Metriche chiave di Morningstar per Generali
- : EUR 36Fair value estimate
- : ★★★Morningstar Rating
- : NessunoEconomic Moat
- : MedioMorningstar Uncertainty Rating
Il commento alla trimestrale di Generali
Nel primo trimestre del 2026, Generali ha registrato una crescita dell’8,1% dell’utile operativo. Tale risultato è stato trainato prevalentemente dal ramo vita e dal segmento dell’asset management.
Perché è importante: il risultato operativo del primo trimestre 2026, pari a 2,2 miliardi di euro, colloca l’azienda al di sopra delle nostre previsioni per l’intero anno ed è leggermente superiore alle guidance della società.
- Nel ramo vita, l’utile operativo è aumentato di quasi il 10%. Crediamo che l’aumento dei tassi di interesse abbia portato a una forte crescita dei premi lordi del risparmio tradizionale, in particolare in Asia. L’azienda ha registrato una crescita molto più contenuta nei prodotti di protezione, ibridi e unit-linked.
- Il risultato operativo del ramo danni non ha subito variazioni significative, poiché il combined ratio è peggiorato di quasi 1 punto percentuale. Ciò è dovuto a una combinazione di un peggioramento di 40 punti base dell’expence ratio e di un sorprendente peggioramento di 4,2 punti percentuali dell’impatto delle catastrofi naturali.
Conclusione: manteniamo la nostra stima del fair value a 36 euro per azione. Alle attuali quotazioni di mercato, il titolo Generali risulta scambiato in linea con la nostra valutazione.
- Il risultato operativo del settore asset e wealth management, pari a 314 milioni di euro, è in crescita di quasi il 16%. Per l’asset management, ciò è stato favorito principalmente dal consolidamento di MGG Investment Group e dalla disciplina nella gestione delle spese. I migliori risultati di Banca Generali riflettono commissioni di performance più elevate.
- Diversamente da quanto osservato nei conti di altre compagnie assicurative, i risultati del ramo danni risentono degli effetti di un evento di grande portata. Riteniamo che ciò indichi che Generali sia leggermente indietro rispetto ai suoi competitor nelle operazioni di riassicurazione e nella gestione del downside risk.

