Moderna e Merck: i risultati positivi della fase 3 su Intismeran confermano il potenziale dell’mRNA in oncologia

Abbiamo rivisto al rialzo le nostre stime del fair value delle azioni di Moderna e Merck.

Vista esterna della sede centrale di Moderna.
Plexi Images/GHI/UCG per Getty

In uno studio di fase 3, la terapia personalizzata a base dell’autogene Intismeran, in associazione con Keytruda, ha migliorato la sopravvivenza libera da recidiva e la sopravvivenza libera da metastasi a distanza nei pazienti affetti da melanoma, rispetto al solo Keytruda. Il 19 agosto, le azioni di Moderna hanno registrato un rialzo di quasi il 150%, mentre quelle di Merck sono aumentate di oltre il 10% nel corso della giornata.

Perché è importante: Il calo della domanda di vaccini contro il Covid e l’incertezza che caratterizza il contesto politico statunitense in materia di vaccini hanno costretto Moderna a razionalizzare le proprie risorse finanziarie e a investire solo nei programmi più promettenti; tuttavia, il successo di Intismeran nella fase 3 conferma il potenziale della sua tecnologia a mRNA al di là dei vaccini.

  • Sebbene il tipo specifico di tumore oggetto dello studio Interpath-001 (melanoma ad alto rischio in fase adiuvante, ovvero post-chirurgica) rappresenti una nicchia relativamente ristretta (30.000 pazienti negli Stati Uniti e nell’Unione Europea), ciò costituisce un segnale positivo per gli studi in corso sull’Intismeran, tra cui quello sul carcinoma polmonare in fase adiuvante (oltre 100.000 pazienti negli Stati Uniti e nell’Unione Europea).
  • L’entità del beneficio non è stata ancora resa nota, ma un esito positivo in questa prima analisi intermedia rappresenta un segnale positivo, poiché Merck e Moderna hanno probabilmente progettato lo studio fissando una soglia statistica elevata per un’analisi precoce. I dati a cinque anni della fase 2b hanno evidenziato una riduzione del 49% del rischio di recidiva o di decesso.

In sintesi: Aumentiamo le nostre stime del fair value per Merck, che presenta un moat ampio (da 111 dollari a 143 dollari per azione), e per Moderna, che non ha moat rating (da 79 dollari a 163 dollari), dopo aver rivisto al rialzo le nostre previsioni di vendita dell’Intismeran a 16,8 miliardi di dollari (da 7,2 miliardi) entro il 2035, con gli utili derivanti dal programma ripartiti in parti uguali tra i partner.

  • Abbiamo aumentato la probabilità stimata di approvazione per l’Intismeran nel melanoma (dal 60% al 100%) e nel cancro ai polmoni (dal 40% al 60%) e abbiamo aggiunto al nostro modello i programmi di fase 2 relativi al cancro al rene e alla vescica. Prevediamo un’approvazione rapida, probabilmente nella prima metà del 2027, una volta presentati i dati.
  • Stiamo attendendo i dati relativi alla combinazione Keytruda/Intismeran in altri ambiti in cui Keytruda ha apportato benefici ai pazienti, compresi i dati di fase 2 sul carcinoma renale, previsti per quest’anno, e quelli di fase 2 sul carcinoma della vescica, previsti per il 2027.

Nota redazionale: Ti informiamo che la presente analisi è stata originariamente pubblicata come nota sul titolo da Morningstar Research.

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