MPS-Intesa, la partita si accende in Borsa dopo il cda Generali e le parole di Cimbri

Trieste apre alla valutazione dell’OPS su Banca Generali, mentre il presidente di Unipol chiarisce il ruolo centrale di Siena in caso di successo dell’offerta di Intesa Sanpaolo.

A general view shows the Generali Tower
Nicolò Campo/LightRocket per Getty

Punti chiave

  • Generali, azionista di controllo di Banca Generali, si è detta disponibile a valutare l’OPS lanciata da MPS, riconoscendo nella proposta la possibilità di una più ampia collaborazione industriale e nuove opportunità di crescita.
  • Carlo Cimbri, presidente di Unipol, ha chiarito che, in caso di successo dell’OPAS di Intesa Sanpaolo, MPS manterrebbe la propria identità e diventerebbe successivamente centrale nel nuovo polo bancario con BPER, con sede a Siena.
  • La Borsa ha reagito con rialzi diffusi tra i titoli coinvolti. Con due progetti industriali che acquistano maggiore concretezza, l’attenzione del mercato si sposta ora sulle posizioni di Crédit Agricole e degli altri azionisti decisivi.

Si infiamma in Borsa la partita tra Banca Monte dei Paschi di Siena BMPS e Intesa Sanpaolo ISP per il ruolo da protagonista nella nuova fase del risiko bancario italiano. A riaccendere il confronto sono state due novità: la disponibilità di Generali G a valutare l’offerta pubblica di scambio (OPS) di MPS su Banca Generali BGN, di cui la compagnia è azionista di controllo, e le dichiarazioni di Carlo Cimbri, presidente di Unipol UNI, che—in un’intervista al Sole 24 Ore—ha delineato con maggiore precisione il futuro della banca senese in caso di successo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) di Intesa.

Nelle prime ore di contrattazione della seduta di venerdì 28 agosto i titoli direttamente coinvolti hanno registrato rialzi diffusi, con incrementi superiori all’1% in particolare per Intesa Sanpaolo, MPS, Generali e Unipol. Più contenuti i movimenti di Banca Generali e Banco BPM.

Il mercato si trova così a valutare due progetti alternativi che nelle ultime ore hanno acquisito nuovi elementi di concretezza.

Generali apre alla valutazione dell’offerta di MPS

Il primo segnale è arrivato da Generali. Al termine del consiglio di amministrazione di giovedì, la compagnia assicurativa ha comunicato la propria disponibilità a valutare l’OPS promossa da MPS su Banca Generali, di cui detiene una partecipazione di controllo superiore al 50%.

È un passaggio particolarmente importante perché il sostegno di Generali rappresenta una condizione necessaria per portare avanti l’operazione pensata dall’amministratore delegato di Banca MPS, Luigi Lovaglio.

La compagnia con sede a Trieste ha evidenziato che la proposta di MPS prospetta una più ampia collaborazione industriale e nuove opportunità di crescita in aree strategicamente rilevanti per entrambe le società.

Generali ha quindi avviato l’analisi delle implicazioni commerciali ed economiche dell’operazione e del suo potenziale in termini di creazione di valore. Ha tuttavia precisato che l’iniziativa non è stata sollecitata né preventivamente concordata e che qualsiasi valutazione verrà effettuata seguendo le procedure previste per le operazioni con parti correlate.

L’apertura rappresenta il primo segnale di disponibilità a esaminare il progetto da parte di uno dei soggetti il cui orientamento può risultare determinante.

MPS ha infatti lanciato contemporaneamente due OPS interamente in azioni, su Banca Generali e Banco BPM BAMI, per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro. Le operazioni rappresentano il cuore del progetto alternativo elaborato dalla banca senese mentre è in corso l’OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS.

Il presidente di Unipol: MPS resterà una banca autonoma e avrà sede a Siena

Sul fronte opposto, Carlo Cimbri, presidente di Unipol, ha fornito nuovi dettagli sul progetto industriale che seguirebbe al successo dell’offerta di Intesa Sanpaolo.

Nell’intervista al Sole 24 Ore, Cimbri ha definito quella di Intesa un’offerta “ricca, seria, con un progetto industriale forte e razionale”, spiegando che Unipol entrerebbe in campo subito dopo il completamento dell’operazione acquistando MPS.

Il punto centrale riguarda proprio il perimetro che verrebbe acquisito. Intesa manterrebbe circa 625 delle circa 1.300 filiali di MPS, salvo eventuali modifiche richieste dall’Antitrust, mentre a Unipol passerebbero la restante banca, il marchio, la sede storica di Siena, gran parte del personale e una rete commerciale distribuita sull’intero territorio nazionale.

Cimbri ha quindi respinto l’idea che Unipol acquisterebbe semplicemente ciò che resta di uno “spezzatino” di MPS. La banca conserverebbe invece, secondo il progetto delineato dal presidente di Unipol, una propria autonomia industriale e commerciale.

Quale futuro per MPS nel nuovo polo con BPER?

Cimbri ha chiarito anche uno degli aspetti politicamente e industrialmente più sensibili dell’operazione: MPS sarebbe la capofila del futuro gruppo bancario e la sede principale rimarrebbe a Siena.

Rocca Salimbeni, sede storica di Monte dei Paschi, continuerebbe quindi a rappresentare il centro della banca. Nella valutazione di Cimbri, storia e notorietà internazionale del marchio MPS ne giustificano il ruolo di capofila rispetto a BPER.

Il progetto procederebbe per fasi. Dopo il successo dell’OPAS di Intesa, Unipol punta a completare l’acquisizione di MPS entro il 2027. In una prima fase verrebbero sviluppate le sinergie tra banca e assicurazione. Successivamente, indicativamente nel 2028, entrerebbe in gioco BPER Banca, di cui Unipol è il principale azionista con una partecipazione intorno al 30%.

L’aggregazione MPS-BPER dovrebbe così dare origine, secondo il progetto illustrato da Cimbri, al secondo gruppo bancario italiano, caratterizzato da una forte vocazione commerciale e da un radicamento territoriale particolarmente significativo.

Il futuro gruppo avrebbe oltre 250 miliardi di euro di attivi, quasi 3.000 filiali, circa 230 miliardi di depositi e circa 200 miliardi di finanziamenti a famiglie e imprese. I dipendenti sarebbero oltre 30.000 e i clienti circa otto milioni, di cui più di 1,5 milioni imprese.

La rete sarebbe inoltre geograficamente bilanciata: circa il 50% degli sportelli sarebbe localizzato nel Nord Italia e la restante metà distribuita in misura sostanzialmente equilibrata tra Centro e Sud.

Secondo lo scenario delineato da Cimbri, quindi, MPS manterrebbe marchio, sede storica, presenza nazionale e ruolo di capofila nella successiva aggregazione con BPER.

MPS-Intesa: A chi tocca la prossima mossa?

Il calendario dei prossimi mesi presenta numerosi passaggi decisivi, ma il mercato guarda anche alle dichiarazioni e alle mosse dei principali azionisti coinvolti.

Dopo la riunione del consiglio di amministrazione di Generali tenuta il 27 agosto, il 10 settembre toccherà agli azionisti di Intesa Sanpaolo pronunciarsi sull’operazione MPS. Il 29 ottobre saranno invece quelli di Monte dei Paschi a decidere se autorizzare le due OPS e la distribuzione straordinaria proposta dal management. Successivamente dovranno arrivare le autorizzazioni regolamentari e, soprattutto, le adesioni degli azionisti di Banco BPM e Banca Generali.

I consigli di amministrazione di Banca Generali e Banco BPM hanno finora assunto posizioni prudenti o attendiste sulle offerte di MPS, sottolineando la necessità di valutarle secondo le rispettive responsabilità e procedure.

Generali ha compiuto un passo ulteriore dichiarandosi disponibile ad approfondire il progetto industriale proposto da MPS, pur ricordando il carattere non sollecitato e non preventivamente concordato dell’offerta.

Sul fronte Banco BPM, l’attenzione si concentra invece soprattutto su Crédit Agricole ACA, primo azionista della banca con una partecipazione di poco inferiore al 30%. Il gruppo francese, che aveva espresso contrarietà alla precedente ipotesi di fusione tra pari tra Banco BPM e MPS, non si è ancora pronunciato sulla nuova OPS. La sua posizione è particolarmente importante anche perché l’Italia rappresenta il secondo mercato del gruppo attraverso Crédit Agricole Italia.

L'autore o gli autori non possiedono posizioni nei titoli menzionati in questo articolo. Leggi la Policy editoriale di Morningstar.