Technoprobe, la big tech italiana dell’IA è salita del 152% nel 2026: dove può arrivare il titolo?

La crescita dell’intelligenza artificiale continua a spingere risultati, guidance e investimenti in nuova capacità produttiva, mentre gli analisti alzano aspettative e target price.

An illustration showing a close-up semiconductor chip connected to other semiconductor components, illustrating its integration in AI technology

Punti chiave

  • Technoprobe ha raggiunto una capitalizzazione superiore ai 20 miliardi di euro dopo un rialzo del 152,6% da inizio anno.
  • L’IA genera oltre il 50% delle vendite e la società ha aumentato gli investimenti per portare la capacità di fatturato annua, Cina esclusa, a 1,6 miliardi di euro entro il primo trimestre 2027.
  • Dopo i risultati del secondo trimestre gli analisti hanno nuovamente aumentato le stime e il target price.

La società tecnologica italiana Technoprobe TPRO è tra i protagonisti assoluti dell’ultimo anno di Borsa Italiana. La capitalizzazione vale oltre 20 miliardi di euro, sostenuta anche dall’ultimo scatto rialzista seguito alla pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2026.

Il titolo ha chiuso la seduta del 13 agosto a 30,82 euro, portando la performance da inizio anno al 152,6% e quella degli ultimi dodici mesi al 386,9%. Una corsa alimentata soprattutto dall’esposizione al boom dell’intelligenza artificiale, che si sta traducendo in una forte accelerazione dei risultati economici e delle aspettative future dei conti.

Technoprobe è infatti uno dei leader nelle probe card avanzate, dispositivi altamente tecnologici utilizzati per testare il funzionamento dei chip durante il processo produttivo. Un posizionamento che la colloca nel cuore della filiera dei semiconduttori e, sempre di più, dell’infrastruttura necessaria allo sviluppo dell’IA.

Dopo una crescita così impetuosa e una capitalizzazione che colloca ormai Technoprobe tra le blue chip di Piazza Affari, la questione per gli investitori diventa quindi quanto spazio possa rimanere per un ulteriore apprezzamento del titolo.

Quanto l’IA può ancora contribuire alla crescita di Technoprobe?

Il principale motore della crescita resta l’intelligenza artificiale, che nel primo semestre 2026 ha generato oltre il 50% delle vendite, rispetto al 38% dell’intero 2025.

La combinazione tra accelerazione dei volumi dei clienti e crescente complessità dei test sui semiconduttori sta generando una domanda particolarmente forte, in un contesto nel quale la capacità produttiva rimane limitata. Nel secondo semestre la società prevede un andamento maggiormente concentrato nel terzo trimestre, mentre il quarto potrebbe risentire del completamento di alcuni programmi dei principali clienti, destinati poi a ripartire nel primo trimestre 2027.

Technoprobe ha quindi deciso di accelerare gli investimenti. Il piano di capex (spese per investimenti in beni e attività destinati a sostenere la capacità produttiva nel medio-lungo periodo) fino al primo trimestre 2027 è stato portato da 250 a 350 milioni di euro, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di fatturato annualizzata, esclusa la Cina, di 1,6 miliardi rispetto agli 1,4 miliardi precedentemente previsti. Grazie alla maggiore automazione, il management stima un payback di circa un anno sugli investimenti aggiuntivi.

Ma l’espansione non dovrebbe fermarsi qui: la società ha già anticipato ulteriori investimenti nel corso del 2027.

Tra i nuovi mercati resta inoltre confermato l’interesse per le HBM, le memorie avanzate utilizzate nelle applicazioni IA, mentre gli ASIC (chip personalizzati) sviluppati dagli hyperscaler sono indicati come un importante driver per il 2027. Più lontano appare invece, almeno per il momento, il contributo del silicon photonics (fotonica del silicio).

In una recente analisi, Berenberg nel confermare il giudizio “hold”, aumentando però il target price da 28 a 34 euro, ha tenuto a sottolineare che Technoprobe continua a superare le aspettative grazie soprattutto all’incremento della domanda collegata all’intelligenza artificiale.

I risultati di TSMC sostengono le aspettive su Technoprobe

Un altro elemento importante per valutare le prospettive della società arriva dall’andamento di TSMC, principale foundry globale e produttore dei chip progettati da alcuni dei maggiori protagonisti dell’IA.

A luglio TSMC ha registrato ricavi per 468 miliardi di dollari taiwanesi, circa 14,6 miliardi di dollari, in aumento del 45% su base annua e del 6% rispetto al mese precedente. Il segmento High Performance Computing, che comprende la produzione destinata ai player dell’intelligenza artificiale, resta uno dei principali motori della crescita.

Il dato assume particolare rilevanza per Technoprobe, come spiegato da Equita SIM: TSMC rappresenta infatti il primo cliente della società italiana, con un’esposizione complessiva stimata superiore al 70% considerando vendite dirette e indirette. Gli analisti stimano per Technoprobe una crescita dei ricavi del 70% nel 2026, del 50% nel 2027 e del 21% nel 2028, con il peso dell’IA destinato a passare dal 65% delle vendite nel 2026 all’80% nel 2028.

Technoprobe si espande sul mercato cinese

Un’ulteriore direttrice di crescita è rappresentata dalla Cina, dove Technoprobe sta lanciando il sub-brand Nexprobe, dedicato specificamente al mercato locale delle probe card. La società sta inoltre avviando un secondo stabilimento produttivo a Suzhou per rafforzare la presenza sul territorio, ridurre i tempi di consegna e fornire supporto diretto ai clienti cinesi del settore dei semiconduttori.

Nexprobe utilizzerà le tecnologie proprietarie e il portafoglio brevetti del gruppo, integrandoli con capacità produttive e competenze applicative locali.

Il contributo della Cina ai risultati dovrebbe iniziare a diventare significativo dal 2027, con ricavi attesi a 30 milioni di euro, per salire a 78 milioni e raggiungere progressivamente circa 100 milioni nel 2029-2030.

Come è stata la trimestrale di Technoprobe?

A spiegare l’ultima accelerazione del titolo sono soprattutto i numeri del secondo trimestre. Technoprobe ha registrato vendite per 277 milioni di euro, in crescita del 64% su base annua e del 48% rispetto al trimestre precedente, contro attese per 266 milioni. Il gross margin ha raggiunto il 57%, rispetto al 55% previsto e al 49% del primo trimestre, mentre l’Ebitda margin è salito al 49%, contro attese del 45% e il 37% dei primi tre mesi dell’anno.

Ancora più forti le indicazioni sul terzo trimestre: la società prevede vendite per 314 milioni di euro, in crescita del 123% su base annua e del 13% sequenziale, contro aspettative per 270 milioni. Il gross margin è indicato al 61,5% e l’Ebitda margin al 52%.

Dove possono arrivare le azioni Technoprobe?

La forza del business ha portato Technoprobe ad alzare anche gli obiettivi per l’intero 2026. La guidance indica ora ricavi compresi tra 1,05 e 1,10 miliardi di euro, con un valore centrale di circa 1,075 miliardi, mentre l’Ebitda margin è atteso tra il 46% e il 48%, rispetto al precedente 45%.

Il mercato guarda però già oltre il 2026. L’aumento della capacità produttiva e gli ulteriori investimenti annunciati hanno spinto verso l’alto anche le stime per il 2027 e il 2028.

Berenberg ha aumentato le previsioni sull’EPS (utile per azione) del 20% per il 2026 e del 22% per il 2027. Gli analisti si collocano addirittura sopra la guidance societaria per l’esercizio in corso, stimando ricavi per 1,16 miliardi di euro ed Ebitda di circa 563 milioni, con un margine del 48,5%.

UBS ha alzato il target price da 36 a 41 euro, confermando il giudizio “buy”, dopo aver incrementato del 22% le stime di Ebitda per il periodo 2026-2030 grazie alla nuova guidance e alla maggiore fiducia sulla crescita di medio termine.

Mediobanca Research mantiene invece un approccio più prudente: ha aumentato il prezzo obiettivo da 18,50 a 24,60 euro, confermando il giudizio “neutral”, pur rivedendo al rialzo del 13% le stime sui ricavi 2026-2028 e di circa il 25% quelle sull’EPS.

A giugno, BofA aveva già portato il target price da 38 a 44 euro, mantenendo il giudizio “buy”, mentre Intesa Sanpaolo aveva aumentato il proprio obiettivo da 30 a 40 euro, ribadendo il giudizio “buy”.

Technoprobe, i multipli sono elevati?

La crescita attesa ha inevitabilmente portato anche a multipli elevati. Secondo le stime di Equita SIM, Technoprobe tratta a circa 23 volte l’EV/Ebitda 2027 e 18 volte quello del 2028, dati che si confrontano con quelli di 24 e 20 volte del concorrente americano FormFactor. Il P/E depurato dalla cassa è invece stimato a 35 volte per il 2027 e 27 volte per il 2028.

Gli analisti continuano comunque a considerare Technoprobe uno dei titoli privilegiati per ottenere esposizione al boom dell’intelligenza artificiale. Hanno nuovamente aumentato le stime e ritengono possibili ulteriori revisioni positive, considerando che nel 2027 l’AI potrebbe rappresentare circa il 75% del fatturato.

La società è infatti esposta al tema attraverso molteplici direttrici: GPU, memorie HBM avanzate, acceleratori AI sviluppati dagli hyperscaler e, in prospettiva, silicon photonics. Equita conferma quindi il giudizio “buy” con target price di 40 euro.

Il rally può continuare?

Dopo un +138% dall’inizio dell’anno e oltre il +360% in dodici mesi, il mercato ha già incorporato una parte importante delle prospettive di crescita di Technoprobe. Ma l’ultimo trimestre ha mostrato come, almeno finora, anche le aspettative degli analisti abbiano continuato a rincorrere verso l’alto i risultati e le indicazioni del management.

La possibilità che il rally possa proseguire dipenderà quindi sempre più dalla capacità di Technoprobe di trasformare l’eccezionale domanda legata all’IA in crescita effettiva della capacità produttiva, ricavi e margini.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.