Banca Monte dei Paschi di Siena BMPS ha fatto sapere venerdì che il consiglio di amministrazione ha approvato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco BPM BAMI e Banca Generali BGN, per un corrispettivo di circa 25,3 miliardi di euro e 8,7 miliardi di euro rispettivamente.
Per Banco BPM, MPS offre 1,567 nuove azioni MPS per ogni azione Banco BPM, per un valore implicito di 16,729 euro per azione e senza premio rispetto al prezzo ufficiale del 19 agosto, tenendo conto della distribuzione straordinaria prevista da MPS.
Per Banca Generali, invece, il rapporto di concambio è di 6,958 nuove azioni MPS per ogni azione Banca Generali, pari a 74,284 euro per azione, con un premio del 10% rispetto al prezzo ufficiale del 19 agosto, sempre considerando la distribuzione straordinaria.
Contestualmente, MPS proporrà all’assemblea del 29 ottobre una distribuzione straordinaria complessiva agli azionisti MPS di 4 miliardi di euro, pari a 1,208 euro per azione. Di questi, 1 miliardo di euro sarà distribuito in contanti, mentre circa 3 miliardi di euro in azioni Assicurazioni Generali G detenute da MPS attraverso Mediobanca MB.
Quali sono i prossimi passi dopo l’OPS di Banca MPS
Le due OPS e la distribuzione straordinaria saranno sottoposte all’approvazione degli azionisti MPS, insieme alle deleghe per gli aumenti di capitale necessari a servizio delle offerte. Le operazioni sono inoltre subordinate alle autorizzazioni regolamentari e alle altre condizioni previste.
MPS punta così alla creazione di un nuovo gruppo bancario nazionale, si legge nel comunicato, che integrerebbe le attività di MPS, Mediobanca, Banco BPM e Banca Generali, con un attivo pro forma di circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi, raccolta diretta pari a 315 miliardi e total financial assets pari a 810 miliardi, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025.
“Un’opzione attrattiva per gli azionisti MPS, che preserva l’integrità del valore di MPS e del suo marchio storico e prosegue il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni”, si legge nel comunicato. In caso di adesione integrale a entrambe le offerte e considerando la fusione di Mediobanca in MPS, gli attuali azionisti MPS deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, quelli di Banco BPM il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%.
Secondo MPS, le operazioni genererebbero circa 2,6 miliardi di euro di sinergie annue pre-tax a regime, a fronte di costi di integrazione una tantum per circa 2,5 miliardi di euro. Il gruppo combinato avrebbe un cost/income ratio di circa il 36% - contro il 46% di MPS stand-alone - e un rendimento del patrimonio netto tangibile superiore al 19% nel 2029 dal 13%.
L’operazione dovrebbe inoltre produrre una crescita dell’EPS 2028 di circa l’11%. Il CET1 ratio pro-forma è atteso sopra il 13% per il periodo 2026-2030 e, nell’ipotesi del riconoscimento del trattamento del Danish Compromise, dovrebbe superare il 15% al 2028, scrive MPS nella nota.
MPS prevede che il perfezionamento delle offerte possa avvenire entro metà febbraio 2027. Ciascuna OPS è subordinata, tra l’altro, al raggiungimento di un livello minimo di adesioni pari al 50% del capitale della società target più un’azione.
La doppia operazione si inserisce nel contesto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria annunciata da Intesa Sanpaolo ISP su MPS lo scorso 8 giugno. MPS sottoporrà quindi all’assemblea anche le operazioni necessarie alla luce dell’offerta di Intesa.
Chiara Bruschi, Alliance News reporter
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