Piazza Affari: i titoli che sono saliti e scesi di più nel secondo trimestre

Technoprobe e BFF giudano la classifica dei migliori con guadagni superiori al 100%. Leonardo e Fincantieri sono tra i titoli che hanno registrato le perdite maggiori.

Illustrazione collage di orologio con elementi grafici che puntano verso l'alto e verso il basso

Punti chiave

  • Piazza Affari ha sovraperformato la regione europea di quasi il 2,5% nel secondo trimestre 2026.
  • Il settore finanziario guida i rialzi grazie al riaccendersi del risiko bancario.
  • Ciononostante, Banca Ifis è il peggior titolo del secondo trimestre 2026 con una perdita del 35,03%.

Borsa Italiana ha chiuso il secondo trimestre in rialzo del 13,65%, il miglior risultato tra i principali listini azionari del Vecchio continente. Da inizio anno l’indice Morningstar Italy è salito del 10,56%, sovraperformando la regione europea di quasi il 2,5%.

Gli ultimi tre mesi sui mercati finanziari sono stati caratterizzati dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, allentatesi recentemente con i tentativi di intesa tra Stati Uniti e Iran, dal riaccendersi del risiko bancario in Italia dopo le offerte di Banco BPM BAMI e Intesa ISP a MPS BMPS, e dal sell-off che ha colpito i titoli legati all’IA. A Piazza Affari hanno brillato i titoli finanziari, male invece i titoli del settore della difesa.

I bancari guidano la classifica dai migliori titoli di Piazza Affari

Il settore finanziario, che pesa per quasi il 50% sulla capitalizzazione di mercato del benchmark, è stato quello che ha contribuito maggiormente alla performance del mercato italiano. Non stupisce quindi che tre dei cinque migliori titoli per rendimento nel secondo trimestre appartengano a questo comparto.

Il più performante tra i finanziari è stato BFF Bank BFF, che nel periodo considerato è salito del 113,61%. Quello di BFF è stato un vero e proprio rimbalzo dai minimi toccati a fine marzo, quando il titolo era precipitato in seguito ai provvedimenti presi da Banca d’Italia, che aveva deciso di procedere ad accertamenti ispettivi e di affiancare il Cda dell’azienda nel processo di risanamento del comparto del factoring. A spingere al rialzo le quotazioni della società italiana attiva nel business del factoring per il settore sanitario e della pubblica amministrazione sono stati il miglioramento dei conti e le voci relative all’interessamento ai suoi asset da parte di Banco BPM e Amco.

Per Monte dei Paschi e Mediobanca MD, presenti nella top 5 per rendimento nel secondo trimestre, uno dei principali driver di crescita del prezzo di mercato è stato il loro ruolo da protagoniste nella nuova fase di consolidamento bancario in Italia con le offerte alla banca senese – e di conseguenza a Mediobanca che è controllata da MPS – arrivate da parte di Banco BPM e di Intesa Sanpaolo ISP. L’attuale quotazione del titolo MPS è superiore al valore del gruppo finanziario riconosciuto dalla proposta di Intesa, a dimostrazione che il mercato valuta il premio offerto agli azionisti non sufficiente e che si aspetta un possibile rilancio da parte della banca torinese o l’interessamento da parte di altri soggetti.

Tuttavia, il titolo che ha performato meglio nel secondo quarter è stato Technoprobe TPRO che, spinto dal boom dell’intelligenza artificiale, è balzato del 144,40%. L’azienda italiana, che opera nella filiera produttiva dei chip sta beneficiando della forte crescita della domanda di microprocessori, spinta dagli investimenti nell’IA, che sta alimentando aspettative ottimistiche sui titoli maggiormente esposti a questo trend. Inoltre, l’azienda ha comunicato di aver anticipato al 2026 i target inizialmente previsti per il 2027, rivedendoli anche al rialzo e questo ha convinto molti analisti ad alzare il prezzo obiettivo. Secondo il consensus di FactSet il target price mediano è di 38,50 euro.

Il titolo Salvatore Ferragamo SFER, che si posiziona al quarto posto della classifica per rendimento nel secondo trimestre con un +57,94%, ha beneficiato di un buyback del valore di 53 milioni di euro iniziato a maggio scorso e del giudizio favorevole sul titolo da parte degli analisti di Bnp Paribas, che hanno confermato la raccomandazione di outperform sulla base della previsione di un miglioramento delle vendite nel secondo trimestre.

Titoli della difesa in diffoltà

Nel secondo trimestre hanno invece sofferto i titoli della difesa, vittime delle prese di profitto che stanno riguardando il comparto a livello europeo nel 2026.

Fincantieri FCT ha registrato un calo del 23,93% tra aprile e giugno e ora è scambiata a prezzi del 63,66% inferiori al suo ultimo massimo raggiunto l’8 ottobre 2025. Il titolo è valutato con un Morningstar Rating di 5 stelle ed è scontato del 45% rispetto al fair value di 18,00 euro. Leonardo LDO è scesa del 18,07% nel secondo trimestre. Il titolo è scambiato ora a prezzi del 29,18% inferiori all’ultimo massimo raggiunto il 12 marzo 2026 e del 31% più bassi rispetto al fair value di 68 euro. Per questa ragione Leonardo è valutata con un Morningstar Rating di 4 stelle.

Il titolo italiano peggiore nel secondo trimestre è stato però Banca Ifis IF, che ha registrato un calo del 35,03% nel secondo trimestre e del 54,15% rispetto al suo ultimo massimo raggiunto il 5 febbraio 2026. Le vendite sul titolo si sono concentrate il 26 giugno scorso, all’indomani della nota dell’azienda nella quale annunciava un profit warning per il 2026, la vendita del business dei crediti deteriorati e extra accantonamenti per altri 70 milioni.

Dopo un avvio di 2026 molto negativo, Stellantis STLAM si conferma nel secondo quarter tra i peggiori titoli di Piazza Affari con una perdita del 17,88%. Ora il titolo è scambiato a prezzi del 52,59% inferiori rispetto all’ultimo massimo raggiunto il 5 dicembre 2025 e del 59% rispetto al fair value di 12,20 euro. Nonostante i segnali di miglioramento emersi dai conti del primo trimestre, secondo gli analisti i numeri relativi ai margini di profitto farebbero pensare a una fase di transizione verso una normalizzazione della redditività più lunga del previsto.

Eni ENI ha ceduto il 16,09% nel secondo trimestre e ora è scambiato in linea con il fair value di 20,90 euro. A pesare sulla valutazione di mercato del titolo è stata la cattiva intonazione del settore energetico prodotta dalla contrazione del prezzo del petrolio seguito alla tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.