caldi: la conquista del controllo di Commerzbank CBK, il possibile ruolo nella nuova fase del consolidamento bancario italiano e il rafforzamento della partecipazione in Generali G. Tre partite che procedono con tempi diversi e che potrebbero incidere in misura significativa sulle prospettive di crescita del gruppo.

Commerzbank resta il dossier principale: prossima scadenza il 3 luglio

Il primo round dell’offerta pubblica di scambio (OPS) su Commerzbank si è concluso il 16 giugno. UniCredit ha raccolto adesioni pari al 12,41% del capitale; considerando anche la quota già detenuta e gli strumenti derivati, la partecipazione può arrivare al 42,40% del capitale (44,20% escludendo le azioni proprie). Il secondo periodo di adesione si aprirà dal 20 giugno al 3 luglio, mentre i risultati definitivi saranno annunciati l’8 luglio. L’eventuale integrazione industriale, secondo la roadmap della banca, non potrebbe comunque avvenire prima del 2029.

Il percorso resta complesso. Berlino ha ribadito la propria contrarietà all’operazione, giudicando il corrispettivo insufficiente e definendo «aggressivo» l’approccio della banca italiana, confermando il sostegno all’indipendenza di Commerzbank.

Il mercato continua a credere nella campagna tedesca

Nonostante la posizione del governo tedesco, Michael Field, chief european market strategist di Morningstar, ritiene che il comportamento del mercato racconti una storia diversa. «Gli investitori - spiega Field - ritengono chiaramente positiva questa operazione per UniCredit, come dimostra il rialzo di oltre il 10% registrato dal titolo nell’ultima settimana. Parte di questa performance è legata anche all’upgrade del titolo da parte di Bank of America. Il fatto che le azioni non siano scese dopo la notizia del rigetto dell’operazione da parte del governo tedesco suggerisce che il mercato continui a ritenere possibile che l’operazione venga alla fine approvata o, quantomeno, che UniCredit riesca nel tempo a costruire una partecipazione di maggioranza in Commerzbank».

Il 16 giugno BofA Global Research ha alzato target price di UniCredit a 100 euro da 92.

Quali sono le altre opzioni strategiche per UniCredit?

Barclays mantiene una visione positiva sul titolo con raccomandazione «overweight» e prezzo obiettivo di 82,40 euro.

Secondo gli analisti, UniCredit dispone ancora di un’ampia opzionalità strategica. Nei prossimi sei-dodici mesi dovrà ottenere le autorizzazioni delle autorità competenti per Commerzbank, mentre un’integrazione completa richiederà tempi più lunghi. Nel frattempo il gruppo potrebbe comunque valutare operazioni di consolidamento in Italia attraverso scambi azionari o con il supporto di partner finanziari, seguendo schemi simili ad altre recenti operazioni del settore.

Il risiko bancario resta aperto in Italia per UniCredit

Accanto al dossier tedesco, UniCredit rimane uno dei principali attori del consolidamento bancario italiano.

Da un lato il mercato guarda alle possibili evoluzioni della nuova fase del risiko innescata dall’operazione Intesa Sanpaolo ISP-Banca MPS BMPS; dall’altro prende forma un nuovo dossier legato a Generali.

Secondo Barclays, durante la fase autorizzativa di Commerzbank la flessibilità patrimoniale della banca sarà più limitata per operazioni cash, ma ciò non esclude possibili iniziative in Italia attraverso operazioni carta contro carta o con il coinvolgimento di partner. Gli analisti ritengono inoltre che saranno determinanti i rapporti con gli azionisti dei potenziali target e con il Governo, in un contesto in cui gran parte del sistema bancario italiano è già coinvolto in operazioni di consolidamento.

Generali, una partita ancora agli inizi?

Secondo indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, UniCredit avrebbe intanto sondato Delfin per valutare la possibilità di acquisire il 10,15% detenuto in Generali attraverso uno scambio azionario.

Ai valori di mercato attuali, l’operazione porterebbe Delfin a detenere oltre il 5% di UniCredit, diventandone il primo azionista con circa l’8%, mentre la banca salirebbe a oltre il 19% del capitale di Generali.

Le prime valutazioni della holding della famiglia Del Vecchio avrebbero però portato a respingere l’ipotesi, ritenendo preferibile mantenere una posizione di liquidità. Non è tuttavia chiaro se il dialogo sia stato definitivamente interrotto oppure soltanto rinviato.

Equita SIM, che mantiene su UniCredit la raccomandazione «buy» con target price di 87,50 euro, ricorda che la banca non avrebbe ancora presentato all’Ivass, l’istituto di vigilanza suelle assicurazioni, la richiesta per superare il 10% del capitale di Generali. Secondo gli analisti, UniCredit aveva già manifestato l’intenzione di avviare interlocuzioni con il gruppo assicurativo per valutare possibili collaborazioni sia nel business assicurativo sia nell’asset management.

Un eventuale incremento della partecipazione, conclude Equita SIM, potrebbe quindi essere interpretato come uno strumento per tutelare future partnership industriali, soprattutto qualora, a seguito dell’offerta su MPS, Intesa Sanpaolo diventasse azionista di Generali con una quota pari al 13,20%.

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