Gli investitori e gli operatori finanziari che si stanno preparando alla prossima IPO di SpaceX, del valore di 1.750 miliardi di dollari, devono fare i conti con una delle variabili più potenti – e pericolose – del mercato azionario: l’effetto Musk.
L’andamento storico del titolo Tesla TSLA offre un esempio di questa dinamica, come spiega il report pre-IPO di PitchBook su SpaceX. Dal 2017 abbiamo individuato 99 eventi rilevanti che hanno determinato un’oscillazione del titolo Tesla pari o superiore al 7% a fronte di volumi elevati. Circa 6 su 10 sono stati determinati da fattori specifici dell’azienda. Gli eventi legati alla governance aziendale e alla politica, quasi tutti riconducibili direttamente a Musk, hanno prodotto variazioni medie di quasi il 12%, statisticamente indistinguibili dalle reazioni agli utili e fortemente sbilanciate in negativo.
Il «premio Musk» è un’arma a doppio taglio. Tesla ha registrato un rialzo di oltre il 90% nel mese successivo alle elezioni presidenziali del 2024 sulla scia del «Trump Musk trade», per poi perdere interamente tali guadagni entro marzo 2025, a causa della convergenza di diversi fattori: il contraccolpo legato a DOGE, i boicottaggi europei e un crollo del 49% delle vendite in Cina.
L’offerta non convenzionale di SpaceX potrebbe amplificare queste dinamiche. L’azienda prevede di mettere in circolazione circa il 3%-4% del proprio capitale azionario (il flottante più ridotto tra le società a grande capitalizzazione nella storia recente), il che significa che le oscillazioni di fiducia determinate da Musk incidono su un portafoglio ordini molto più ristretto. Mentre Tesla registra oscillazioni del 10%-15% in seguito a fattori di governance e politici, PitchBook prevede che SpaceX subirà oscillazioni del 20%-30% a fronte di notizie analoghe.
Un altro fattore è il deficit di credibilità dell’azienda nei confronti degli investitori, un fenomeno ben noto anche agli azionisti di Tesla. Il management di SpaceX raggiunge solitamente i propri obiettivi, ma solo uno su cinque viene realizzato nei tempi previsti. Gli altri subiscono ritardi di due o tre anni. Gli azionisti valuteranno questo andamento attraverso una sorta di «bilancio della credibilità», applicando uno sconto compreso tra 1,5 e 2,5 volte alle tempistiche indicate dal management, pur mantenendo la propria convinzione sulla direzione intrapresa.
L’IPO di SpaceX metterà alla prova tutti i soggetti coinvolti. I banchieri dovranno stabilire il prezzo di un’azienda il cui azionista di controllo è in grado di influenzare i mercati con poche parole. Il management dovrà basare le proprie previsioni su intervalli più ristretti e più difendibili rispetto a quelli forniti in passato. Gli investitori istituzionali dovranno decidere quanta volatilità causata da Musk sono in grado di sopportare. Nessuno di loro ha un compito facile.

