Punti chiave
- Sono 26 i titoli di Piazza Affari che a giugno staccheranno cedola.
- I settori maggiormente interessati sono quello industriale, con Leonardo, e delle utility, con Hera, Snam e Terna.
- Tra le altre blue chip interessate dall’ultima tornata di dividendi ci sono STM e Poste Italiane.
Per gli amanti delle cedole, la data da segnare in calendario è il 22 giugno, quando numerose blue chip di Piazza Affari staccheranno il dividendo, che si riferisce agli utili realizzati nel 2025. Dopo il D-Day del 18 maggio, in cui hanno staccato cedola 73 società quotate sui listini di Borsa Italiana, il prossimo mese toccherà a 26. Di queste, 17 appartengono ai settori beni industriali, beni di consumo ciclici e utility, che complessivamente pesano per il 40% della capitalizzazione di mercato del Morningstar Italy Index.
Leonardo, il dividendo aumenta del 21%
Il comparto manifatturiero è il più rappresentato in quest’ultima tornata di dividendi, con ben sette società che staccheranno cedola a giugno sulle 26 totali. Tra queste spicca Leonardo LDO, leader europea nel settore della difesa. Il 22 giugno l’azienda, forte di una crescita del fatturato e dell’utile operativo rispettivamente del 10,9% e del 18,2%, staccherà una cedola di 0,63 euro, in aumento del 21% rispetto allo scorso anno.
Tra i titoli mid e small cap del settore troviamo Emak EM, azienda produttrice di macchine per il giardinaggio, l’agricoltura e l’attività forestale, e Fnm FNM, azienda lombarda attiva nel comparto della mobilità integrata, che il primo giugno staccheranno una cedola rispettivamente di 0,03 e 0,023 euro, in entrambi i casi più alta del 20% rispetto a quella dello scorso anno. Più contenuto, invece, l’incremento del dividendo per Enav ENAV, +7% rispetto allo scorso anno.
I dividendi nei settori utility e beni di consumo
Tra le utility che staccheranno la cedola il 22 giugno ci sono Hera HER, Snam SRG e Terna TRN. Hera, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di elettricità e gas, pagherà un dividendo di 0,16 euro, in aumento del 6% rispetto allo scorso anno. Per Snam e Terna, i pagamenti che verranno corrisposti agli azionisti il prossimo 24 giungo sono relativi al saldo dei dividendi annuali (gli acconti sono stati pagati rispettivamente lo scorso gennaio e novembre). Snam pagherà a giugno 0,1813 euro per un totale di 0,3021, in aumento del 4% rispetto allo scorso anno. Terna distribuirà ai propri azionisti una cedola di 0,277 euro per un totale di 0,3962 euro, come lo scorso anno. Tra le atre aziende del settore utility, Acea ACE pagherà un dividendo ordinario di 0,95 euro, uguale a quello dello scorso anno, e uno straordinario di 0,25 per effetto della plusvalenza realizzata dalla cessione della rete in alta tensione a Terna.
All’interno dei titoli del comparto beni di consumo troviamo due società mid cap: Ovs OVS e Ferretti YACHT. La prima staccherà una cedola di 0,14 euro il prossimo 22 giugno, in aumento del 27% rispetto allo scorso anno. Nel caso della seconda, invece, il dividendo di 0,11 euro rappresenta un aumento del 10% rispetto a quello corrisposto nel 2025 e sarà staccato il 15 giugno.
STM mantiene invariato il dividendo, Poste italiane lo alza
A completare la lista delle blue chip che staccheranno cedola a giugno ci sono STMicroelectronics STMMI e Poste Italiane PST. La prima, che non viene da un anno positivo, con ricavi in calo dell’11% (anno/anno), ha mantenuto invariato l’ammontare del dividendo rispetto allo scorso anno, pari a 0,36 dollari diviso in quattro tranche da 0,09 dollari (quella di giugno sarà la prima).
Poste Italiane, che invece ha chiuso il 2025 con ricavi e utile operativo in crescita rispettivamente del 4,2% e del 9,6%, ha alzato la cedola del 15% rispetto a quella dello scorso anno, da 1,08 euro a 1,25. Il pagamento di 0,85 euro, previsto il prossimo 24 giugno, si riferisce al saldo del dividendo che segue all’acconto di 0,4 euro corrisposto lo scorso novembre.
Cosa sono i dividendi e come funzionano
I dividendi sono la parte degli utili di esercizio che l’azienda decide di distribuire ai propri azionisti. La proposta di distribuzione del dividendo viene formulata dal consiglio di amministrazione e approvata dall’assemblea degli azionisti.
La somma che l’azionista percepisce sotto forma di dividendo dipende dal numero di azioni possedute. Ad esempio, se la cedola è di 1 euro e si posseggono dieci azioni, il totale sarà di 10 euro. Il dividendo è solitamente pagato in contanti, ma può essere distribuito anche sotto forma di titoli azionari e si riferisce agli utili realizzati nell’esercizio precedente.
Hanno diritto alla cedola gli investitori che sono in possesso del titolo prima del giorno di stacco. Inoltre, dato che il prezzo dell’azione comprende anche gli utili, nel giorno di stacco il prezzo viene decurtato di un importo pari al dividendo. Si dice che il titolo quota ex-dividendo.
Il giorno del pagamento della cedola è il giorno in cui il dividendo viene accreditato sul conto dell’investitore, solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco.
I dividendi sono tassati con un’aliquota del 26%, come le altre rendite finanziarie, eccetto i titoli di Stato (12,5%). La ritenuta è alla fonte, quindi le persone fisiche non devono riportare nulla in dichiarazione dei redditi.

