Quale futuro per Banca MPS tra trimestrale in arrivo e sfida dell’Opas Intesa Sanpaolo

Gli analisti si aspettano una trimestrale solida e nuove indicazioni sul futuro dell’istituto, mentre prosegue il confronto strategico con Intesa Sanpaolo.

Una veduta di una filiale della banca “Monte dei Paschi di Siena” a Milano, in Italia.
Luca Bruno per AP

Punti chiave

  • Venerdì 7 agosto alle ore 9:00 Monte dei Paschi di Siena presenterà i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026.
  • Intermonte ed Equita SIM si attendono risultati in linea con la guidance 2026 e continuano a confermare giudizi positivi sul titolo.
  • Il mercato guarda anche alle possibili evoluzioni dell’Opas di Intesa Sanpaolo e alle alternative strategiche allo studio del management.

Monte dei Paschi di Siena BMPS presenterà venerdì 7 agosto alle 9:00 i risultati del secondo trimestre e del primo semestre 2026. L’appuntamento arriva in un momento particolarmente delicato per l’istituto, con il mercato chiamato a valutare sia la capacità della banca di confermare il percorso di crescita sia le possibili evoluzioni dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo ISP.

Il titolo Banca MPS ha chiuso la seduta di venerdì 31 luglio a 11,57 euro, con un rialzo del 36,12% da inizio anno, per una capitalizzazione pari a 35,11 miliardi di euro.

Secondo un’analisi firmata Barclays rilasciata alla vigilia della stagione delle trimestrali degli istituti di credito italiani, la banca senese potrebbe distinguersi nella stagione delle trimestrali registrando la crescita più sostenuta delle commissioni tra tutte le banche, favorita anche dal confronto con un primo trimestre particolarmente debole. Considerando complessivamente margine di interesse, commissioni e principali voci operative, Barclays ritiene che Monte dei Paschi possa quindi presentare la migliore performance del trimestre tra le banche italiane.

Attesi risultati trimestrali solidi

Gli analisti di Intermonte, nel confermare il giudizio “buy” e il target price di 11 euro, hanno scritto di attendersi risultati solidi e coerenti con la guidance 2026, che prevede un utile ante imposte superiore a 3,50 miliardi di euro. Secondo Intermonte, tuttavia, l’attenzione del mercato sarà concentrata soprattutto su eventuali indicazioni riguardanti l’offerta di Intesa Sanpaolo e le tempistiche dell’integrazione con Mediobanca MB.

Anche Equita SIM, posizionata sul titolo BMPS con giudizio “buy” e target price 11,80 euro, si aspetta una trimestrale in continuità con il primo trimestre e allineata agli obiettivi annuali. Sul perimetro Monte dei Paschi, al netto di Mediobanca, Equita SIM stima un margine di interesse pari a 558 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua, sostenuto dall’evoluzione dei tassi di interesse e dal buon andamento delle nuove erogazioni. Le commissioni sono attese in aumento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La SIM prevede inoltre ricavi complessivi pari a 1,055 miliardi di euro (+2% sul trimestre precedente e +1% su base annua), un utile operativo di 582 milioni (+4% rispetto al primo trimestre e +1% su base annua) e rettifiche su crediti per 72 milioni di euro, corrispondenti a un costo del rischio di 35 punti base. Per Mediobanca gli analisti si attendono invece il proseguimento della graduale normalizzazione operativa già osservata nel primo trimestre.

Anche Barclays ritiene che il secondo trimestre possa segnare un recupero operativo sia per Mediobanca sia per il perimetro storico di Monte dei Paschi. Secondo i suoi esperti, tuttavia, il principale fattore destinato a guidare l’andamento del titolo continuerà a essere l’evoluzione delle operazioni di M&A.

Sfuma l’ipotesi Banco BPM

Sul fronte del consolidamento bancario che ruota attorno a Banca MPS, negli ultimi giorni è definitivamente tramontata l’ipotesi di una business combination tra Banco BPM BAMI e Monte dei Paschi.

Il consiglio di amministrazione di Banco BPM ha infatti deliberato all’unanimità di interrompere le interlocuzioni, ritenendo che non si fossero create le condizioni per raggiungere un accordo condiviso. Nella stessa giornata, Credit Agricole ACA, primo azionista di Banco BPM con una partecipazione del 29,3%, ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun progetto concreto di aggregazione, evidenziando inoltre come qualsiasi operazione straordinaria richiederebbe necessariamente il proprio consenso.

Monte dei Paschi ha preso atto della decisione, ribadendo la validità del piano strategico 2026-2030, la logica industriale dietro l’integrazione con Mediobanca e la solidità della propria posizione patrimoniale.

Nel frattempo l’amministratore delegato di Banca MPS, Luigi Lovaglio, in un’intervista al New York Times, ha criticato l’ipotesi di smembramento dell’istituto senese attraverso l’offerta di Intesa Sanpaolo, sottolineando come la banca fosse ancora nel pieno del proprio percorso di ristrutturazione.

Quali alternative strategiche per Banca MPS?

Allo studio di Monte dei Paschi ci sarebbero diverse possibili alternative strategiche all’Opas di Intesa Sanpaolo: dalla distribuzione straordinaria dell’excess capital che è di circa 2,5 miliardi da sottoporre agli azionisti a una possibile valorizzazione della partecipazione detenuta in Generali, fino all’individuazione di un gradito partner bancario in ottica M&A.

Equita SIM, che dichiara di svolgere o aver svolto negli ultimi dodici mesi il ruolo di consulente finanziario di Intesa Sanpaolo nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto e/o scambio, ha valutato alcune delle opzioni.

L’ipotesi di una possibile valorizzazione della partecipazione detenuta in Generali G, per Equita SIM rappresenta una soluzione che presenta rilevanti criticità operative, regolamentari e di mercato, sia per la necessità dell’approvazione degli azionisti di Monte dei Paschi sia per l’individuazione di un acquirente di una partecipazione strategica.

Il Financial Times ha inoltre ipotizzato un’eventuale acquisizione da parte di Banca MPS di Banco BPM mediante un’offerta carta contro carta subordinata a un’intesa con Credit Agricole. Anche questo scenario viene giudicato da Equita SIM di difficile realizzazione, sia per la necessità di raggiungere un accordo con il principale azionista di Banco BPM sia per gli aspetti legati alla governance e all’approvazione dell’assemblea straordinaria di Monte dei Paschi.

L’Opas entra nella fase decisiva

In attesa di conoscere le contromosse di Banca MPS, l’offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,60 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo è in pieno sviluppo ed è ora all’esame delle varie autorità competenti. A settembre gli azionisti di Intesa Sanpaolo saranno chiamati ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’operazione, mentre l’avvio delle adesioni è previsto tra novembre e dicembre, con completamento dell’operazione entro la fine dell’anno.

Secondo il piano industriale presentato da Intesa Sanpaolo, il nuovo gruppo raggiungerebbe attività complessive per circa 1.192 miliardi di euro, ricavi pro forma pari a 34,8 miliardi e un utile netto di circa 12 miliardi di euro sui dati 2025, destinato a superare i 16 miliardi entro il 2029 grazie a sinergie annue ante imposte per 2,9 miliardi di euro.

Il progetto prevede inoltre una distribuzione complessiva agli azionisti di 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029, sostenuta dall’integrazione delle attività di wealth management, private banking e assicurative e da un incremento dell’utile e del dividendo per azione di circa l’8% già a partire dal 2026.

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