MPS lancia OPS su BPM e Banca Generali

MPS prevede che il perfezionamento delle offerte possa avvenire entro metà febbraio 2027, ma dovrà passare vari iter autorizzativi.

Una veduta di una filiale della banca “Monte dei Paschi di Siena” a Milano, in Italia.
Luca Bruno per AP

Banca Monte dei Paschi di Siena BMPS ha fatto sapere venerdì che il consiglio di amministrazione ha approvato il lancio di due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele sulla totalità delle azioni ordinarie di Banco BPM BAMI e Banca Generali BGN, per un corrispettivo di circa 25,3 miliardi di euro e 8,7 miliardi di euro rispettivamente.

Per Banco BPM, MPS offre 1,567 nuove azioni MPS per ogni azione Banco BPM, per un valore implicito di 16,729 euro per azione e senza premio rispetto al prezzo ufficiale del 19 agosto, tenendo conto della distribuzione straordinaria prevista da MPS.

Per Banca Generali, invece, il rapporto di concambio è di 6,958 nuove azioni MPS per ogni azione Banca Generali, pari a 74,284 euro per azione, con un premio del 10% rispetto al prezzo ufficiale del 19 agosto, sempre considerando la distribuzione straordinaria.

Contestualmente, MPS proporrà all’assemblea del 29 ottobre una distribuzione straordinaria complessiva agli azionisti MPS di 4 miliardi di euro, pari a 1,208 euro per azione. Di questi, 1 miliardo di euro sarà distribuito in contanti, mentre circa 3 miliardi di euro in azioni Assicurazioni Generali G detenute da MPS attraverso Mediobanca MB.

Quali sono i prossimi passi dopo l’OPS di Banca MPS

Le due OPS e la distribuzione straordinaria saranno sottoposte all’approvazione degli azionisti MPS, insieme alle deleghe per gli aumenti di capitale necessari a servizio delle offerte. Le operazioni sono inoltre subordinate alle autorizzazioni regolamentari e alle altre condizioni previste.

MPS punta così alla creazione di un nuovo gruppo bancario nazionale, si legge nel comunicato, che integrerebbe le attività di MPS, Mediobanca, Banco BPM e Banca Generali, con un attivo pro forma di circa 466 miliardi di euro, impieghi alla clientela pari a 245 miliardi, raccolta diretta pari a 315 miliardi e total financial assets pari a 810 miliardi, sulla base dei dati al 31 dicembre 2025.

“Un’opzione attrattiva per gli azionisti MPS, che preserva l’integrità del valore di MPS e del suo marchio storico e prosegue il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni”, si legge nel comunicato. In caso di adesione integrale a entrambe le offerte e considerando la fusione di Mediobanca in MPS, gli attuali azionisti MPS deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, quelli di Banco BPM il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%.

Secondo MPS, le operazioni genererebbero circa 2,6 miliardi di euro di sinergie annue pre-tax a regime, a fronte di costi di integrazione una tantum per circa 2,5 miliardi di euro. Il gruppo combinato avrebbe un cost/income ratio di circa il 36% - contro il 46% di MPS stand-alone - e un rendimento del patrimonio netto tangibile superiore al 19% nel 2029 dal 13%.

L’operazione dovrebbe inoltre produrre una crescita dell’EPS 2028 di circa l’11%. Il CET1 ratio pro-forma è atteso sopra il 13% per il periodo 2026-2030 e, nell’ipotesi del riconoscimento del trattamento del Danish Compromise, dovrebbe superare il 15% al 2028, scrive MPS nella nota.

MPS prevede che il perfezionamento delle offerte possa avvenire entro metà febbraio 2027. Ciascuna OPS è subordinata, tra l’altro, al raggiungimento di un livello minimo di adesioni pari al 50% del capitale della società target più un’azione.

La doppia operazione si inserisce nel contesto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria annunciata da Intesa Sanpaolo ISP su MPS lo scorso 8 giugno. MPS sottoporrà quindi all’assemblea anche le operazioni necessarie alla luce dell’offerta di Intesa.

Chiara Bruschi, Alliance News reporter

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