L’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo che fissa l’aliquota tariffaria di base al 15% per le importazioni dall’UE, comprese quelle di automobili.
Perché è importante: Una tariffa del 15% è molto meno onerosa per le case automobilistiche dell’UE rispetto al 27,5% attualmente applicato.
- Per le case automobilistiche dell’UE, le consegne negli Stati Uniti che non provengono dal mercato interno arrivano principalmente dal Messico e/o dal Canada. Questo accordo favorisce le aziende che dipendono maggiormente dalle esportazioni dall’UE.
- Riteniamo che Porsche P911, Mercedes-Benz MBG, BMW BMW e Volkswagen VOW, nell’ordine, siano quelli che beneficeranno maggiormente di questo accordo, in quanto hanno una quota maggiore di esportazioni dall’UE verso gli Stati Uniti, rispetto a Messico e/o Canada. Stellantis STLAM esporta dall’UE negli USA una quota inferiore al 10% dei suoi volumi complessivi di vendita negli Stati Uniti. Per questo motivo non dovrebbe ottenere un vantaggio significativo da questo accordo. Sebbene Ferrari esporti dall’UE il 100% dei suoi veicoli venduti negli Stati Uniti, i suoi risultati finanziari non sono mai stati influenzati dai dazi, nemmeno con tariffe più elevate.
Le stime degli analisti: Nei nostri modelli di previsione abbiamo incorporato una stima delle tariffe pari a una media ponderata dei dazi in base a quattro diversi scenari tariffari. Il nostro risultato è un stima inferiore alla tariffa massima del 27,5%. Questi scenari includono anche gli effetti indiretti della riduzione delle vendite di veicoli negli Stati Uniti, che si stanno ancora manifestando. Nonostante il recente accordo tra UE e USA, manteniamo invariate al momento le nostre stime del fair value per i titoli europei dell’auto.
- Volkswagen prevede di concludere un accordo separato con gli Stati Uniti, dopo la conclusione dell’accordo commerciale UE-USA.
- Le azioni di BMW, Volkswagen e Ferrari RACE sono scambiate a livelli più alti rispetto a quelli precedenti alla diffusione delle notizie sui dazi statunitensi all’inizio di quest’anno, a indicare che il mercato ha già scontato un onere tariffario inferiore, in particolare a seguito dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone del 23 luglio. Per Mercedes, Porsche e Stellantis, la performance delle loro azioni è il riflesso di questioni strategiche specifiche delle singole aziende.

