Trimestrale UniCredit: investitori in cerca di chiarimenti sui numeri e di novità su Commerzbank

Anche se la trattativa per l’acquisizione della banca tedesca continua a dominare la discussione, il suo impatto sui risultati resta limitato.

The logo of UniCredit stands on the facade of the group headquarters.
Emanuele Cremaschi per Getty

UniCredit pubblicherà i conti del primo trimestre il prossimo 5 maggio. Ecco il parere di Morningstar su cosa aspettarsi dalla trimestrale dell’azienda.

Metriche chiave di Morningstar per UniCredit

UniCredit pubblicherà i risultati del primo trimestre 2026 il prossimo 5 maggio e, sebbene ci aspettiamo che la lunga trattativa per l’acquisizione di Commerzbank continui a dominare la discussione, questa avrà comunque un impatto relativamente limitato sui risultati.

La banca ha terminato il 2025 con utili record pari a 10,6 miliardi di euro e ha un nuovo ambizioso piano quinquennale che punta a un utile netto di 13 miliardi di euro entro il 2028 e a un ritorno sul patrimonio netto tangibile del 25% entro il 2030. In occasione della presentazione dei risultati del quarto trimestre 2025, il management aveva annunciato una crescita sequenziale del margine di interesse netto nella prima metà del 2026, segnando la fine del ciclo di compressione dei tassi che ha ridotto i ricavi di oltre 1 miliardo di euro nel 2025.

L’Italia, motore della crescita del gruppo e che rappresenta il 44% dell’utile netto complessivo, ha già mostrato un’accelerazione del margine di interesse netto nel quarto trimestre. I ricavi da commissioni e assicurazioni sono cresciuti del 6-8% e dovrebbero mantenersi su questi livelli nel trimestre, sebbene la volatilità del mercato innescata dalle tensioni in Medio Oriente abbia pesato sui mercati azionari e sul sentiment degli investitori nel periodo, creando qualche ostacolo ai flussi di prodotti di investimento e alle commissioni di performance. I dati sui flussi di Morningstar suggeriscono che gli asset manager europei hanno subito deflussi significativi a marzo, e UniCredit non fa eccezione.

Commerzbank e gli scenari possibili

Il 16 marzo 2026 UniCredit ha lanciato un’offerta pubblica volontaria di scambio per tutte le azioni di Commerzbank, con un periodo di adesione che si apre a inizio maggio e si chiude a giugno. Il management ha delineato due scenari: o l’adesione rimane bassa e UniCredit non detiene il controllo, tornando allo status quo con la partecipazione contabilizzata in patrimonio netto che genera un rendimento di circa il 20%; oppure l’adesione è sufficiente a raggiungere un livello di controllo tale da consentirle di definire la propria strategia per Commerzbank. Data l’assenza di un premio nell’offerta attuale, prevediamo una bassa adesione e riteniamo improbabile il raggiungimento del pieno controllo.

UniCredit inizia il 2026 con 1,7 miliardi di euro di riserve intatte e una base di costi prevista in calo dell’1% annuo fino al 2028. È improbabile che un singolo trimestre possa alterare questi parametri. La questione più importante, in prospettiva, riguarda l’impatto di un’escalation del conflitto in Medio Oriente sulla qualità del credito alle imprese italiane e tedesche per il resto dell’anno. Secondo quanto dichiarato dal management, meno del 5% dei prestiti di UniCredit è destinato a settori ad alta intensità energetica o direttamente interessati dal conflitto.

Tuttavia, il protrarsi delle tensioni in Medio Oriente, la volatilità dei prezzi dell’energia e il rallentamento della crescita tedesca rappresentano rischi che richiederanno approfondimenti durante la conference call, soprattutto considerando la progressiva riduzione delle attività in Russia, che comporterà un impatto negativo di 600-700 milioni di euro sugli utili nel 2026, un onere che, a detta del management, è già stato assorbito.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.